
Il partenariato Ue-India, siglato oggi a Nuova Delhi, rappresenta un’opportunità strategica di lungo termine anche per il vino europeo e italiano, a oggi praticamente inesistente nel Paese più popoloso al mondo. Lo afferma l’Unione italiana vini, nel sottolineare come i vantaggi sul piano commerciale legati al vino saranno notevoli, con gli attuali dazi federali all’importazione oggi fissati al 150% che saranno immediatamente dimezzati fino a scendere progressivamente, entro sette anni, al 30% (al 20% per vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia). Un’intesa a parte, inoltre, è prevista per la protezione delle nostre produzioni a marchio.
Il vino italiano ha bisogno di diversificare i mercati
“Questa partnership offre una possibilità commerciale in un mercato con una classe media in rapida ascesa – ha detto il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi –, ma soprattutto rappresenta una reazione chiara e positiva dell’Ue alle tensioni geoeconomiche sofferte dal Vecchio Continente. Il vino italiano ha estremo bisogno di politiche commerciali aperte per diversificare maggiormente un raggio di azione ancora limitato, se si considera che il 60% del proprio export è concentrato in soli 5 Paesi. Questo accordo, come quello con il Mercosur - per cui auspichiamo l’applicazione provvisoria - è perciò importante e dimostra l’importanza della diplomazia del business”.
Ora la validazione e ratifica da parte delle istituzioni europee
Uiv rileva come oggi a fronte di esportazioni vinicole italiane pari a circa 8 miliardi di euro, l’export verso l’India si è fermato a soli 2,6 milioni di euro (7,7 milioni di euro di vino dall’intera area Ue), principalmente a causa di un dazio del 150% che ha fortemente limitato l’accesso al mercato. L'accordo tra le due aree, che assieme sommano quasi un quarto del Pil mondiale, proseguirà il proprio processo con la validazione e ratifica da parte delle istituzioni europee.
Buone prospettive anche per i nostri distillati
L’India rappresenta un mercato di particolare interesse strategico per il comparto delle bevande spiritose, in un periodo di grande incertezza per i produttori, incertezze legate alle recenti politiche dei dazi da parte degli USA ma anche all’annosa questione Mercosur non ancora conclusa. Grazie alla riduzione dei dazi sugli spirits dal 150% al 40%, nell’ambito dell’accordo di libero scambio siglato tra UE ed India, saranno favorite le importazioni di distillati e liquori dai Paesi UE verso l’India, Paese contraddistinto da elevati consumi di bevande spiritose (oltre 23 miliardi di dollari) ed in particolare di distillati come Whisky, Brandy e Rum che rappresentano l’80% delle vendite.
In questo contesto, AssoDistil, l’Associazione nazionale dei distillatori italiani, accoglie positivamente la conclusione dell’Accordo tra Unione Europea e India, che apre nuove e concrete opportunità per il settore dei distillati e delle bevande spiritose italiane in uno dei mercati più interessanti e dinamici a livello globale.
Se aggiungiamo che l’India vanta una classe media giovane e orientata ai prodotti di qualità premium e super-premium, è evidente che questa situazione apre opportunità per i prodotti di eccellenza del made in Italy, come Grappa IG e Brandy Italiano IG, che si distinguono per qualità, forte identità e legame col territorio, tutte caratteristiche particolarmente apprezzate dai consumatori indiani. "Siamo perfettamente consapevoli - affermano da Assodistil - che commercialmente ci troviamo a competere con multinazionali già presenti con diversi marchi sul territorio indiano, tuttavia riteniamo che la qualità e l’unicità dei distillati e liquori nazionali possano essere elementi distintivi particolarmente apprezzati dai consumatori indiani.
Le criticità
D’altra parte, non possiamo dimenticare che - nonostante questo accordo costituisca un importante passo in avanti per consentire una penetrazione dei nostri prodotti verso il mercato indiano - l’India resta un Paese caratterizzato da una regolamentazione complessa e fortemente regionalizzata, per cui serviranno strategie commerciali necessariamente accompagnate dalla costituzione di partnership locali e da una narrazione convincente che sottolinei la qualità e la territorialità delle nostre eccellenze.
"Come associazione - conclude Assodistil - siamo da sempre al fianco delle imprese associate sul fronte della promozione dei nostri brand all’estero e continueremo a lavorare affinché questo accordo con l’India apra reali prospettive di crescita per distillati e liquori Made in Italy".









