Barbatelle: più tracciabilità e garanzie. La filiera ne riconosca il valore

Vineyard plantation. Growing young grape seedlings.
Crescono responsabilità, controlli e costi a carico delle imprese vivaistiche. MIVA e Vivaisti FVG : «La risposta non può essere una competizione al ribasso. Identità genetica, stato sanitario, certificazione e tracciabilità sono un investimento sulla vita futura del vigneto»

Più tracciabilità significa maggiori garanzie per il viticoltore, ma anche maggiori responsabilità e costi per chi produce il materiale di propagazione. MIVA (Moltiplicatori Italiani Viticoli Associati) e Associazione Vivaisti Viticoli Friuli Venezia Giulia richiamano l’attenzione della filiera sul valore crescente dei servizi, dei controlli e delle garanzie che accompagnano oggi una barbatella certificata.

Dalla prossima e ormai imminente campagna di commercializzazione del materiale da propagazione per il vigneto, il quadro definito dal Reg. (UE) 2016/2031 e dalla normativa europea sulla certificazione del materiale viticolo impone infatti agli operatori autorizzati procedure sempre più rigorose per assicurare identificazione, tracciabilità e controllo lungo la filiera, attraverso il rilascio del passaporto delle piante.

In uno scenario nel quale al vivaista viene richiesto un ruolo sempre più importante nella garanzia dell’identità e della sanità del materiale commercializzato, il prezzo della pianta non può essere disgiunto dal valore dei controlli e delle responsabilità che la accompagnano.

Più tracciabilità, più responsabilità, più valore

Il progressivo rafforzamento delle responsabilità affidate agli operatori sul fronte della tracciabilità e delle garanzie fitosanitarie del materiale di propagazione, comporta uno sforzo importante sul fronte dell’organizzazione della produzione vivaistica, con registrazioni, controlli, personale qualificato e maggiori responsabilità tecniche e documentali. Costi che ricadono sulle imprese vivaistiche, ma che hanno come significativa contropartita un innalzamento delle garanzie offerte al viticoltore e, in ultima analisi, della qualità del vigneto che nasce da quel materiale.

«Una barbatella non è semplicemente una pianta - sottolinea Dino Scanavino, presidente di MIVA -. Porta con sé un’identità varietale e clonale verificata, uno stato sanitario controllato, una storia produttiva tracciabile e un sistema di certificazione». «Si tratta di garanzie -continua - che richiedono investimenti e responsabilità crescenti e che devono essere considerate parte integrante del valore del prodotto».

Il prezzo non può diventare l’unico elemento di competizione

La questione assume ancora maggiore rilevanza in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione: energia, carburanti, fertilizzanti, prodotti per la difesa, manodopera e adempimenti incidono in misura crescente sull’attività vivaistica.

MIVA e Associazione Vivaisti Viticoli FVG ritengono perciò pericolosa una competizione giocata esclusivamente sulla riduzione dei prezzi. Una corsa al ribasso rischierebbe infatti di comprimere proprio gli investimenti in ricerca, selezione sanitaria, miglioramento genetico, certificazione e qualità del materiale di propagazione necessari per accompagnare il rinnovamento della viticoltura italiana.

«Non chiediamo alla filiera semplicemente di assorbire l’aumento dei nostri costi - precisa Yuri Zambon, direttore di VCR, per l’Associazione Vivaisti Viticoli FVG -. Chiediamo che venga riconosciuto il valore di ciò che accompagna ogni pianta: selezione genetica e sanitaria, certificazione, tracciabilità, ricerca e assistenza tecnica».

«Il costo della barbatella – ribadisce Zambon - rappresenta una quota limitata dell’investimento complessivo necessario per realizzare un vigneto, ma la qualità di quella barbatella può condizionarne sanità, produttività e valore per decenni».

Difendere il valore, non semplicemente il prezzo

Da qui l’appello delle due associazioni non soltanto agli operatori vivaistici, ma all’intera filiera. Il valore economico del materiale di propagazione deve essere commisurato alle garanzie che offre e alla funzione che svolge.

Risparmiare sul punto di partenza dell’impianto può significare incidere su una voce relativamente contenuta dell’investimento iniziale, assumendosi però conseguenze che possono accompagnare l’intera vita produttiva del vigneto.

«Il confronto tra fornitori è naturale e positivo quando avviene su qualità, innovazione, servizio e capacità tecnica - aggiunge Scanavino -, diventa invece un problema per tutta la filiera

quando l’unico parametro è il prezzo più basso. Un settore che deve investire sempre di più in sicurezza, sanità e innovazione non può contemporaneamente essere spinto a riconoscere sempre meno valore al proprio prodotto».

Qualità vivaistica come investimento sul vino italiano

Per MIVA e Associazione Vivaisti Viticoli FVG, valorizzare il materiale vivaistico significa quindi tutelare anche l’investimento del viticoltore.

«Ogni vigneto nasce da una scelta che produrrà effetti per venti o trent’anni - conclude Zambon -, per questo una barbatella certificata, sana, tracciata e geneticamente affidabile non deve essere considerata un costo da comprimere, ma la prima assicurazione sulla qualità del vigneto e del vino che da quel vigneto nascerà».

Barbatelle: più tracciabilità e garanzie. La filiera ne riconosca il valore - Ultima modifica: 2026-10-16T18:14:57+02:00 da Redazione

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