Più flessibilità nelle misure dell’Ocm vino

La Commissione UE chiude, con il Reg. delegato 2020/884, il cerchio delle deroghe: sarà possibile modificare entro il 15 ottobre i progetti già approvati e ricevere un contributo parziale in caso di realizzazione incompleta. Ma alcune regole devono essere stabilite a livello di Stato membro

Dopo i tre regolamenti pubblicati a inizio maggio (leggi qui), che hanno gettato le basi per una revisione d’emergenza a livello statale, l’obiettivo della Commissione UE è cercare di alleggerire ulteriormente la depressione economica e le difficoltà causate dall’emergenza Covid-19.

Il Reg. delegato 2020/884, pubblicato il 29 giugno 2020, sostanzialmente chiude il cerchio dei provvedimenti finalizzati a sostenere le imprese vitivinicole e attenuare la crisi di liquidità, riconoscendo, mediante le deroghe e una maggiore flessibilità, le difficoltà di pianificazione, gestione e attuazione dei programmi di sostegno previsti dall’OCM.

Più gradi di libertà

Il nuovo regolamento stabilisce alcune deroghe alle disposizioni del Reg. delegato (UE) 2016/1149 in materia di programmi di sostegno al settore vitivinicolo. Relativamente alla misura della vendemmia verde – il cui DM attuativo del DL Rilancio è in fase di definizione – sarà possibile autorizzare il finanziamento anche sulla medesima parcella vitata per due anni consecutivi seppure il DM 22 maggio 2020, n. 5779 già consentiva una tale apertura.

Sarà inoltre possibile modificare i progetti già approvati nonché, limitatamente ai fondi di mutualizzazione, prorogare di 12 mesi le operazioni per le quali il sostegno è giunto a scadenza nel corso dell’anno 2019, a condizione che il beneficiario richieda espressamente la deroga entro il 15 ottobre 2020. In particolare, la possibilità di ritoccare i progetti approvati è stata ammessa, nei casi giustificati e comunque collegati all’emergenza Covid-19, per le misure di promozione, di ristrutturazione e riconversione dei vigneti, investimenti e innovazione previste dal menù dell’OCM.

Così come, per le misure di ristrutturazione e riconversione dei vigneti e di vendemmia verde, il Reg. delegato 2020/884 consente, nei casi in cui il progetto approvato sia stato solo parzialmente realizzato a causa della pandemia Covid-19, di poter erogare il sostegno per la quota parte corrispondente, cioè secondo un criterio di proporzionalità rispetto al livello di attuazione della misura.

In ultimo, il nuovo regolamento prevede che le modifiche potranno essere attuate entro il 15 ottobre 2020 senza la preventiva autorizzazione, a condizione che non pregiudichino l’ammissibilità di nessuna parte dell’operazione e purché non sia superato l’importo totale del sostegno approvato.

Quale prospettiva

In altri termini il Reg. delegato 2020/884 concede alle imprese vitivinicole la possibilità di rimodulare la propria capacità di spesa rispetto agli impegni presi nell’ambito del PNS. Indubbiamente il periodo di emergenza sanitaria e il conseguente confinamento ha cambiato lo scenario economico e conseguentemente i margini di esposizione dei potenziali beneficiari, situazione che a livello nazionale ha già portato, con l’emanazione del DM 23 giugno 2020, n. 6705 che ha disciplinato la misura della distillazione di crisi, alla rimodulazione del PNS.

C’è da dire poi che, contrariamente alle misure della distillazione e della vendemmia verde, che dovranno essere attuate in tempi brevi per poter avere effetti sul mercato e prevenire la flessione dei listini – le deroghe introdotte dal Reg. delegato 2020/884 lasciano un maggiore, seppure non così ampio, margine di intervento. Tuttavia, ferma restando l’apertura promossa dalla Commissione UE, occorre un recepimento nazionale per poter stabilire alcune scadenze e dettagli operativi e rendere quindi pienamente fruibili le deroghe stabilite a livello europeo.


«Prezzi bassi, consumo ridotto e difficoltà di trasporto»

Si chiude in questi termini il Considerando (21) del Reg. delegato 2020/884, precisamente con i fattori che, secondo il legislatore europeo, in vista della prossima vendemmia, «concorrono a creare un grave scompenso del mercato vitivinicolo». Senza contare la carenza di manodopera, elemento che indubbiamente aggrava una situazione già critica, perché in grado di generare problemi logistici e difficoltà – oltre che nella pianificazione e attuazione dei programmi di sostegno da cui sono scaturite le deroghe al Reg. delegato (UE) 2016/1149 – nella gestione della produzione.

Tuttavia, mentre per quanto riguarda i “prezzi bassi” la terapia, rigorosamente preventiva, starebbe nelle misure della distillazione (per i vini comuni ottenuti nella campagna 2019/2020) e nella vendemmia verde (per la futura produzione di uve destinate a dare vini Dop e Igp), per il “consumo ridotto” è efficace la promozione, misura attesa dalla filiera vitivinicola che da tempo chiede nuove risorse per la promozione: una linea incoraggiata anche da Paolo De Castro, coordinatore S&D alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che ha recentemente chiesto a Janusz Wojciechowski, Commissario europeo all'Agricoltura, un incremento dell’aiuto europeo e maggiore flessibilità.

Più flessibilità nelle misure dell’Ocm vino - Ultima modifica: 2020-07-01T11:34:14+02:00 da Lorenzo Tosi

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