Più resistenti, meno peronospora

da sinistra: varietà Soreli indenne da peronospora a confronto con Trebbiano compromesso nonostante i sei trattamenti (stessa azienda in provincia di Chieti)
Pesanti danni nei vigneti di varietà convenzionali in tutto il versante adriatico compresa la Puglia e l’Abruzzo. Nessun danno ai vitigni resistenti non trattati in prova nelle stesse Regioni. E mentre le autorità locali chiedono fondi per ristorare le aziende colpite, si conferma il loro errore strategico di mantenere l’autorizzazione alla coltivazione dei Piwi in stand by per così tanto tempo (chi è colpa del suo male…)

Un treno di cicloni subtropicali ha colpito ininterrottamente la penisola italiana dall’inizio di maggio. Un convoglio che ha seminato morte e distruzione, in particolare in Emilia-Romagna, ma che ha trasportato anche alcuni “passeggeri” sgraditi ai viticoltori come oidio, botrite e soprattutto peronospora.

Le piogge intense e prolungate che continuano a persistere a giugno, a volte accompagnate da violente grandinate, hanno favorito in particolare le infezioni primarie e secondarie di quest’ultima temibile patologia lungo tutto il versante adriatico della penisola.

La differenza balza agli occhi

In questo caso la differenza tra varietà di vite convenzionali e nuove varietà resistenti (o Piwi) è evidente e clamorosa, tutta da raccontare. Iniziamo il nostro reportage risalendo la statale 16 adriatica dal suo punto estremo, o quasi.

L’esperienza di Cantina Due Palme

NIcola Scarano di Cantina Due Palme

Nicola Scarano è il Direttore Tecnico Agronomico di Cantina Due Palme, la realtà cooperativa con sede a Cellino San Marco (Br), azienda di punta della viticoltura salentina, dedita alla vinificazione di prodotti di qualità, ottenuti nelle cinque tenute aziendali dalle uve tipiche del territorio quali Negroamaro, Malvasia Nera, Primitivo e Susumaniello. Coinvolta, spesso, grazie alla competenza del suo personale tecnico, nelle sperimentazioni portate avanti da enti di ricerca pubblici e privati.

«Sette a due– afferma Scarano –: è questa la differenza tra i trattamenti effettuati su Primitivo e su varietà resistenti come Sauvignon rytos e Cabernet volos nei vigneti di Campi salentina, in provincia di Lecce, nell’area di produzione della doc Salice salentino». Cantina Due Palme è infatti coinvolta nelle prove per l’iscrizione al registro regionale di queste varietà Piwi (prove concluse da tempo positivamente, a dire il vero) e si avvale del sostegno dei più efficaci e validi Dss (sistemi di supporto delle decisioni) per il posizionamento degli interventi di difesa. Nonostante ciò sulle foglie di Primitivo sono evidenti le macchie d’olio che segnano la presenza di infezioni primarie di peronospora.

«Quest’anno – si giustifica- abbiamo avuto 400 mm di pioggia e dall’inizio dell’anno abbiamo registrato 85 giorni di pioggia su 157 totali. Proprio ora è in corso un nubifragio su tutto il brindisino: è normale che qualche infezione possa scappare».

Nessun sintomo invece sulle varietà resistenti. «Alcune viti hanno evidenziato, a causa delle piogge nella fase di fioritura, un po’ di mancata allegagione, ma niente che possa condizionare le stime di produzione». «Nessun sintomo di attacchi patogeni comunque su queste varietà».

Le prove sui Piwi nei vigneti del Crea

Un’analisi confermata da Luigi Tarricone, apprezzato ricercatore del CREA Viticoltura ed Enologia di Turi (BA). Su centinaia di ettari del Foggiano, del Nord Barese e della parte orientale della provincia di Taranto le piogge intense hanno portato ad allagamenti che hanno compromesso la tempestività delle strategie di difesa anti-peronosporica.

«Nonostante ciò – spiega Tarricone – le varietà che stiamo seguendo nei nostri diversi vigneti dell'area di Castel del Monte (Bat) e nel Salento ovvero Sauvignon nepis, Sauvignon kretos Sauvignon rytos, Cabernet volos e Merlot khorus non presentano alcun sintomo di peronospora». Isole di produttività che spiccano all’interno di scenari che accusano perdite che vanno già dal 40 al 100% del raccolto.

Abruzzo, resistenti dimenticati dalla Igt

E man mano che si procede verso nord la situazione sembra peggiorare. In Abruzzo, in Provincia di Chieti, i tendoni di Montepulciano e Trebbiano sono falcidiati da Plasmopara viticola, con foglie ingiallite e grappolini rinsecchiti. L’Abruzzo è una delle Regioni che ha autorizzato la coltivazione di Cabernet volos, Merlot kanthus, Sauvignon kretos e Soreli (Fleurtai e Merlot khorus sono ancora in osservazione). In due aziende teatine notiamo l’evidente diverso habitus vegetativo dei resistenti Cabernet volos, eidos e Soreli: grappoli intatti e foglie perfette dopo due trattamenti (effettuati come da protocollo), mentre i sette effettuati sulle varietà tipiche abruzzesi non sono serviti. In una foglia di Cabernet eidos è evidente la reazione di sensibilità che ha isolato l’attacco di peronospora.

Un’innovazione che sarebbe una vera assicurazione per i viticoltori. Peccato che in Abruzzo nessuno, nella recente revisione dei disciplinari delle denominazioni, abbia pensato di includere i vitigni resistenti nell’allargamento della base ampelografica (nemmeno nella Igt Abruzzo).

E il Puglia la situazione è ancora peggiore. Le prove registrative per le varietà resistenti che abbiamo descritto sono completate (positivamente) da alcuni anni. Ma poi nessuno ha provveduto all’iscrizione «perché qui da noi la peronospora non è un problema». Eppure la tropicalizzazione del clima delle fasce temperate è una delle conseguenze più annunciate del climate change. Chi è causa del suo male…

Leggi anche:

I vantaggi competitivi dei vitigni resistenti

 

 

Più resistenti, meno peronospora - Ultima modifica: 2023-06-16T17:26:38+02:00 da Lorenzo Tosi

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