Consorzio Vino Toscana: nuova identità per l’IGT Toscana

Consorzio Vino Toscana
Stefano Campatelli, Stefania Saccardi e Cesare Cecchi
Nuova identità per l’IGT Toscana: cambio di denominazione e apertura agli spumanti rafforzando la propria identità e il proprio posizionamento sui mercati, interpretando l’evoluzione dei consumi e le nuove esigenze del settore

È stato presentato a Vinitaly 2026 un passaggio definito “storico” per il Consorzio Vino Toscana: la modifica del disciplinare che introduce la nuova denominazione unica “Toscana IGT” e apre ufficialmente alla produzione di vini spumanti. Con una produzione media di circa 90 milioni di bottiglie, “Toscana IGT” – che copre l’intero territorio regionale – rafforza la propria identità e il proprio posizionamento sui mercati, interpretando l’evoluzione dei consumi e le nuove esigenze del settore.

Un’identità più forte e condivisa

“Il mio nome è Toscana” è il messaggio che accompagna questo cambiamento e ne sintetizza il valore: una denominazione che supera il tecnicismo per diventare espressione piena del territorio, della sua storia e del suo patrimonio ambientale, artistico e culturale. La modifica del disciplinare rappresenta un passaggio strategico capace di generare valore economico e sviluppo sociale, rafforzando il ruolo del vino come ambasciatore del lifestyle toscano nel mondo. Un successo importante che rende il vino “Toscana IGT” protagonista di un forte e chiaro messaggio identitario.

Le istituzioni: valore economico e sociale

Alla presentazione sono intervenuti Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio regionale della Toscana, Cesare Cecchi, Presidente del Consorzio Vino Toscana e Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio Vino Toscana.

«La ratifica approvata dal Comitato Nazionale Vini del Masaf – ha dichiarato Stefania Saccardi – completa un percorso avviato già nel 2024 con l’approvazione delle Giunta regionale toscana. Il Consorzio Vino Toscana rappresenta oggi una realtà in forte crescita, passata da 40 soci all’avvio del rinnovamento guidato dal presidente Cecchi ai 450 soci che raggiungono il numero di oltre 1.700 considerando i viticoltori afferenti alle cooperative. Si tratta di un progetto strategico che crea valore sul prodotto e nuove prospettive di mercato. Ma ha anche un valore sociale che riconosce ai viticoltori un ruolo fondamentale nella tutela del territorio e delle comunità. Una tutela quindi – quella del Consorzio Vino Toscana - non solo del prodotto ma di una collettività e di una civiltà».

Cecchi: un sistema in crescita, identità e sviluppo

«Siamo l’unico Consorzio che rappresenta l’intero territorio regionale – ha sottolineato Cesare Cecchi con una produzione di circa 90 milioni di bottiglie, un valore prossimo ai 500 milioni di euro e una quota export del 69%. Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione dei consumi e rafforzano l’identità del “Toscana IGT”, aprendo nuove opportunità di sviluppo, in particolare con la tipologia spumante nasce da una esigenza concreta dei produttori e rappresenta una reale opportunità di sviluppo. È un’evoluzione che apre a un mercato sempre più orientato alla diversificazione e alla qualità. Ma soprattutto – conclude il presidente - diventa un’operazione culturale che mette l’identità territoriale al centro del messaggio e mostra la capacità di rinnovarsi dei vignaioli toscani conquistando un settore – quello degli spumanti - impensato solo pochi decenni fa».

Campatelli: nuove prospettive per le imprese e accrescimento di valore

«Queste due modifiche al disciplinare non sono solo tecniche, ma rappresentano una opportunità di accrescimento del valore del comparto vino della Toscana – ha spiegato Stefano Campatelli -. Inoltre i Consorzio è fortemente impegnato nella tutela del nome geografico “Toscana”, attraverso attività di monitoraggio, difesa legale e controllo del rispetto del disciplinare, con l’obiettivo di preservarne valore, autenticità e reputazione sui mercati nazionali e internazionali».

Il nuovo assetto contribuirà inoltre a rafforzare le attività di tutela del nome “Toscana”, anche grazie alla registrazione in classe 33, contrastando usi impropri e contraffazioni.

Le novità del disciplinare

Il nuovo disciplinare prevede:

• l’adozione della denominazione unica “Toscana” (in sostituzione di “Toscano o Toscana”);
• la conferma delle tipologie già esistenti: Bianco, Rosato, Rosso; Frizzante (Bianco, Rosato, Rosso); Passito e Vendemmia Tardiva;
• l’introduzione della tipologia spumante, sia Metodo Charmat che Metodo Classico

Una scelta che punta a migliorare la riconoscibilità del prodotto e a rafforzarne il posizionamento sui mercati internazionali.

Il contesto regionale

Con 58 Denominazioni di Origine la Toscana rappresenta circa l’11% delle DO italiane (fonte Federdoc) e si colloca al secondo posto dopo il Piemonte. All’interno della regione, la “Toscana IGT” è la prima denominazione per volumi di imbottigliamento, con una quota del 36,27%.

Consorzio Vino Toscana: nuova identità per l’IGT Toscana - Ultima modifica: 2026-04-14T16:25:30+02:00 da Paola Pagani

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