Testo unico del vino, un sistema che prende forma

Normativa enologica, riorganizzazione in corso
Si delinea un nuovo quadro normativo, ma alcuni Decreti attuativi sono in attesa di emanazione. Novità anche a livello europeo

In fase di completamento il puzzle normativo tratteggiato dal Testo unico del vino. Poche tessere, infatti, risultano mancanti per completare il lavoro di rinnovamento della disciplina e di attuazione tecnico-operativa della legge 12 dicembre 2017, n. 238.

Una situazione che negli ultimi mesi è sostanzialmente mutata, anche in considerazione della recente emanazione di regolamenti europei che, essendo gerarchicamente superiori, hanno condizionato la messa a punto della disciplina interna.

Tanti cambiamenti e novità, alcune delle quali ancora in cantiere: a che punto siamo?

Chi c’è e chi manca

Oltre al DM 2 agosto 2018, n. 7552, che ha introdotto il nuovo piano e le procedure di controllo dei vini Dop e Igp, è stato recentemente pubblicato il DM 12 marzo 2019 che disciplina, per tali vini, l’iter di certificazione analitica e, limitatamente ai vini Dop, organolettica. In questo sistema, che interessa l’operatività degli enti terzi di certificazione – dal 1° agosto impegnati nel nuovo turnover di incarichi triennali – è in attesa di emanazione, per chiudere il cerchio del sistema di certificazione dei vini territoriali, il DM in materia di gestione e distribuzione dei contrassegni di Stato per i vini Dop e di tracciabilità per i vini Igp.

Sempre sul fronte dei vini territoriali, manca all’appello il nuovo DM che andrà a disciplinare – anche alla luce delle regole comunitarie riviste con l’entrata in vigore dei Reg. (Ue) 33 e 34/2019 – la procedura nazionale di presentazione e di esame delle domande di protezione dei vini Dop e Igp e di modifica dei disciplinari, iter oggi affidato al DM 7 novembre 2012.

In attesa di aggiornamento anche il DM 13 agosto 2012 in tema di etichettatura e di presentazione dei vini Dop e Igp e il DM schedario viticolo: in entrambi i casi, al di là della necessità di dover recepire il Testo unico del vino, le regole europee che nel frattempo sono intervenute – nel primo caso il Reg. (Ue) 34/2019 e nel secondo caso i Reg. 273 e 274/2018 – hanno in alcuni casi introdotto nuovi principi e regole di cui tener conto nella fase di adeguamento del quadro normativo interno.

Novità invece sul fronte dei vigneti eroici o storici: lo schema di DM attuativo del Testo unico del vino – che ha raggiunto l’intesa nella Conferenza Stato-Regioni del 6 giugno 2019 – ha definito i criteri di riconoscimento nonché la possibilità di poter beneficiare in maniera prioritaria di interventi di recupero e di manutenzione. Un sistema, essenzialmente affidato alle Regioni e alle Province autonome, che sotto il profilo finanziario dovrà attingere dal budget del programma nazionale di sostegno (PNS) che, nell’ultima rimodulazione, è complessivamente pari a circa 337 milioni di euro, da ripartire tra le singole misure.

Quali prospettive

Un quadro quasi completo ma comunque non definitivo. Nel caso del DM 2 agosto 2018, n. 7552 sui controlli dei vini Dop e Igp, lo stesso articolato prevede una potenziale modifica delle regole dopo il primo anno di applicazione. Così come, sempre in tema controlli, è in attesa essere di essere disciplinato il funzionamento del cosiddetto organismo unico laddove, circostanza piuttosto frequente in alcune aree geografiche, la stessa impresa vitivinicola sia controllata da più enti di certificazione.

In ogni caso, non è possibile considerare il quadro normativo interno, nella situazione attuale nonché a regime, come il risultato del solo recepimento del Testo unico del vino: le norme e le regole europee nel frattempo emanate – da ultimo il Reg. delegato (Ue) 934/2019 sulle pratiche ed i trattamenti enologici – hanno (e avranno) una fisiologica influenza sui lavori di riorganizzazione del diritto interno.


Enoturismo: fuori sacco ma completa il quadro

Non è un DM attuativo del Testo unico del vino, che tuttavia ne auspica, per mano dei consorzi di tutela, una promozione nei territori viticoli. Il DM 12 marzo 2019 (ne abbiamo scritto qui), che stabilisce linee guida, requisiti e standard minimi per poter esercitare le attività enoturistiche, coglie l’attimo e si inserisce in un periodo di grandi cambiamenti per il settore vitivinicolo.

Le attività enoturistiche entrano a pieno titolo nelle attività d’impresa essendo riconosciute come attività connesse alla coltivazione del vigneto e all’ottenimento della produzione primaria ai sensi dell’articolo 2135 c.c.: un nuovo spazio di lavoro e di reddito che potenzialmente consente di poter ampliare e diversificare le attività d’impresa, includendo dei servizi di accoglienza e di degustazione organizzata.

Un DM che risponde all’esigenza di differenziare l’offerta come strumento strategico per le imprese e che, seppure non rappresenta la diretta emanazione del Testo unico del vino, ne coglie l’essenza, specie nel riconoscimento – nell’articolo 1 della legge 12 dicembre 2016, n. 238 – della valenza culturale del vino come prodotto della vite e dei  territori  viticoli.

Tra l’altro le semplificazioni introdotte con il Testo unico del vino e le possibilità di valorizzazione delle realtà d’impresa anche sotto il profilo enoturistico possono nel complesso rappresentare un’opportunità competitiva e, in generale, incoraggiare un nuovo modello di business.

 

Testo unico del vino, un sistema che prende forma - Ultima modifica: 2019-06-23T23:42:44+02:00 da Lorenzo Tosi

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