Il presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento europeo in visita in Valpolicella

De Castro: promozione avanti tutta nel Soave

I diritti di impianto a tutela delle aree viticole di collina

Il sistema dei diritti d’impianto non dovrebbe subire variazioni, molto probabilmente fino al 2030. Nel corso delle discussioni per l’approvazione della Pac, la Politica Agricola Comune, dopo il 2014 ha quindi prevalso l’intenzione di non apportare modifiche al regime attuale. Si attende però il voto definitivo il prossimo marzo a Bruxelles. Questo è quanto è emerso dall’incontro di Paolo De Castro, Parlamentare europeo e presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, con i produttori del Soave nel corso di una sua recente visita ad Illasi, lo scorso lunedì 18 febbraio 2013. L’incontro, organizzato dal comune di Illasi, guidato dal sindaco Paolo Tertuli, ha rappresentato un’occasione importante per i produttori del Soave per riflettere sul futuro della denominazione. "Questo incontro -  ha sottolineato il sindaco – ha trattato temi che vanno oltre il momento contingente e guardano alla programmazione delle politiche agricole comunitarie per il futuro prossimo. Sono stati toccati argomenti importanti, dal bilancio dell´Unione Europea alle questioni che interessano i nostri agricoltori, dall´Ocm vino ai problemi di impianto e reimpianto". Sulla base delle importanti premesse illustrate da De Castro, il Sistema Soave potrà continuare, così come strutturato, nella sua attività di promozione e di valorizzazione delle proprie produzioni sui mercati esteri ancora per molti anni. De Castro ha inoltre ricordato l'importanza del mantenimento dei diritti di reimpianto, dopo una lunga battaglia contro alcuni paesi del Nord Europa, a tutela delle aree viticole di collina più antiche. "Sarebbe importante – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – che i finanziamenti OCM, previsti per azioni promozionali su paesi non membri dell’Unione Europea, potessero un giorno venire impiegati anche su progetti destinati alla valorizzazione del vino anche su paesi esteri all’interno dell’Unione. Il mercato europeo vale oggi quasi una quota del 50% del consumo totale di vino. Non presidiare questi mercati dal punto di vista promozionale avvantaggerebbe i nostri competitor". Sulla stessa lunghezza d’onda Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave: "E’ auspicabile che, nel caso in cui l’Italia fosse costretta a restituire parte dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale non utilizzati, soggetti virtuosi come il Consorzio del Soave  potessero utilizzare queste risorse. Strutture come la nostra, che fanno da collettore e da supporto alle iniziative promozionali di ogni azienda, possono raggiungere obiettivi ambiziosi. I dati di crescita e d'interesse per il Soave in America lo testimoniano con evidenza".

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome