Cresce l’interesse da parte degli autorevoli esperti riconosciuti a livello mondiale nei confronti della denominazione veronese

Il Soave è un caso studio per Master of Wine e Master Sommelier

Attratti ed incuriositi dalla marcata identità delle produzioni

Soave-M-of-WCresce l’interesse che i Master of wine e i Master sommelier dedicano alla denominazione del Soave.
Pedro Ballesteros Torres, attualmente impegnato alla Commissione Europea di Bruxelles, è l’ultimo Master of Wine in ordine di tempo ad aver preso parte ad una degustazione dedicata al Soave, in occasione del recente Wine2Wine di Verona organizzato da VeronaFiere, insieme a Ian D’Agata, direttore scientifico del comitato Vinitaly International Academy.
Prima di lui Jonh Szabo, autorevole Master Sommelier canadese, ha fatto visita alla zona di produzione del Soave in vista della stesura di un libro dedicato ai vini bianchi da suolo vulcanico dal titolo Volcanic Wines.
Cresce e si consolida quindi l’interesse nei confronti del Soave e della sua marcata identità da parte dei grandi esperti internazionali. In particolare da parte dei Master of Wine.
Si tratta di affermati esperti nel settore enologico, diplomati al  prestigioso Institute of Master of Wine di Londra, che hanno fatto visita al comprensorio produttivo del Soave oppure hanno guidato degustazioni dedicate alla denominazione veronese o recensito bottiglie. Sono nomi di rilievo, conosciuti a livello mondiale: Mary Ewing-Mulligan; Ronn Wiegan; Sally Easton; Sandy Block; Nicholas Belfrage; Rosemary George.
Molte le occasioni in cui i Master of wine si sono avvicinati al Soave.
Mary Ewing-Mulligan in occasione del  seminario Soave is erupting in US di New York ha sviluppato l’aspetto legato al fattore vulcano.
Sally Easton, nel corso del seminario All the expression of Garganega durante la London International Wine & Spirits Fair ha invece focalizzato la sua attenzione sulla varietà delle possibili interpretazioni della Garganega.
Ronn Wiegan da tempo invece recensisce i migliori Soave da lui assaggiati nella pubblicazione Restaurant Wine, rivolta ai sommelier americani.
Nicholas Belfrage, decano dei conoscitori di vino italiano nel Regno Unito, in occasione di Italy’s Volcanic Wines, organizzata dal Consorzio del Soave a Londra in collaborazione con Decanter, si appassiona al tema dei vini bianchi da suolo vulcanico.
Stesso interesse che matura anche Rosemary George, che a tal riguardo firma alcuni interessanti articoli pubblicati su Decanter e altre riviste dedicate ai vini bianchi da suolo vulcanico.
Sandy Block infine partecipa con grande interesse al MasterClass Sensational Soave condotto da Evan Goldstein e Giovanni Ponchia a Boston, dove sviluppa l’aspetto legato al food&wine, dal momento che lavora come responsabile beverage per la catena di ristorazione Legal Seafoods con 45 ristoranti nel nord est degli USA.
Attualmente nel mondo sono 314 i master of wine e negli ultimi dieci anni solo 78 aspiranti hanno ottenuto il titolo. Tra questi non c’è ancora nessun italiano.
Il percorso di formazione, in media 5 anni, prevede seminari e masterclass da seguire in giro per il mondo, degustazioni alla cieca, tesine da scrivere in inglese, viaggi  tra Londra, Napa o Sidney, senza contare i libri e  le bottiglie da acquistare. Piuttosto costosa anche la retta da pagare annualmente all’istituto. Il titolo che si ottiene, superato questo impegnativo percorso di studi, pur non essendo riconosciuto a livello universitario, è molto prestigioso sul mercato internazionale e gode di particolare considerazione nel mondo del trade, delle aste vinicole e nel marketing.

Il Soave è un caso studio per Master of Wine e Master Sommelier - Ultima modifica: 2014-12-15T10:06:08+00:00 da Redazione

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