I dati prima e dopo la vendemmia

Dal registro telematico i numeri della Cantina Italia

Non solo archiviazione ma anche data analysis

Non solo strumento controllo. I registri telematici di cantine e operatori forniscono dati e informazioni produttive e commerciali inedite, che spingono a riflessioni di sistema. Un’opportunità, quella della condivisione dei numeri contenuti nella piattaforma Sian (Sistema informativo agricolo nazionale) anticipata da VVQ che, ipotizzando un futuro condiviso (VVQ n.7/2017), prevedeva un’applicazione innovativa del registro telematico, sorgente di open data in grado di fornire indicazioni utili ed in prospettiva sia a livello di filiera vitivinicola che di singola impresa.
I primi numeri, estratti prima e dopo la vendemmia disegnano la mappa della distribuzione geografica e quali-quantitativa di mosti d’uva, compresi i mosti muti, MC e MCR, e vini, territoriali e non.
Intanto, alla data del 1° agosto il registro telematico ha contato una giacenza consistente: oltre 37,8 milioni di hL di vino, più rossi (circa il 60%) che bianchi, rappresentati per oltre il 75% Dop e Igp (oltre 29 milioni di hL), a seguire i vini comuni, poco sopra gli 8 milioni di hL e, compatibilmente con il trend commerciale mai decollato, una piccola quota di vini varietali. Così come i dati estratti alla data dell’11 dicembre 2017 mettono in luce la giacenza di quasi 7 milioni di hL vino nuovo in fermentazione.
Volumi che, al di là della loro appartenenza merceologica, sono sostanzialmente distribuiti nelle Regioni settentrionali: in particolare, le province di Verona e Treviso assorbono una sostanziale fetta del vino stoccato nella cantina Italia al 1° agosto 2017, in cima alle liste sia dei vini Dop che Igp per quasi 5,5 milioni di hL. Oltre al baricentro veneto, nelle prime dieci province in termini di volume di vino Dop e Igp giacente a livello territoriale, è presente – sia per la lista Dop che Igp – un polo toscano, rappresentato dalle province di Firenze e Siena con 3,2 milioni di hL.
In generale, i dati estratti confermano come il sistema Italia sia piuttosto concentrato a livello di volumi in poche Dop e Igp: un fenomeno ormai strutturale in termini di rappresentatività, ristretta a favore delle prime 20 Dop e Igp – a fronte di oltre 520 riconosciute a livello Ue – che in sostanza contano oltre la metà della produzione complessiva.
Numeri che evidentemente offrono una interessante base di lavoro e di analisi per produttori e decision maker, utile per acquisire indicazioni per poter interpretare, e probabilmente entro certi limiti anche prevedere, i fenomeni così come gli orientamenti produttivi e soprattutto commerciali.

Un ulteriore approfondimento sui numeri della Cantina Italia sarà pubblicato, sempre a firma di Stefano Sequino, nel fascicolo 1/2018 (Gennaio) di VVQ.

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