Falso vino bio, falso vino doc, addirittura falso vino. Undici arresti e sequestri per 70 milioni di euro

“Ghost wine” Massiccia operazione all’alba con oltre 200 carabinieri nelle province di Lecce e Brindisi. Tra gli arrestati 6 imprenditori vitivinicoli e un ispettore infedele della Repressione frodi

Undici arresti e sei aziende agricole poste sotto sequestro preventivo per vino adulterato. È il bilancio dell'operazione “Ghost Wine”, scattata oggi con oltre 200 militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli, di unità dell'Arma territoriale e circa 90 appartenenti all'Unità Centrale Investigativa dell'Icqrf (Ispettorato centrale repressione frodi). L'operazione, condotta dal Nas di Lecce e dall'Icqrf è coordinata dalla Procura. Tra gli arrestati ci sono imprenditori vitivinicoli delle province di Lecce e Brindisi, accusati di aver adulterato il vino per ottenere determinati standard e aumentare la produzione.

Il servizio sull'operazione (da canale 85 Youtube)

 

Ispettore sotto accusa

Nell'operazione sono stati sequestrati 30 mila ettolitri di vino. Tra le undici persone arrestate c'è anche un infedele funzionario leccese dell'Icqrf, l'ispettorato ministeriale repressione frodi alimentari, individuato dagli stessi ispettori dell'Icqrf, di Roma, che lo hanno perseguito insieme ai Carabinieri del Nas di Lecce, dopo averlo denunciato alla magistratura. Il funzionario è accusato di aver informato delle attività ispettive le aziende finite sotto inchiesta, in modo che ne traessero vantaggio.

11 arresti, 41 sotto indagine, 62 perquisizioni

L'indagine - in cui sono stati sequestrati prodotti vinosi e strutture per circa 70 milioni di euro - ha evidenziato un sistema di produzione e commercializzazione illecito, gestito da tre gruppi della provincia di Lecce, a volte complementari tra loro, accusati di immettere in commercio prodotti falsamente biologici o a marchi tutelati a prezzi molto bassi, mettendo fuori mercato le aziende in regola che invece lo producono lecitamente con le pratiche enologiche. Delle 11 misure cautelari, 6 persone sono state portate in carcere e uno è il funzionario dell'Ispettorato frodi di Lecce. Un vinicoltore è stato invece arrestato in flagranza, mentre era intento alla sofisticazione. Altri 5 sono agli arresti domiciliari. Sono 41 in tutto le persone indagate e sono state compiute 62 perquisizioni, tra quelle personali nei confronti di imprenditori, operatori del settore vitivinicolo e quelle in ambienti di aziende in Puglia, Campania, Lazio e Abruzzo. Sono stati i Carabinieri dei Comandi provinciali di Lecce, Brindisi, Salerno, Napoli, Roma, Caserta e Chieti, supportati dall'alto da un velivolo del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari, a dare esecuzione all'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura di Lecce.

Il vino col bastone

Secondo gli investigatori, aggiungendo sostanze zuccherine ottenute da canna da zucchero e barbabietola, veniva creato un prodotto vinoso a basso costo commercializzato in Italia e all'estero come vino di qualità o addirittura biologico e a marchio Dop (Denominazione origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta), Doc (Denominazione origine controllata), marchi con i quali l'Unione europea riconosce la peculiarità di un vino condizionandone però l'uso alle specifiche tecniche di produzione di qualità. E' stato invece trovato anche vino di origine spagnola 'trasformato' in vino pugliese Doc o Igt (Indicazione geografica tipica). Adulterata anche la creazione di un prodotto commercializzato come aceto balsamico di Modena, con zucchero miscelato ad altre sostanze chimiche. Per le indagini, sono state utilizzate anche intercettazioni telefoniche e riprese video, pedinamenti, analisi di sostanze e prodotti, documentazione di trasporto.

Falso vino bio, falso vino doc, addirittura falso vino. Undici arresti e sequestri per 70 milioni di euro - Ultima modifica: 2019-07-11T20:56:50+00:00 da Lorenzo Tosi

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