Giornata tecnica della vite e del vino a San Michele all'Adige

Bilancio della vendemmia 2017 alla FEM. E non solo

La sperimentazione sulle varietà resistenti
Il dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico della FEM, Michele Pontalti, e il ricercatore Giambattista Toller.

Dicembre, momento di bilanci per un’annata molto difficile per la viticoltura trentina. Il calo quantitativo della produzione è stato molto netto, nell’ordine del 15% a causa delle gelate primaverili e delle grandinate arrivate in fase pre-vendemmiale. Sono questi alcuni dei dati emersi nel convegno organizzato dalla Fondazione Mach a fine campagna agraria. Ad affermarlo Graziano Molon direttore del Consorzio Vini del Trentino a margine dell’incontro. In compenso la qualità, almeno per i principali vini bianchi, si preannuncia ottima particolarmente per lo Chardonnay e per il Pinot Grigio. Le perturbazioni di metà settembre hanno invece condizionato la vendemmia della varietà rosse, anche se la qualità dei vini ottenuti è comunque al di sopra delle aspettative per la concentrazione interessante di composti polifenolici, in particolare nelle zone tradizionalmente più vocate. Ad affermarlo gli enologi Luciano Groff e Mario Malacarne del servizio di consulenza FEM. Si è trattato comunque di una fase di maturazione molto complessa: dopo un iniziale largo anticipo nelle previsioni di inizio vendemmia, con grande preoccupazione per il veloce calo dell’acidità, il clima è cambiato, diventando molto fresco la notte e meno caldo durante il giorno. Fatto questo che ha permesso di riequilibrare la situazione, trasformando il 2017 da un’annata calda e anticipata in un’ottima vendemmia.
Certo, ha precisato il climatologo Giambattista Toller, l’annata è stata molto difficile dal punto di vista climatico: siccità invernale, gelo ad aprile, groppi di vento e grandinate in vicinanza della vendemmia che hanno danneggiato la produzione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Il convegno ha permesso a Molon di presentare anche i risultati del progetto sulla certificazione SQPNI nel comparto viticolo. "Il nostro Consorzio - ha sottolineato il direttore - copre la più grande superficie certificata in Italia, con quasi 6.000 viticoltori coinvolti, certificazione che attesta la salubrità della produzione e la grande attenzione all’ambiente".
Attesa l’informazione sullo stato della sperimentazione sulle varietà resistenti, in corso alla Fem da 4 anni. Fra le numerose cultivar provenienti da Friburgo, e testate per le potenzialità viticole ed enologiche, solo alcune a bacca bianca (Solaris, Bronner, Helios, Muscaris, Johanniter e Sauvignon gris) sono coltivabili mentre per le altre manca ancora l’autorizzazione. Sono varietà da mettere a dimora in zone sensibili, vicino a scuole, case, piste ciclabili ecc.. dove la conflittualità tra chi effettua trattamenti fitosanitari e popolazione è maggiore.
Ma sia ben chiaro, ha affermato Maurizio Bottura, responsabile della consulenza per il settore, che “ad oggi siamo ben lontani dall’affermare che le tolleranti che riducono il bisogno dei trattamenti a 2-3 possano sostituire le varietà classiche presenti sul mercato nazionale ed internazionale”.
Importanti anche le considerazioni sulle varietà tolleranti, presentate da Giorgio Nicolini. Fem, in collaborazione con altre istituzioni, sta portando avanti un progetto di sperimentazione, finanziato a livello europeo, sulle varietà ibride resistenti ottenute a Friburgo, e introdotte in Trentino in collaborazione anche con i vivaisti locali. Per le varietà a buccia bianca verranno presentati dati sulla concentrazione di acido shikimico nei vini, una molecola che può essere considerata marcatore dell’origine varietale (ad esempio nella discriminazione dei vini Pinot grigio rispetto a quelli Chardonnay) – ma anche di quella tra ibridi interspecifici e nei tagli autorizzati nel caso dei vini a Igt. In relazione alle varietà a bacca rossa il focus sarà sulla concentrazione polifenolica, con attenzione alle variazioni compositive legate alla tecnica di vinificazione dei vini da ibridi.

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