Pur nell'incertezza della situazione economica nazionale ed internazionale

Ancora soddisfazioni dall'export

+8,4% negli introiti nei primi sei mesi del 2013

Pur nell'incertezza della situazione economica nazionale ed internazionale le esportazioni del vino italiano continuano a dare soddisfazione. Il dato aggregato dei primi sei mesi del 2013 fa infatti registrare una crescita degli introiti di +8,4%, passando da 2,16 a 2,35 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2012. I volumi, pur mantenendosi intorno i 10 milioni di ettolitri, registrano un calo di poco più del 3%, mentre cresce di quasi il 12% il valore medio, passando da 2,13 a 2,38 euro al litro. In pratica continuiamo ad incrementare gli introiti pur mandando all'estero meno prodotto, il che vuol dire che vendiamo nel mondo sempre di più bottiglie di maggiore qualità ed immagine, anche se i dati del primo semestre fanno registrare un netto incremento dello sfuso, in particolare nell'Unione Europea. Se nella UE si registra una flessione contenuta delle consegne del 2,6%, nei Paesi terzi invece il cedimento della domanda si manifesta più repentinamente: il segno negativo passa da -1,3% a -4,2% tra il primo ed il secondo trimestre, con una perdita di circa 130 milioni di ettolitri. Sempre secondo i dati elaborati da Assoenologi si registra la crescita dei valori in Francia (+16,1%), nel Regno Unito (+11,7%), in Germania (+9,5%). In aumento anche gli Stati Uniti (+9,6%) e il Canada (+2%). Decise le flessioni dei volumi in Cina (-41%), in Russia (-26%) e in Giappone (-11%). In crescita la Francia (+3,3%), Danimarca e Svezia rispettivamente +10% e +11,8% e gli Stati Uniti con +3,7%. Gran parte della crescita del valore del vino italiano venduto all'estero nel primo semestre dell'anno trova origine nel crescente segmento degli spumanti, dove il valore export lievita di quasi il 18% rispetto al primo semestre del 2012, passando da 241 a 285 milioni di euro. I volumi di questa tipologia collocati all'estero sono in espansione di oltre il 10% e il valore medio trova spazi per una crescita del 6,7% passando da 3,35 a 3,58 euro al litro. Insomma potrebbe anche andar meglio, ma con i tempi che corrono, non lamentiamoci.

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