Una potatura post-allegagione per ritardare la maturazione dei grappoli

L'applicazione di tecniche colturali orientate ad una viticoltura di qualità negli ultimi anni ha portato ad un maggiore accumulo di zuccheri nella bacca. La tendenza ad avere uve più concentrate si è andata accentuando fino a livelli insoliti e preoccupanti con i fenomeni legati ai cambiamenti climatici, che hanno provocato anche un anticipo delle date di vendemmia. Nelle regioni più calde questo determina non pochi inconvenienti e i ricercatori dell'Università della Rioja stanno studiando metodi di adattamento che consentano di ritardare la maturazione e ridurre il contenuto zuccherino senza modificare gli altri parametri della qualità delle uve. Uno dei metodi studiati consiste in una potatura eseguita precocemente dopo la formazione dell'acino. Lo studio, pubblicato su Vitis, ha messo in evidenza che le viti trattate con il taglio dei tralci a due diverse intensità, per tre anni successivi, riportavano un ritardo nella data di invaiatura di circa 20 giorni e, a parità di tempo con le tesi non trattate, un accumulo di zuccheri inferiore del 15%, contenuti più bassi in antocianine (dal 10 al 27% in funzione dell'intensità e del numero di trattamenti di taglio) e pH più bassi. Articolo originale: F. Martìnez De Toda, P. Balda (2013). Delaying berry ripening through manipulating leaf area to fruit ratio. Vitis 52 (4), 171-176. Abstract a cura di Alessandra Biondi Bartolini

Una potatura post-allegagione per ritardare la maturazione dei grappoli - Ultima modifica: 2014-02-02T21:58:09+00:00 da Redazione

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