
Con la firma dell’accordo quadro da parte di tutti gli attori coinvolti, avvenuta presso lo stand di Regione Piemonte a Vinitaly, è nata ufficialmente il 13 aprile Vitelab Network, una nuova compagine di centri di ricerca applicata che d’ora in avanti intendono lavorare in sinergia per sostenere le filiere vitivinicole del Nord Italia, raccogliendo le istanze del settore e spingendo sull’innovazione condivisa.
Una rete che - come testimoniato dalla presenza all’evento di lancio di alcuni assessori all’agricoltura delle Regioni coinvolte - intende instaurare un dialogo diretto ed efficace con la politica, favorendo il consolidamento di un sistema virtuoso in grado di generare positive ricadute sui territori vitivinicoli.
Le tavole rotonde
Dopo l’introduzione da parte di Andrea Rocchi, Presidente del CREA, l’evento ha visto succedersi due tavole rotonde, moderate da Costanza Fregoni, direttore responsabile di VVQ che, insieme a Edagricole, di Vitelab è media partner sin dalla sua nascita.
Alla prima tavola rotonda hanno partecipato Paolo Bongioanni (Assessore Agricoltura Piemonte), Speranza Girod (Assessore Agricoltura Valle D'Aosta) e Luis Walcher (Assessore Agricoltura Provincia Autonoma di Bolzano).
Alla seconda Riccardo Velasco (CREA), Martine Peretto (Institut Agricole Régional, Val d’Aosta), Giacomo Ballari (Agrion, Piemonte), Luca De Michelis (CeRSAA, Liguria), Fabio Losio (in rappresentanza di Ersaf e Fondazione Riccagioia, Lombardia. Non presente per impegni concomitanti Fernando Baruffi, presidente di Fondazione Fojanini, anch'essa tra i centri sottoscrittori dell'accordo), Maurizio Bottura (Fondazione Edmund Mach, Provincia Autonoma di Trento), Michael Oberhuber (Centro di Sperimentazione Laimburg, Provincia Autonoma di Bolzano), Federico Caner (Veneto Agricoltura), Mauro Giovanni (ERSA, Friulia Venezia Giulia).

L’accordo quadro è stato siglato davanti a un folto pubblico di operatori e giornalisti.

I focus di Vitelab Network
Le aree di ricerca e sperimentazione ritenute prioritarie da Vitelab Network sono:
▸ Nuovi genotipi ottenuti tramite TEA
Sviluppo di varietà più resistenti e adattate tramite Tecniche di Evoluzione Assistita, preservando il patrimonio viticolo ed enologico esistente.
▸ Innovazione dei portinnesti
Aggiornamento della piattaforma portinnesti — ferma agli standard di fine '800 — per rispondere alle nuove condizioni climatiche e colturali.
▸ Emergenze fitosanitarie
Strategie coordinate contro flavescenza dorata, mal dell'esca, black rot e Popillia japonica.
▸ Mitigazione degli effetti climatici
Valutazione di pratiche agronomiche (irrigazione, reti ombreggianti, irrigazione multifunzionale) per contrastare l'aumento
del grado alcolico e il disaccoppiamento delle maturità.
▸ Varietà resistenti
Studio e valorizzazione degli ibridi resistenti ai patogeni fungini, anche in vista del recepimento del regolamento UE 2021/2117 sulle denominazioni di origine.
▸ Gestione sostenibile del suolo
Tecniche di inerbimento controllato e sovescio per contrastare erosione, perdita di fertilità e compattamento dei suoli vitati.
▸ Viticoltura di precisione
Telerilevamento NDVI, sensori agroambientali di ultima generazione, droni, guida autonoma e distribuzione a rateo variabile per una gestione più sostenibile ed efficiente del vigneto.






