Marzemino, il rosso che strizza l’occhio alla Gen Z

Semplice ma non banale, piacevole e rappresentativo di un territorio di grande bellezza, nonché di un tessuto produttivo vivace

Quali tratti del Marzemino della Vallagarina ne fanno un vino perfettamente rispondente alle preferenze delle giovani generazioni? Il fatto di essere semplice da comprendere (ma non per questo banale), certamente. Ma non solo. Il Marzemino è un prodotto fortemente identitario della Vallagarina e dunque è un vino di territorio. Qui sta il punto: a quei giovani la cui attenzione appare talvolta così difficile da catturare, il territorio interessa. Più di un’indagine lo rileva.

L'attenzione da parte delle istituzioni

Di questo e di molto altro si è parlato durante il convegno “Zeta come MarZemino - Il vino che ha le carte in regola per parlare ai giovani”, tenutosi presso Palazzo De Probizer a Isera (TN) lo scorso 1 ottobre e parte del calendario di appuntamenti previsti da “La Vigna Eccellente”, giunta quest’anno alla XXV edizione. «Una manifestazione - ha sottolineato Marco Tonini, Presidente della Cooperativa Casa del Vino della Vallagarina, che dell’organizzazione de "La Vigna Eccellente" si occupa dal 2025 - che ha iniziato a rinnovarsi lo scorso anno, affrontando temi “caldi” come la sostenibilità e la viticoltura in territori fragili, per giungere quest’anno a toccare un altro tema di grande attualità come il consumo di vino da parte delle giovani generazioni».

Costanza Fregoni e Marco Tonini (Foto Daniela Martina)

«Diversamente da quanto accaduto nelle edizioni precedenti - ha sottolineato Emanuele Valduga, Sindaco di Isera - nel 2026 "La Vigna Eccellente" non potrà assegnare l’omonimo premio, a causa della grandinata distruttiva che ha colpito il nostro territorio la scorsa estate. Un riconoscimento che, sin dalla sua nascita, ha sempre avuto l’importante obiettivo di premiare l’elemento umano, ovvero il lavoro di coloro che contribuiscono a mantenere la bellezza del nostro paesaggio prendendosi cura delle vigne». L’evento evolve e diventa soprattutto, come sottolineato da Maurizio Maffei, Presidente della Cassa Rurale della Vallagarina, «un momento di dialogo, confronto e socialità».

Graziano Molon (Foto Daniela Martin)

Se Claudio Soini, Presidente del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, ha ringraziato tutti i sindaci dei comuni della Vallagarina per l'attenzione che riservano al paesaggio, «che con la sua bellezza contribuisce all’economia del territorio», Graziano Molon, Direttore del Consorzio Vini del Trentino, ha sottolineato che «chi viene qui, e assaggia i nostri vini in un contesto così straordinario, porta a casa un’esperienza che va oltre la semplice degustazione. L’enoturismo è il veicolo principale per far conoscere l'attrattività dei nostri territori e su questo dobbiamo lavorare ancora molto, anche in termini di formazione, preparando figure altamente professionalizzate da collocare in questo settore». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Sergio Valentini, Presidente della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, che ha insistito sulla necessità di riportare la ristorazione locale a essere protagonista della promozione del vino trentino, anche e soprattutto attraverso personale preparato: «È essenziale - ha affermato - che nelle scuole si insegni che in sala, più che dire che un vino è gallo paglierino, è necessario spiegare da dove proviene e in che territorio viene prodotto».

Giulia Zanotelli (Foto Daniela Martin)

E sul tema dell’accoglienza enoturistica, della ristorazione e della necessità di figure professionali adeguatamente formate si è soffermata anche Giulia Zanotelli, Assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali della Provincia autonoma di Trento, sottolineando l’impegno della Provincia sia nel sostenere percorsi di formazione ad hoc per la formazione di giovani addetti all’enoturismo, anche in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach, sia a spingere iniziative congiunte di promozione dei prodotti trentini, come il progetto “Vini di Montagna”. Di questo "La Vigna Eccellente" è parte, insieme agli eventi "Mostra del Teroldego Rotaliano", "Divin Nosiola" e "Rassegna del Müller Thurgau". «La Vallagarina - ha concluso Zanotelli - ha un potenziale enorme. Deve solo trovare il modo più efficace per esploderlo».

Giovani e vino, è davvero crisi?

Slawka G. Scarso (Foto Daniela Martin)

Moderato da Costanza Fregoni, il convegno ha visto la partecipazione di Slawka G. Scarso, docente e consulente di marketing nel settore vitivinicolo, che ha portato le evidenze emerse da numerose ricerche recenti sul tema del rapporto tra generazione Z e consumo di vino, in parte confermando evidenze note ma in parte portando nuovi spunti di riflessione. «In uno scenario globale che segna una contrazione dei consumi a volume nei principali mercati, attribuire la colpa di questo trend alla generazione Z è ingiusto», ha affermato. Il calo dei consumi deriva da fattori diversi: invecchiamento demografico, fine del consumo quotidiano a tavola, riduzione della quantità per occasione. Sono fenomeni che in realtà si stanno manifestando da decenni, non si tratta di qualcosa di nuovo. Quel che è nuovo è che in realtà la Generazione Z sta maturando un maggiore interesse per il vino. Secondo Richard Halstead, IWSR, “la propensione a uscire e spendere di più è in ripresa per questa specifica categoria di giovani consumatori, in contrapposizione alla teoria secondo cui la Gen Z starebbe abbandonando gli alcolici”. Addirittura, secondo il Wine Market Council, negli USA i Millennial hanno superato i Boomer nel loro consumo di alcolici e anche la Gen Z sta crescendo. Questo è particolarmente interessante se pensiamo che una decina di anni fa il mercato manifestava per i Millennial gli stessi timori che oggi sembra avere per la Gen Z. Secondo dati UIV, circa 30 milioni di italiani bevono vino, vale a dire il 55% degli adulti. Dobbiamo quindi comprendere che è cambiato il modo in cui beviamo: il consumo è soprattutto fuori casa, mentre a casa si beve sempre meno. Allo stesso tempo i consumi si consolidano con l’età: è questo quello che ci dicono anche in Italia i dati sui Millennial. Il vino non è un gusto per giovanissimi, bensì un gusto acquisito. Interessante poi il fatto che il 76% degli Z ascolti volentieri i consigli del personale di sala (media nazionale: 54%). Inoltre sempre in base a fonti UIV, in cima alla classifica di preferenze della Gen Z abbiamo, a sorpresa, i vini rossi e i bianchi meno mainstream. Cosa cerca di fatto la Gen Z? Dealcolato e bassa gradazione; informalità e accessibilità; sostenibilità verificabile; stili non convenzionali: orange wine, coferment, rossi serviti freddi, pét-nat, wine spritzer. «Dobbiamo dare alla Gen Z - ha concluso Scarso - il tempo di diventare quello che oggi sono diventati i Millennial, dopo tante preoccupazioni. Al tempo stesso dobbiamo capire dove i Gen Z raccolgono oggi le informazioni, ovvero il web ma anche, tantissimo, il passaparola, e lì catturarne l’attenzione».

Gli esiti del sondaggio

Realizzato da "La Vigna Eccellente" in collaborazione con VVQ ed Edagricole, il sondaggio “Cosa metti nel calice?”, promosso presso il pubblico Gen Z dai 18 anni compiuti in su, ha ricevuto 225 risposte - omogeneamente distribuite per regioni di appartenenza ed età dei rispondenti - dalle quali sono emerse diverse evidenze interessanti. Tra queste, il fatto che ad aver avvicinato al vino coloro che hanno partecipato siano stati soprattutto genitori, nonni, amici e ristorazione, così come il fatto che essi cerchino informazioni sul vino principalmente presso persone di cui si fidano e secondariamente interrogando l’intelligenza artificiale. La scelta di acquisto si basa moltissimo sulla piacevolezza sensoriale e ciò che più interessa del produttore di un vino è il territorio in cui opera.

Consulta i risultati del sondaggio

La tavola rotonda

L’evento si è concluso con un vivace confronto tra sei giovani produttori trentini: Silvio Chistè (Az. Agr. Pravis), Paolo Dorigati (Az. Vinicola F.lli Dorigati), Martina Grigoletti (Azienda Agricola Grigoletti), Sabina Pellegrini (Villa Corniole), Luca Salizzoni (Azienda Agricola Salizzoni), Filippo Tonini (Tonini Viticoltori in Isera).
Tra i temi emersi:

  • La storia dell’azienda e della famiglia non può essere comunicata in modo banale, anche quando gli interlocutori sono i giovani. Ma è importante essere veri e mettercci la faccia.
  • Il linguaggio utilizzato per descrivere i vini deve essere semplice e libero da eccessivi tecnicismi. Questo vale sia nell’accoglienza in azienda sia nelle fiere, anche se nei diversi casi gli interlocutori presentano una competenza più o meno elevata.
  • Il Trentino presenta caratteristiche fortemente attrattive per un pubblico Gen Z: è un territorio in cui è facile affiancare all’esperienza in cantina un turismo legato al paesaggio, al benessere e allo sport, con la montagna a fare da filo conduttore.
  • I social sono fondamentali per parlare alle giovani generazioni e incuriosirle. Anche qui occorre evitare le banalizzazioni: comunicare sui social in modo pertinente ed efficace non è semplice, ma esserci in modo imperfetto è preferbile al non esserci per nulla.
Da sinistra: Martina Grigoletti, Luca Salizzoni, Filippo Tonini, Sabina Pellegrini, Silvio Chistè, Paolo Dorigati (Foto Daniela Martin)

Il Marzemino avrà il suo Sentiero

Il convegno è stato l’occasione per presentare lo stato di avanzamento della realizzazione del progetto “Sentiero del Marzemino. Tra Vigne, Castelli e Palazzi”. Il sentiero verrà inaugurato nella primavera 2027, toccando inizialmente tre comuni - Isera, Nogaredo e Villa Lagarina - in un percorso della lunghezza di circa 12 km, per poi svilupparsi ulteriormente e coinvolgere tutta la Vallagarina, snodandosi lungo circa 40 km, fruibili da amanti del trekking e ciclisti. «Abbiamo ritenuto importante - ha affermato Mauro Nardelli di Asat, Associazione Albergatori e Imprese Turistiche della Provincia di Trento - uscire dalla logica della singola cantina o della semplice degustazione e costruire qualcosa che permettesse al visitatore di entrare realmente nel mondo della Vallagarina. Un percorso che consente di attraversare il territorio e comprendere il legame profondo che esiste tra i luoghi di produzione e le persone». «Un grande territorio è più facile da comunicare rispetto a una nicchia», ha affermato Carla Costa, Direttrice dell’Azienda per il Turismo Rovereto Vallagarina e Monte Baldo. La provincia ha creduto molto in questo, tanto è vero che Trentino Marketing intende rendere il Trentino, nell’arco di 3-5 anni, una delle 5 top wine destination italiane. Il sentiero si contraddistinguerà anche per “contaminazioni” con la cultura museale. Samuele Di Marzio di APT ha illustrato il progetto più nel dettaglio, soffermandosi sul calendario delle tappe che lo porteranno alla sua versione finale e sui driver che ne hanno guidato la progettazione, ovvero la promozione di attività outdoor sul territorio, dell’enogastronomia e della cultura. Infine, Stefania Clementi di Trentino Marketing ha sottolineato come gli eventi di promozione dei prodotti locali siano importantissimi, ma abbiano una durata limitata. Per questo occorre affiancarli con iniziative che portino il turismo sul territorio tutto l’anno: a tale obiettivo punta il progetto Sentiero del Marzemino.

Da sinistra: Stefania Clementi, Samuele Di Marzio, Carla Costa, Mauro Nardelli (Foto Daniela Martin)
Marzemino, il rosso che strizza l’occhio alla Gen Z - Ultima modifica: 2026-10-22T09:59:32+02:00 da Redazione

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