Le fonti rinnovabili si stanno diffondendo sia per sopperire, in parte, alla carenza di quelle fossili, sia per diminuire i costi energetici delle aziende industriali e agricole, evidenziandosi che l’energia spesa per produrre biomasse e l’energia verde ottenibile hanno sempre più un bilancio energetico positivo. Intanto, la viticoltura nazionale ha persistenti difficoltà economiche e produttive, quali il rischio di produzioni eccedentarie per diversi anni in presenza di un calo del consumo di vini da tavola e soprattutto del consumo nel mercato interno. Per molti operatori del settore la necessità di adeguarsi rapidamente alla crescente liberalizzazione dei mercati costituisce un problema rilevante, mentre la fine della distillazione di crisi e l’introduzione del pagamento unico per azienda danno qualche ansietà ai piccoli produttori, che temono gli effetti della nuova Pac. D’altra parte investire sulle fonti rinnovabili, valorizzando le potenzialità del territorio, fornisce reddito alle aziende agricole alimentando la filiera corta della green energy. In questa prospettiva, trasformare i residui vegetali e animali delle coltivazioni per fare bioenergia aiuta innanzitutto l’ambiente, riducendo le emissioni nocive provocate dai combustibili fossili e dalla stessa attività agricola. L’eco-sostenibilità è un vantaggio competitivo che le imprese vitivinicole possono adottare per conquistare maggiori segmenti di mercato, soprattutto quello dei giovani, categoria sempre più attenta alle questioni ambientali. La produzione di energia da biomasse suscita oggi notevole attenzione tra gli imprenditori interessati a sfruttare le nuove opportunità economiche offerte dalle politiche di sostegno, specialmente dopo l’entrata in vigore del Dlgs 28/2011 (Decreto rinnovabili), che fornisce indicazioni concrete sul futuro delle incentivazioni.
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