Gestione dello stress termico e ottimizzazione della concimazione su vite da vino

Grappolo danneggiato dall'eccesso di luce diretta e calore
Consigli per una gestione razionale degli stress estivi con nutrizione e biostimolazione

Durante la stagione estiva è piuttosto frequente incorrere in periodi caratterizzati da temperature molto elevate, spesso sopra i 34-35 °C, e radiazione solare di forte intensità.

Tali fattori possono creare condizioni di forte stress sulle piante, con effetti negativi talvolta poco visibili. In una prima fase, infatti, la pianta mette in atto una serie di risposte per difendersi dallo stress che da un lato ne riducono la produttività ma dall’altro ne preservano l’integrità e ne garantiscono la piena ripresa al termine dello stress.

Quando le condizioni divengono troppo ostili (temperature molto elevate e/o periodi prolungati nel tempo), le piante non sono più in grado di contenere i danni e gli effetti divengono visibili ad occhio nudo.

Come le piante reagiscono allo stress termico

Lo stress da caldo e radiazione solare possono manifestarsi secondo molteplici fattori:

  • Apparato fogliare: le foglie più vecchie possono aprire gli stomi e perdere turgore, mentre le nuove risultano più piccole
  • Riduzione della fotosintesi: la chiusura stomatica protegge dalla disidratazione ma limita l’entrata di anidride carbonica per cui la pianta riduce la fotosintesi fino ad arrestarla, provocando una mancata produzione di carboidrati
  • Senescenza dei tessuti: la produzione di ROS (radicali attivi dell’ossigeno) provoca un effetto ossidante con danni cellulari talvolta irreversibili
  • Squilibri ormonali: l’equilibrio tra gli ormoni vegetali può variare, inficiando sulla crescita e sullo sviluppo della pianta
  • Danni qualitativi sui frutti: la produzione ridotta di carboidrati e lo squilibrio ormonale possono provocare forti riduzioni di pezzatura e scarsa produzione di solidi solubili
  • Problematiche riscontrabili nell’anno successivo: l’alterazione dei processi fisiologici può influire sulla differenziazione delle gemme e sull’accumulo di sostanze di riserva, provocando disuniformità di germogliamento, scarsa presenza di gemme a fiore o miste e sviluppo stentato in fase primaverile.

Nella maggior parte dei casi, la disponibilità idrica ed una corretta gestione dell’irrigazione possono limitare i danni da stress termico, o non aggravarli, ma sicuramente non eliminarli.

Gli stress abiotici, ed in particolare quello da eccesso termico, vanno sempre prevenuti quando ancora la pianta non manifesta sintomi evidenti. Il recovery a seguito di stress severi risulta nella maggior parte dei casi molto difficile da gestire.

Strategie di gestione dello stress da caldo

Alcune tra le strategie da adottare possono essere riassunte in:

  • Ombreggiamento tramite reti antigrandine, reti ombreggianti, impiego di prodotti ombreggianti su serre ecc.
  • Impiego di formulati in grado di schermare parte della radiazione solare, come ad esempio polveri di roccia/caolino, zeolite ecc.
  • Adozione di irrigazione climatizzante con sprinkler: l’acqua, evaporando, assorbe calore abbassando la temperatura
  • Impiego di biostimolanti specifici per il mantenimento del turgore cellulare, con effetti antiossidanti e ormono-simili in grado di prevenire i danni e favorire il recovery.

La concimazione fogliare

Per supportare la pianta, la concimazione fogliare rappresenta uno strumento indispensabile, a patto di rispettarne le regole fisiologiche. L'assorbimento avviene per diffusione passiva attraverso due vie principali: i pori cuticolari (ponti acquosi) e le aperture stomatiche.

L'efficienza di questo processo è influenzata dalla Capacità di Scambio Cationico (CSC) fogliare e da fattori ambientali: l'umidità relativa, ad esempio, determina il tempo di permanenza della soluzione sulla foglia, fondamentale per mantenere il gradiente di concentrazione necessario al passaggio dei nutrienti.

I biostimolanti: un aiuto concreto contro lo stress termico

In ambito agricolo si sente parlare spesso di biostimolanti per incrementare le produzioni e migliorare la qualità delle colture, ma cosa sono esattamente?

Il nuovo Regolamento CE 2019/1009 definisce il biostimolante delle piante come un prodotto fertilizzante che stimola i processi nutrizionali delle piante, indipendentemente dal contenuto di nutrienti, con l’obiettivo di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche delle piante o della loro rizosfera:

  • Efficacia nell’utilizzo dei nutrienti;
  • Tolleranza allo stress abiotico;
  • Miglioramento delle caratteristiche qualitative;
  • Aumento della disponibilità di nutrienti nel suolo o nella rizosfera.

Già da qualche decennio l’impiego di sostanze naturali in grado di intervenire a livello fisiologico sulla pianta è entrato a far parte delle pratiche agricole di coltivazione. Negli ultimi anni, la riduzione di sostanze attive e la diffusione di condizioni climatiche estreme hanno accelerato la ricerca e l’innovazione su questa categoria di prodotti.

Mentre in passato i formulati si caratterizzavano per una sola componente, spesso di origine animale, e un’attività generica, oggi sono stati studiati prodotti con meccanismi d’azione specifici.

I biostimolanti aiutano contro lo stress da caldo?

Sì. Vediamo perché!

Gli estratti di alghe, utilizzati come biostimolanti, provengono da raccolte effettuate lungo le coste oceaniche, sia manualmente che meccanicamente. Le alghe vengono quindi sottoposte a un processo di lavaggio, taglio ed estrazione. Attraverso un processo di idrolisi a freddo o a temperature controllate, con o senza l’uso di solventi, vengono estratte le sostanze attive dalla matrice algale, responsabili dell’efficacia dei biostimolanti.

Questi estratti agiscono come biostimolanti, migliorando vari aspetti della crescita e della produttività delle piante:

  • Velocità di germinazione
  • Crescita generale
  • Sviluppo radicale e miglioramento del rapporto radici/parte aerea della pianta
  • Allegagione e formazione dei frutti
  • Produzione di raccolto
  • Qualità del prodotto finale
  • Resistenza agli stress ambientali come siccità, salinità e temperature estreme
  • Miglioramento nell’assorbimento di macro e micronutrienti

Tutti questi benefici sono attribuibili alla presenza di polifenolipolisaccaridi e fitormoni come auxine e citokinine, che sono naturalmente presenti negli estratti d’alga. Inoltre, l’applicazione di biostimolanti a base di alghe in diverse fasi di crescita e con tempistiche variabili consente di ottenere le risposte biologiche ottimali dalla pianta, massimizzando i benefici sullo sviluppo e la resa agricola.

Consigli agronomici pratici su come effettuare gli interventi

  • Eseguire i trattamenti al mattino presto o alla sera per evitare la chiusura stomatica dovuta al calore.
  • Mantenere il pH della soluzione su valori neutri o sub-acidi.
  • Utilizzare prodotti con bagnanti e veicolanti specifici per superare la barriera idrofobica delle cere cuticolari.

Stress da caldo su vite: le cause e l’impatto dell’acinellatura sulla qualità del raccolto

Temperature eccessivamente elevate durante la fioritura possono creare problemi nei processi di allegagione e moltiplicazione cellulare, ma anche eccessi di vigoria, stress idrico o carenze di boro e zinco rappresentano un pericolo concreto.

Grappolo con evidenti segni di acinellatura
Grappolo senza acinellatura grazie all’applicazione di BEOZ Adamite

L’acinellatura, oltre a provocare perdite produttive significative, può influire negativamente sulla qualità finale del raccolto a causa del minor grado zuccherino e differente stadio di maturazione degli acini poco sviluppati.

Le fasi fenologiche che vanno dalla pre-fioritura alla chiusura grappolo risultano determinanti per il raggiungimento di elevati standard produttivi.

Dall’allegagione in poi inizia un’intensa attività di moltiplicazione cellulare e accumulo di elaborati negli acini, ed è proprio in questa finestra temporale che risulta strategico intervenire al fine di favorire la divisione cellulare ed accumulare calcio nelle bacche irrobustendo al contempo la buccia, aspetto fondamentale per una miglior tolleranza agli attacchi fungini, al cracking e alle scottature.

Il consiglio dell’agronomo per combattere lo stress da caldo su vite da vino

Per una prevenzione efficace, ICL ha sviluppato formulati d'avanguardia che uniscono nutrizione e biostimolazione. Grazie all’elevata tecnologia presente nei formulati delle gamme BEOZ®Agroleaf Power®, testati in campo su vite da vino in diversi areali italiani e su cultivar differenti, ha messo a punto un protocollo di intervento specifico per favorire la distensione del rachide, ridurre i fenomeni di acinellatura e ispessire la buccia, rendendo il grappolo più resiliente.

BEOZ® Adamite (Metabolite Technology): biostimolante ad impiego fogliare e radicale che unisce l’attività dei metaboliti batterici all’estratto di Ascophyllum nodosum e ad aminoacidi vegetali, tra cui glicina, acido glutammico, lisina e prolina. Potenzia i meccanismi di autodifesa verso gli stress abiotici, migliora l’allegagione, l’ingrossamento del frutto e l’accumulo degli zuccheri. L'alto contenuto di mannitolo (5,7 g/L) stabilizza le membrane cellulari contro la siccità.

Per quanto concerne la gestione pre-fioritura, si suggerisce l’impiego fogliare di BEOZ® Adamite alla dose di 2,5 L/ha in miscela con Micromax (0,5 kg/ha).

Si consiglia di intervenire a grappolini visibili, racimoli separati e pre-fioritura. BEOZ® Adamite è un biostimolante di ultima generazione contenente specifici metaboliti che, uniti all’estratto d’alga e agli aminoacidi vegetali selezionati, evidenzia una forte azione citochinino-simile, favorendo i processi di moltiplicazione cellulare.

Agroleaf Power® (Tecnologie DPI e M-77): Una linea a basso indice salino che, grazie al chitosano e ai fisioattivatori organici, potenzia il metabolismo secondario e garantisce un assorbimento rapido, efficace anche in caso di piogge a soli 30 minuti dal trattamento.

Dall’allegagione in poi l’obiettivo da perseguire è l’accrescimento uniforme degli acini, l’accumulo di calcio nelle bacche e l’ispessimento della buccia. Per tale scopo il protocollo prevede 2-3 interventi con BEOZ® Adamite (2,5 L/ha) in miscela con Agroleaf® Power Calcium (3 kg/ha).

L’azione sinergica del calcio, dei microelementi e lo stimolo di divisione cellulare ottenuto dall’applicazione di BEOZ® Adamite, consentono di ridurre drasticamente la comparsa di acinellatura e migliorano la consistenza ed il peso dei grappoli.

Di seguito vengono riportati i risultati ottenuti da una prova sperimentale eseguita nel 2024 su Trebbiano Romagnolo in provincia di Ravenna dove è stato testato BEOZ® Adamite.

La prova sperimentale

Nel 2024, è stata condotta una prova sperimentale su Trebbiano Romagnolo in provincia di Ravenna, utilizzando BEOZ® Adamite alla dose di 300 ml/hl per un totale di 4 applicazioni a partire da racimoli separati. Nel grafico qui sotto si riportano i risultati. Le medie contrassegnate dalla stessa lettera o simbolo non differiscono statisticamente secondo il test Duncan’s New MRT a p≤0,05.

Dai dati raccolti sono emerse differenze statisticamente significative in termini di resa totale, la quale è risultata nettamente più elevata nella tesi con BEOZ® Adamite grazie alla quasi totale assenza di acinellatura e a grappoli più ramificati e pesanti.

Conclusioni

L’adozione di un protocollo specifico come quello proposto da ICL, che combina biostimolanti avanzati e nutrienti essenziali, può migliorare significativamente la qualità e la quantità del raccolto.

Con l’utilizzo di BEOZ® Adamite e Agroleaf Power®, gli agricoltori possono ridurre l’acinellatura, favorire lo sviluppo uniforme degli acini e rafforzare la buccia, garantendo grappoli più resistenti e di qualità superiore.

Gestione dello stress termico e ottimizzazione della concimazione su vite da vino - Ultima modifica: 2026-07-21T16:03:49+02:00 da Redazione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome