Cina e Usa a dominare la crescita del mercato del vino nel medio periodo

Studio Vinexpo/IWSR: le tendenze in atto e gli scenari al 2020

L'affermazione di bollicine e rosati in Italia

Per il 15° anno consecutivo, Vinexpo ha commissionato il suo studio annuale all’agenzia International Wine and Spirit Research (IWSR). L’IWSR è una fonte autorevole di analisi del mercato delle bevande a base di alcool ed il suo studio annuale per Vinexpo è l’unico a includere una previsione a cinque anni sugli scambi mondiali. Un’analisi approfondita dei consumi globali, della produzione e degli scambi internazionali che copre l’industria del settore per un arco di 10 anni, seguendo i cambiamenti dal 2010 e fornendo previsioni fino al 2020. I numeri essenziali dell’ultimo studio IWSR sul mercato globale del vino sono stati illustrati da Guillaume Deglise, Direttore generale di Vinexpo, durante la conferenza stampa milanese di presentazione dell’edizione 2017 del salone, che avrà luogo a Bordeaux dal 18 al 21 giugno. Cina e Usa sotto i riflettori Spinta dalla ricca borghesia, la Cina si appresta a guidare il consumo globale di vini fermi e di vini spumanti entro il 2020, con un tasso di crescita del 4,5%. La Cina inoltre spodesterà entro il 2020 il Regno Unito dalla posizione di secondo mercato dei vini fermi per importanza. La regione dell’Asia-Pacific diventerà, secondo le previsioni, la più importante per la crescita in termini assoluti per volume, davanti al continente americano, leader storico. Tra le varie risultanze, lo studio 2017 mostra come il continente americano guiderà la crescita per valore (da $44 miliardi nel 2016 a una previsione di $49 miliardi nel 2020), con l’aspettativa di un ampio guadagno nel breve termine per il segmento premium. Il miglior posizionamento sul mercato si è spostato dagli acquisti corporate di fascia alta ad una maggior attenzione al rapporto qualità-prezzo. Gli esportatori francesi, australiani e cileni dovrebbero progredire nella loro quota di mercato in questo tipo di segmento. Focus sulle tipologie I vini premium nel 2017 registreranno la miglior crescita in tutto il mondo. I vini degli Stati Uniti guideranno la crescita sul loro mercato. Le esportazioni globali di vini premium australiani, francesi ed italiani registreranno un aumento dell’ordine di 1 milione di casse. La Svizzera, il Regno Unito e la Germania realizzeranno le loro migliori performance nell’Europa Nord Occidentale ed i vini della Nuova Zelanda avranno dei buoni risultati in queste ultime regioni. Il vino rosé continuerà ad aumentare la sua quota di mercato, guidato da Sud Africa, Stati Uniti e dai Paesi dell’Europa Meridionale. Le previsioni per questa categoria mettono in evidenza una crescita del 15% tra il 2016 ed il 2020, e la sua crescita in Sud Africa ne costituirà un fattore fondamentale a livello mondiale. Le marche come Four Cousins, 4th Street e Robertson attirano il settore delle giovani bevitrici. Le cantine spagnole si sono convertite al rosé come strategia per attirare i giovani consumatori locali. La crescita del Prosecco è destinata a continuare. Ulteriori 19 milioni di casse di vini spumanti saranno consumate a livello mondiale nel 2020, la metà delle quali sarà rappresentata dal Prosecco. I mercati principali saranno rappresentati da Italia, Regno Unito e Stati Uniti, tutti destinati a registrare una crescita di un ulteriore milione di casse entro il 2020. Allo stesso tempo, il Cava spagnolo registrerà un modesto incremento di ulteriori 300.000 casse entro il 2020, una crescita rispetto al periodo 2011/2015, durante il quale la categoria si era ridotta dell’0,8%. Torna a crescere la produzione globale. Dopo il picco del 2013, nel 2015 si è registrata una netta ripresa della produzione globale di vino. I migliori contributi alla crescita sono arrivati dall’Italia – che ancora una volta è diventata il maggior produttore mondiale – e dal Cile. Gli Stati Uniti e la Francia hanno registrato raccolti decisamente più importanti della media degli ultimi cinque anni. Al contrario, Argentina e Spagna hanno registrato una decrescita significativa della loro produzione. Focus sull’Italia La crescita del rosé. Nel 2015 il consumo di vini fermi leggeri in Italia è diminuito, fatta eccezione per il rosé, l’unico colore del segmento che continua a registrare una blanda ma costante crescita. La ragione di questa progressione è da attribuire al fatto che il rosé è considerato un vino da aperitivo, il cui consumo è particolarmente diffuso tra i giovani. Secondo lo studio Vinexpo/ IWSR, questa tendenza positiva è prevista fino al 2020, con una crescita del 22,2%. Anche se stanno perdendo quote di mercato, i vini rossi rappresentano ancora la maggioranza dei vini fermi consumati in Italia, con una quota di mercato del 60%, seguiti dai vini bianchi che si attestano al 34,6%. Gli spumanti, forza di propulsione del mercato italiano dei vini. A differenza del segmento dei vini fermi, la categoria dei vini spumanti – guidata dal Prosecco e dallo Champagne – continua la propria crescita. Sebbene il mercato globale del vino sia in calo del 2,6%, i vini spumanti sono cresciuti dell’8,4% nel 2015 e il Prosecco del 16,5%. I vini Metodo classico hanno accelerato ancora di più la loro crescita, mentre l’Asti continua a vivere un momento di sofferenza. Come per il rosé nel segmento dei vini fermi, il settore dei vini spumanti è guidato dai vini da aperitivo ed il Prosecco è diventato un’abitudine quotidiana in un’ampia parte dell’Italia. La moda dell’Aperol Spritz, che continua ormai da parecchi anni, conferma una crescita costante spingendo le vendite di Prosecco, uno degli ingredienti dell’aperitivo. Dall’altra parte, lo Champagne si conferma il vino spumante per le occasioni speciali e le feste, come Natale e il veglione dell’ultimo dell’anno. L’incremento del consumo di Champagne è un indicatore di una timida ripresa della fiducia del consumatore. Export: la Germania diminuisce, il Regno Unito cresce. La Germania è sempre stata il mercato principale per le esportazioni di vino italiano. Per il 2015 essa ha confermato il suo ruolo di maggior importatore di vini fermi leggeri italiani, con 58,8 milioni di casse da 9 litri, ma con un decremento del 6,5% rispetto al 2014. Gli Stati Uniti, che sono il secondo mercato di riferimento per i vini italiani, hanno importato una maggiore quantità di vino nel 2015 rispetto all’anno precedente (+4,16%). Il Regno Unito si posiziona al terzo posto. Considerando il segmento dei vini spumanti, la Germania ha perso la leadership. Ad oggi è il Regno Unito il primo importatore di vini spumanti dall’Italia con 10,45 milioni di casse da 9 litri, facendo registrare un aumento del 47% tra il 2014 ed il 2015. In confronto, la Germania ha importato 8,88 milioni di casse da 9 litri nel 2015. La terza destinazione maggiore per i vini spumanti italiani sono gli Stati Uniti con 8,79 milioni di casse da 9 litri nel 2015. Import: la Francia leader incontestato. La Francia è il leader incontestato per le importazioni in Italia di vini fermi e di vini spumanti, con 1,02 milioni di casse da 9 litri all’anno nel 2016. Nella categoria dei vini fermi, la Francia è seguita da Portogallo e Spagna con rispettivamente 130.000 e 120.000 casse da 9 litri di vini fermi e di vini spumanti. Nuovi mercati crescono Due sono i continenti nei quali si nota un fermento nei consumi. In Africa crescono i mercati di Angola, Nigeria, Kenia, Namibia (oltre a Sud Africa). Si consumano soprattutto vini spagnoli, grazie al loro prezzo competitivo, e in minor misura francesi. In Asia crescono invece Vietnam, Malesia e Indonesia, dove si prediligono vini di alta gamma, perché il vino in questi paesi esso rimane un prodotto di nicchia, accessibile a una porzione della popoloazione piuttosto limitata, che chiede vini di qualità (Bordeaux soprattutto, ma anche vini australiani). E gli spirit? Con un aumento dell’1,4% tra il 2106 e il 2020, si prevede che lo sviluppo globale dei distillati superi ancora una volta quello dei vini (in ragione di oltre 40 milioni di casse). I principali motori di questa crescita saranno la Cina e l’India, seguite a distanza dagli Usa, che rappresentano il maggior mercato di crescita per i distillati di importazione. L’Europa è relativamente stabile, fatta eccezione per i Paesi dell’Est dove il mercato degli spirit è in contrazione, essenzialmente a causa della diminuzione di consumo di Vodka in Russia e Ucraina.  

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