Biodiversità dei lieviti in vigneto: quanto influisce l’intervento dell’uomo?

azores seven lake in s miguel island

Le isole e gli arcipelaghi, lo abbiamo imparato da Charles Darwin, rappresentano sistemi-modello ideali nei quali svolgere ricerche sul comportamento degli ecosistemi e sulla loro conservazione in quanto permettono di definire in modo inequivocabile i confini di un esperimento. Nelle isole dell’Arcipelago delle Azzorre ogni isola forma un sistema viticolo isolato, nel quale i vigneti coltivati si alternano, purtroppo, ad altrettanti appezzamenti vitati in stato di abbandono. I ricercatori portoghesi dell’Università delle Azzorre e dell’Università di Minho (Braga) hanno approfondito gli aspetti relativi alla biodiversità presente nelle popolazioni di lieviti sulle uve dei vigneti coltivati e su quelle dei vigneti abbandonati da almeno cinque anni presenti in 33 diverse aree di sette isole dell’Arcipelago. Lo scopo era quello di rispondere alla domanda su come e quanto l’intervento dell’uomo modelli l’agrosistema anche in termini di biodiversità microbica. I 3150 lieviti isolati dai grappoli nei due anni di ricerca sono stati analizzati con tecniche di indagine biomolecolare che hanno portato all’identificazione di 23 specie appartenenti a 11 diversi generi. Tra le specie alcune, come Barnettozyma californica, Candida azimoides e Pichia cecenbenis sono state isolate per la prima volta in ambiente viticolo. Il lievito più frequente e ubiquitario è Hanseniaspora uvarum, seguito da Pichia terricola, Starmenella bacillaris e Issatchenkia hanoiensis, con variazioni anche significative nella frequenza e nelle distribuzione delle specie tra le diverse isole. I risultati hanno evidenziato un maggior numero di specie nei vigneti coltivati rispetto a quanto osservato in quelli abbandonati e indici di biodiversità maggiori nei primi piuttosto che nei secondi in entrambe le annate, caratterizzate da andamenti climatici molto diversi. L’intervento dell’uomo sull’agrosistema pertanto favorirebbe la disseminazione e la conservazione dei lieviti e a differenza di quanto talvolta si pensi, non sarebbe quindi causa di distruzione della biodiversità né di omologazione dell’ambiente, effetti causati invece dall’abbandono del sistema viticolo. Articolo originale: J. Drumonde-Neves, R. Franco-Duarte, T. Lima, D. Schuller, C. Pais (2016). Yeast Biodiversity in Vineyard Environments Is Increased by Human Intervention. PLoS ONE 11(8): e0160579. doi:10.1371/journal.pone.0160579. Abstract a cura di Alessandra Biondi Bartolini

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