
Lanciato nel 2025 da Bayer Crop Science con l’obiettivo di avere un ruolo attivo e proattivo nella diffusione delle pratiche di agricoltura rigenerativa in ambito viticolo, il progetto “Rigenerare per crescere” è parte di una visione più ampia dell’azienda sull’attuale contesto mondiale, nel quale diverse minacce - dal cambiamento climatico al depauperamento dei suoli coltivati, dalla progressiva scarsità di acqua dolce alle nuove avversità biotiche - mettono a rischio la sicurezza alimentare.
Per fare il punto sugli obiettivi raggiunti da “Rigenerare per crescere” nel 2025 e gettare uno sguardo su quelli del 2026, Bayer ha invitato produttori, tecnici e stakeholder a un evento organizzato presso l’Auditorium di San Patrignano (Coriano, RN). Un luogo in cui rigenerazione e comunità convivono quotidianamente e dove la produzione di uva e la sua trasformazione in vino sontra le attività produttive grazie alle quali persone con vissuti difficili cercano di riappropriarsi delle loro vite. Una realtà di circa mille persone dove, come ha sottolineato nel suo saluto iniziale il presidente di San Patrignano Roberto Bezzi, ormai vengono curate dipendenze di ogni tipo.

Il contesto e il progetto
A contestualizzare il valore e l’attualità del Progetto “Rigenerare per crescere” è stato Paolo Giannelli, Public Affairs & Sustainability Manager Bayer, che ha spiegato in che direzione si sta muovendo l’Unione Europea in materia di agricoltura e in particolare di protezione delle colture. Un quadro normativo e di governance in cui la riduzione dell’impatto ambientale delle produzioni e la salvaguardia delle risorse, prime fra tutte il suolo, l’acqua e la biodiversità, si confermano come prioritarie, rendendo quanto mai attuali orientamenti produttivi come quello rigenerativo.

È stata quindi Greta Pignata, Communication and Regenerative Agriculture Expert Bayer Crop Science, a illustrare nel dettaglio i presupposti, i contenuti e gli obiettivi di “Rigenerare per crescere”, ponendo in particolare l’accento sui sei outcome che costituiscono il fulcro del progetto. «Se fino a oggi l’obiettivo è stato produrre di più con meno, minimizzando l’impatto delle nostre azioni sulla natura, l’agricoltura rigenerativa ha come obiettivo produrre e ripristinare di più», ha sottolineato Pignata. Secondo Bayer, l’agricoltura rigenerativa è un modello di produzione basato su sei risultati chiave (outcome), ovvero:
- aumento delle rese e miglioramento della produttività;
- miglioramento del benessere socio-economico di agricoltori e comunità;
- miglioramento della salute e della fertilità del suolo;
- mitigazione e adattamento al cambiamento climatico;
- tutela e ripristino della biodiversità;
- conservazione delle risorse idriche.

Le testimonianze delle aziende partner
“Rigenerare per crescere” coinvolge aziende partner in Piemonte, Toscana e Veneto e integra pratiche agronomiche implementate dalle aziende agricole, soluzioni innovative per la protezione delle colture e sistemi digitali di supporto alle decisioni (DSS). A queste attività si affiancano monitoraggi specifici della biodiversità, oltre ad azioni di comunicazione volte a diffondere conoscenza e favorire un cambiamento lungo la filiera.
Durante il talk dedicato alle esperienze in campo, i rappresentanti delle quattro aziende coinvolte nel progetto - San Felice, Marcello del Majno, Fontanafredda e Montaribaldi - hanno condiviso il percorso effettuato nel 2025. Affiancati dagli esperti Bayer, hanno raccontato come l’approccio rigenerativo si traduca concretamente nella gestione dei vigneti attraverso pratiche come, ad esempio, l’inerbimento permanente, la riduzione delle lavorazioni e del compattamento del suolo, il mantenimento di aree boschive, l’adozione di soluzioni innovative e sostenibili per la protezione delle colture, l’impiego di sistemi di supporto alle decisioni per razionalizzare gli interventi fitosanitari e un approccio sempre più orientato alla tutela delle comunità.

Misurare la crescita della biodiversità
Dal 2025 Bayer Crop Science collabora con 3Bee, la naturetech specializzata nella misurazione, tutela e rigenerazione della biodiversità. All’interno del progetto “Rigenerare per crescere”, nelle quattro aziende partner sono state integrate analisi satellitari e parametri ambientali con il monitoraggio degli insetti impollinatori tramite otto sensori IoT Spectrum, dispositivi bioacustici non invasivi sviluppati da XNatura, la divisione di Nature Intelligence di 3Bee.
A queste attività si è aggiunta la definizione di Biodiversity Action Plan sitospecifici, utili a orientare possibili azioni di miglioramento. I primi dati raccolti mostrano condizioni ecologiche superiori rispetto al benchmark di mercato per tutti i vigneti coinvolti, confermando il valore delle pratiche rigenerative adottate e il ruolo della tecnologia come strumento di valutazione scientifica e replicabile. «In un momento in cui il settore agricolo è chiamato a misurarsi con le sfide del cambiamento climatico e della perdita di habitat, abbiamo implementato un approccio concreto e scientificamente fondato per comprendere, quantificare e migliorare il rapporto tra attività vitivinicola e natura», ha dichiarato Daniele Valiante, Agronomist & Biodiversity Strategist di 3Bee.

L'espansione di "Rigenerare per crescere"
L’evento si è concluso con l’intervento di Silvano Locardi, Grapes & Fruits Solutions Expert di Bayer Crop Science, sugli sviluppi del progetto previsti per il 2026, ovvero l’apertura del percorso a nuove aziende interessate alla viticoltura rigenerativa e il rafforzamento di strategie di difesa in ottica rigenerativa sulle principali avversità della vite, associate alla misurazione di specifici KPI e all’implementazione di attività di formazione.
L’obiettivo è rendere la viticoltura rigenerativa un modello accessibile, misurabile e replicabile su scala più ampia, costruendo insieme ai viticoltori un percorso capace di coniugare tutela delle risorse naturali, competitività e valore lungo l’intera filiera. Questo è possibile, all’interno di “Rigenerare per crescere”, grazie al supporto concreto che Bayer offre alle aziende, da un lato cogliendone le peculiarità, i punti di forza e le esigenze, dall’altro proponendo soluzioni adeguate ai singoli contesti produttivi e tali da favorire l’implementazione di pratiche rigenerative. Esempi concreti portati da Silvano Locardi hanno riguardato il controllo di tignoletta, peronospora e scafoideo.
Per il controllo di Lobesia botrana, Vynyty Lobesia Pro Press rappresenta una soluzione facile da applicare, che non lascia residui plastici in vigneto, è totalmente biodegradabile ed è di origine naturale. Il profilo residuale ottimale si affianca all'efficacia su target (selettivo rispetto a insetti utili). Vynyty Lobesia Pro Press semplifica la gestione del vigneto e riduce gli interventi e i calpestamenti del terreno.
Nel biologico la gestione della peronospora richiede molti trattamenti rameici, con effetti negativi su suolo e biodiversità. L’uso combinato del DSS GrapeVision e dell'insetticida Profiler riduce gli interventi e prolunga la protezione. Melody Flex offre efficacia interna e persistenza anche con pioggia. Cupravit Bio Advanced, a basso contenuto di rame e ammesso in Bio, aggiunge un effetto utile su escoriosi e marciumi.
Sivanto Prime, grazie alla sua elevata selettività, rispetta gli insetti utili del vigneto assicurando un controllo efficace di Scaphoideus titanus. Inoltre, controlla anche altri insetti come la cocciniglia (Planocuccus ficus) e, grazie alla buona selettività verso gli artropodi utili, ne preserva l'attività verso altri target secondari. In un contesto di viticoltura biologica e non solo, Flipper contribuisce a controllare i primi stadi giovanili dello Scaphoideus con una completa selettività verso gli insetti no target.








