Malvasia Rosa: da una mutazione spontanea un vitigno unico

Era il 1967 quando in un vigneto della Val Nure, in provincia di Piacenza, su un’unica vite di Malvasia di Candia aromatica venne notato un grappolo che presentava una colorazione rosa, nettamente differente da tutti gli altri grappoli della Malvasia di Candia aromatica locale, tipicamente dorati alla vendemmia. Venne quindi contattato il Prof. Mario Fregoni, allora professore ordinario di viticoltura presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, il quale comprese che nella pianta in questione fosse sorta una mutazione spontanea che conferiva una pigmentazione antocianica dell’epicarpo dell’acino. Da allora, iniziò un lungo processo di stabilizzazione della nuova varietà e di propagazione del materiale vegetale, attività portate avanti in vari vigneti della provincia di Piacenza, che culminarono nel 1991 con la registrazione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite (Fregoni et al. 2002). La Malvasia Rosa fu quindi oggetto di numerose sperimentazioni condotte soprattutto tra Alseno (PC) e Albareto di Ziano Piacentino (PC), dove la collaborazione tra Università Cattolica e Luigi Mossi portò alla costituzione del vigneto sperimentale dell’Azienda Vitivinicola Mossi 1558, nel quale tutt’oggi sono conservate e studiate 30 varietà minori del piacentino.

Le caratteristiche ampelografiche

La maggior parte delle caratteristiche ampelografiche della Malvasia Rosa coincidono con quelle della Malvasia di Candia Aromatica. Ad esempio, la foglia (Figura 1), di dimensioni medie, pentagonale e pentalobata, sottile e poco consistente, risulta identica a quella della Malvasia da cui ha avuto origine. La pagina superiore è verde lucida, la pagina inferiore verde chiaro e non tomentosa. Il margine fogliare presenta numerosi denti acuti e irregolari.

L’epoca di germogliamento è media e quella di maturazione è medio-precoce. La fertilità del germoglio non si discosta da quella della Malvasia di Candia aromatica (1,1 infiorescenze per germoglio, in media), e risulta decisamente inferiore sui nodi basali, per cui la Malvasia Rosa viene allevata con sistemi basati sulla potatura lunga.

Il grappolo (Figura 2) è medio-grande, lungo, cilindrico e alato, da poco compatto a spargolo a seconda del vigore del tralcio. L’acino è grosso, sferoidale, rosa a maturazione. La buccia è spessa, con pruina consistente, il sapore dell’acino è caratterizzato dalla presenza di terpeni. Di fatto, la Malvasia Rosa è uno dei pochissimi vitigni nel panorama varietale nazionale che abbina aromaticità terpenica a una colorazione rosa delle uve. La produttività è medio-elevata, ma abbastanza sensibile al vigore del vigneto (Frioni et al. 2022).

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Malvasia Rosa: da una mutazione spontanea un vitigno unico - Ultima modifica: 2022-12-06T15:04:16+01:00 da Paola Pagani

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