Meno volumi venduti, ma più valore. L’onda lunga della vendemmia più scarsa del secolo è positiva

Vini italiani nei supermercati: fatturato +2,9% nonostante le minori disponibilità (-4,4%) del vintage 2017 e nei primi mesi del 2019 tornano in crescita entrambi. L’anticipazione della ricerca IRI in esclusiva per Vinitaly: nel 2018 bene spumanti e bio, tengono i vini doc, calano Igt, Generici e Brik. Tra i vini più venduti crescono Montepulciano d’Abruzzo, Muller Thurgau, Gutturnio e Primitivo. Exploit del Lugana tra gli emergenti

Meno volume, più valore: ed è quello che conta di più. L’effetto del maltempo sulla vendemmia 2017 (la più scarsa dal dopoguerra) ha fatto sentire il suo effetto sul mercato del vino italiano nel 2018, ma non è stato così negativo come si temeva. Gli acquisti nella Grande distribuzione hanno in effetti registrato una flessione in volume (-4,4%), ma il fatturato totale è invece cresciuto (+2,9%) e si prevede una fase di espansione anche dei volumi nel 2019. I dati relativi alle vendite nei mesi di gennaio e febbraio registrati da Iri, infatti, vedono i vini a denominazione d’origine aumentare del 5,3% (bottiglia da 0,75), mentre il totale del vino confezionato cresce dell’1,7% (a volume). Lo riferisce l’anticipazione della ricerca effettuata dall’istituto di ricerca IRI in esclusiva per Vinitaly 2019 (Verona, dal 7 al 10 aprile).

Fig.1 Vini italiani nei supermercati 2018, su i valori, giù i volumi
Fig. 1 mette in evidenza come il calo dei volumi operi in senso inverso rispetto all’aumento medio dei prezzi: Gli effetti dei prezzi (in crescita nel 2018) e quindi dei volumi (in calo) si riflettono innanzitutto sui vini da tavola/generici, a seguire sui vini IGT e solo alla fine sui vini DOC/DOCG (Fonte Infoscan- Census)
Tab.1: Andamento totale delle Denominazioni - Anno Terminante 30 dicembre 2018
Tab.2: Andamento dei formati
Tab. 3: Vini Fermi, Vini Frizzanti e Spumanti - Anno Terminante 30 dicembre 2018 (AT gennaio 2019 per Champagne e Spumanti)

L’exploit del Lugana

Nella Grande distribuzione si sono venduti nel 2018 più di 619 milioni di litri di vino italiano per un valore di 1 miliardo e 902 milioni di euro. Tra i vini più venduti ai primi posti della classifica nazionale si trovano Lambrusco e Chianti, con buone performance di Montepulciano d’Abruzzo, Muller Thurgau, Gutturnio e Primitivo. Nella speciale classifica dei vini “emergenti”, cioè a maggior tasso di crescita, va sottolineato l’exploit del Lugana, un bianco doc prodotto soprattutto nelle provincie di Brescia e Verona, che conquista il primo posto con un aumento a volume del 22,1% nel 2018 (e a valore del 24,2%). Crescono in modo rilevante Passerina e Ribolla ed entrano tra i top 15 Grignolino, Cerasuolo, Refosco e Aglianico.

Tab. 4: Vino in bottiglia da 75cl: classifica, a Volume, delle denominazioni di vino più vendute in GDO
Tab. 5: Classifica delle denominazioni per crescita a volume nel formato da 75 cl

Spumanti sempre sulla breccia

Aumentano le vendite degli spumanti che crescono del 2,1% a volume, mentre i vini Doc e Docg chiudono a - 0,7%, con un prezzo medio di 4,74 euro al litro. I vini Igt perdono il 2,4% ed i vini generici l’8,9% (a volume, bottiglia 0,75).Il dato complessivo del vino confezionato (che comprende il brik, il bag in box e altro) vede una flessione del 4,4% a volume, ma un aumento a valore del 2,9%. Aumentano sensibilmente vini e spumanti biologici, rispettivamente del 18% e dell’11,8%, ma le vendite nei supermercati sono ancora limitate a circa 5 milioni di litri l’anno. Per quanto riguarda i formati, cala ancora il brik col - 5,6%, mentre continua a crescere il bag in box col +10,3% (a volume).

Tab. 6: Vino e Spumante Bio - Anno Terminante 27 gennaio 2019
Tab. 7: Classifica, per regione, a volume delle denominazioni di Vino più vendute

Tenere duro e puntare al valore

Oltre agli effetti della scarsa vendemmia del 2017 che hanno fatto lievitare i prezzi del vino

nel canale di vendita della Gdo, IRI ha individuato una concausa nel processo di aumento del valore del vino, in corso da anni, che porta ad un aumento dei prezzi ed ad una diminuzione delle promozioni.

Virgilio Romano

«Da anni cantine e catene distributive portano avanti la scommessa sul valore – spiega Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI – per dare la giusta rilevanza alla grande offerta di uve presenti in Italia. E questo significa lavorare sulla qualità, sui disciplinari delle denominazioni d’origine, ridurre le promozioni e definire i prezzi più appropriati».

 La ricerca completa dell’IRI verrà presentata a Vinitaly lunedì 8 aprile nel corso della tradizionale tavola rotonda organizzata da Veronafiere, con la partecipazione di cantine e catene distributive.

Gianni Bruno

«L’analisi dei dati - sottolinea Gianni Bruno, Exhibition Manager Wine&Food di Veronafiere.- che ogni anno proponiamo attraverso la collaborazione con IRI, rivolta a sondare il mercato del vino nello specifico segmento della grande distribuzione organizzata, è uno degli strumenti di lettura delle tendenze in atto che offriamo agli operatori del settore e ai nostri espositori in particolare»,

1 commento

  1. Ma il Cerasuolo da quando è Calabria e non invece l’unica denominazione d’origine controllata e garantita della Sicilia (DOCG)…?!?

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