A colloquio con Gianluca Morino, titolare di Cascina Garitina

I vigneti piemontesi nella morsa del freddo

Ingenti i danni, soprattutto a causa dell'anticipo di vegetazione
Nizza Monferrato (AT): danni su Barbera provocati dalla gelata notturna del 19 aprile 2017.

Nizza Monferrato (AT): danni su Barbera provocati dalla gelata notturna del 19 aprile 2017.

Gianluca Morino

Una gelata primaverile di così vaste proporzioni, per superficie colpita (anche se con distribuzione a macchia di leopardo) ed entità del danno generato, non si vedeva da lungo tempo in Piemonte. È quanto ci ha raccontato al telefono Gianluca Morino, titolare di Cascina Garitina (Castel Boglione, AT), con riferimento all’abbassamento delle temperature che nel corso della nottata tra il 18 e il 19 aprile 2017 ha interessato il Monferrato. A Nizza (AT) si sono toccati i -3,1°C, e sono bastate poche ore al di sotto dello zero (più o meno dalle 3 alle 6 del mattino, quando il vento che soffiava da ore si è calmato, racconta sempre Morino) per compromettere gravemente i germogli già molto sviluppati, complice l’anticipo di stagione determinato dai caldi precoci di fine inverno – inizio primavera. “Per ricordare qualcosa di analogo devo risalire al 17 aprile 1985 – racconta l’enologo – ma al di là di questo, la particolarità dei fenomeni della notte scorsa risiede nel fatto che i danni siano stati pesanti anche in collina“. Quanto pesanti? È prematuro dirlo, in considerazione del fatto che la notte prossima andrà anche peggio, in base alle previsioni. Ma certamente ciò che già si può affermare è che, a seconda delle diverse sensibilità varietali, si potranno avere perdite produttive irrimediabili o sviluppo anomalo della vegetazione, con affastellamenti, maturazioni disomogenee e vendemmie tardive. La Barbera è sicuramente, tra le varietà coltivate in Monferrato, quella meno tollerante nei confronti delle gelate primaverili. Ma si teme anche per Nebbiolo, Pinot nero, Moscato e Chardonnay. Insomma, l’annata si prospetta davvero difficile. “E su quanto sta accadendo è bene fare un’informazione puntuale e precisa – afferma Morino – perché le conseguenze su quantità e qualità delle uve, e di conseguenza sui costi di produzione, saranno inevitabili“. “Al contrario di tanti miei colleghi produttori – conclude Morino – non sono così certo del fatto che i cambiamenti climatici siano un’evidenza accertata. È tuttavia innegabile la tendenza all’anticipo delle fasi fenologiche, che ci mette spesso in difficoltà. D’altronde le gelate della scorsa notte non avrebbero avuto le stesse conseguenze se la vegetazione non fosse stata così avanti. Ed è parimenti innegabile il fatto che l’anomala distribuzione delle precipitazioni, e la siccità che interessa sempre più di frequente alcune fasi cruciali dello sviluppo della pianta, sia un problema ricorrente“. Non è solo il Piemonte a essere stretto nella morsa del freddo: come riferisce Coldiretti, nei Colli Berici le gelate hanno piegato interi vigneti, compromettendo il 70-80% della produzione, mentre a Padova hanno interessato i vigneti dei Colli Euganei nelle zone più basse ed esposte, colpendo soprattutto le piante più giovani e le varietà come Glera, Moscato giallo e Raboso. E in alcune delle zone colpite dagli abbassamenti repentini delle temperature la grandine aveva già fatto ampi danni nei giorni scorsi.

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