Al via il biennio “Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino 2026-2027”

Da sinistra: Giulio Somma, Diego Tomasi, Eugenio Pomarici, Fabio PIccoli
La cerimonia ufficiale di apertura del biennio Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino 2026-2027, riconoscimento promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino e condiviso con il territorio del Vulture in Basilicata

Presso l’Auditorium “Battistella Moccia” di Pieve di Soligo si è svolta ieri sera la cerimonia ufficiale di apertura del biennio Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino 2026-2027, riconoscimento promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino e condiviso con il territorio del Vulture in Basilicata.

Una serata di alto profilo istituzionale e culturale che ha visto la presenza dei Sindaci dei Comuni dell’area del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, saliti sul palco a testimonianza dell’unità e della coesione amministrativa che caratterizzano il progetto, insieme a rappresentanti del Vulture, del Consorzio di Tutela e del mondo accademico.

I saluti istituzionali

Il Sindaco di Pieve di Soligo Stefano Soldan ha dato il benvenuto ai presenti, sottolineando l’importanza di ospitare l’evento inaugurale e il valore della collaborazione tra amministrazioni. Il Sindaco di Conegliano Fabio Chies ha evidenziato come il biennio rappresenti un traguardo storico per un territorio di 14 Comuni e oltre 130 mila abitanti, in un momento particolarmente significativo che coincide con il 150° anniversario della Scuola Enologica di Conegliano. Il Presidente del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG Franco Adami ha richiamato l’attenzione sulla necessità di vivere e promuovere il territorio nella sua interezza, affinché paesaggio, comunità e identità diventino parte integrante della valorizzazione. Il Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Città del Vino Angelo Radica ha sintetizzato il significato profondo del riconoscimento: “Il merito è dei territori, noi siamo stati il lievito. Parliamo di due straordinari territori che per due anni saranno Città Italiana del Vino. La bandiera del Prosecco dell’area di Conegliano Valdobbiadene sventola su tutti i mercati, al fianco ci sarà l’eccellenza dell’Aglianico del Vulture. Questa unione moltiplica le forze: la Città Italiana del Vino serve al confronto e alla contaminazione virtuosa.” Un intervento che ha posto al centro il valore della collaborazione tra Nord e Sud e il ruolo della Città Italiana del Vino come strumento di dialogo e crescita condivisa. Il Sindaco di Ripacandida, Comune capofila del Vulture, Michele Donato Chiarito, ha sottolineato l’importanza del dialogo e del rispetto reciproco tra territori, definendo coraggiosa la scelta dei Comuni lucani di presentarsi uniti e celebrando l’incontro tra la terra vulcanica del Vulture e le colline del Conegliano Valdobbiadene. È intervenuto inoltre Dario Bond, Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, che ha portato i saluti dell’onorevole Alberto Stefani, evidenziando come questa sinergia istituzionale rappresenti un’opportunità concreta di sviluppo e cooperazione.

Il convegno: genesi e futuro di un’eccellenza italiana

Moderato dal giornalista Giulio Somma, il convegno ha approfondito il tema “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG: genesi e futuro di un’eccellenza italiana”.

Il Direttore Diego Tomasi ha ripercorso la storia della denominazione, evidenziando lo stretto rapporto tra il vitigno Glera e il terroir. Ha sottolineato come la qualità nasca dalla conoscenza del suolo, del clima e della morfologia dei terreni, ricordando l’impatto crescente del cambiamento climatico, che modifica cicli vegetativi e periodi di vendemmia. “Il vino ha origine da una vocazione, da una tradizione e da un paesaggio. E il paesaggio è la rappresentazione visiva dei valori del nostro territorio”, ha concluso.

Eugenio Pomarici, ordinario presso il Dipartimento TESAF dell’Università di Padova e membro del CIRVE, ha analizzato l’evoluzione del Prosecco in chiave economica. Dalla prima bottiglia commerciale di Glera nel 1924 alla delimitazione dell’area nel 1936, fino all’espansione recente: dal 2011 l’offerta di Prosecco è triplicata, mentre nello stesso periodo i consumi mondiali di vino sono diminuiti dell’11%. Richiamando il “diamante di Porter”, Pomarici ha evidenziato come il successo del territorio sia frutto di un insieme di fattori: qualità delle condizioni produttive, governance efficace, domanda dinamica, imprese competitive e settori di supporto. La crescita futura, ha sottolineato, dovrà puntare su valorizzazione del paesaggio, sostenibilità ed enoturismo, rafforzando la differenziazione verticale della denominazione.

A chiudere il convegno è stato Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian, che ha parlato di una fase “rivoluzionaria” per il settore vino, segnata da profondi cambiamenti nei comportamenti di consumo. Le cinque parole chiave per il futuro del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG sono secondo Piccoli Autenticità, Credibilità, Ecosistema, Attrattività, Esperienza. Piccoli ha sottolineato la necessità di superare una visione prodotto-centrica: “Il prodotto deve essere il driver per promuovere l’ecosistema territoriale. L’attrattività dell’ecosistema è fondamentale per la crescita. Con il vino dobbiamo creare esperienze memorabili”.

Il biennio “Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino” entra così nel vivo, con un programma diffuso di iniziative che coinvolgerà istituzioni, scuole, imprese e comunità locali, nel segno della candidatura “Giovani al Centro”.

Al via il biennio “Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino 2026-2027” - Ultima modifica: 2026-02-27T11:30:03+01:00 da Redazione

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