È ora di rimettere in moto il turismo del vino

Calici di stelle, la manifestazione ubiquitaria organizzata dal MOvimento Città del Vino, rimane in programma per il prossimo agosto
Un settore economico che vale 2,5 miliardi di euro tenta, tra numerose difficoltà, di ripartire dopo il prolungato lockdown. Per riattivare il cash flow vitale per il sostentamento di numerose cantine. La proposta di Floriano Zambon (Città del Vino): «è necessaria una politica di defiscalizzazione delle vacanze 2020, da detrarre dalle tasse come si fa con le spese mediche»

La manifestazione enoturistica più popolare dell’estate, Calici di Stelle, è sempre in programma per metà agosto e anche con le visite alle cantine, tra degustazioni all’aperto, incontri “distanziati” con i produttori e vendite dirette, i mesi più caldi dell’anno potrebbero essere una boccata d’ossigeno per le aziende a corto di liquidità e per i territori italiani del vino.
Covid permettendo, i numeri al momento lasciano sperare, ma si attendono le indicazioni del governo per la ripartenza anche nel segmento del made in Italy in coda all’agenda della “normalizzazione”.

Il cash flow della vendita diretta

Perché parliamo di turismo? Perché ha ricadute significative in termini di cassa per le degustazioni a pagamento, per le attività collaterali di quelle aziende vitivinicole che hanno camere e ristorazione e soprattutto per il cash della vendita diretta.

Su un totale di 25mila cantine italiane aperte al pubblico (con visita e degustazione) se ne stimano 7mila che offrono varie forme d’ospitalità. Questo sul fronte del lavoro si traduce in 30mila stagionali addetti all’enoturismo.

La proposta di una defiscalizzazione

Conti a parte, vanno anche considerati gli aspetti sociali della ripartenza, l’aiuto economico

Floriano Zambon, presidente del Movimento delle città del vino

per i territori e le piccole realtà e lo spirito di recupero della normalità che i luoghi all’aperto, le vigne, i boschi e gli spazi esterni delle aziende vitivinicole potrebbero favorire. Ne abbiamo parlato con Floriano Zambon, presidente di Città del Vino, associazione nazionale di 460 Comuni a vocazione vitivinicola.

Sul piatto ci sono oltre 2,5 miliardi di euro di giro d’affari annuo dell’enoturismo in Italia e oltre 14 milioni di accessi in cantina, secondo l’ultimo Rapporto Città del Vino/Università di Salerno. Per tamponare le ricadute negative del lockdown sui territori e nelle aziende l’Associazione Nazionale lancia al governo una proposta di defiscalizzazione delle vacanze 2020, da detrarre dalle tasse come si fa con le spese mediche.

Ritorno alla normalità, ma il turismo è tra i settori più colpiti

Presidente Zambon, il turismo del vino come esce da questa situazione? Tutto fermo per il 2020 o vede qualche possibilità?
Indubbiamente il turismo è uno dei segmenti del terziario più provati da questa esperienza e il turismo del vino non fa eccezione. Il ritorno alla normalità, per così dire, potrebbe avvenire nei prossimi mesi, confidando nella capacità di sconfiggere non solo il virus ma anche la psicosi da esso provocata. Io sono fiducioso e sono convinto che anche nel 2020 c'è possibilità di ripartenza.

Il turismo in generale sembra essere ancora l’ultimo dei problemi, nonostante i posti di lavoro e il valore aggiunto per l’Italia. L’enoturismo invece non è neanche considerato. Cosa chiedete al Governo?
Nelle settimane di piena emergenza si è focalizzato l'interesse sull'aspetto sanitario. Ora però è venuto il momento di prendere coscienza che anche all'aspetto economico va dato il giusto peso. E nell'economia italiana il turismo ha un peso importante soprattutto in taluni territori. Ovviamente Città del Vino chiede attenzione al Governo.

Calici di Stelle rimane in programma in agosto

Calici di Stelle si farà, verrà annullata o può essere ripensata?

Calici di stelle rimane nella nostra programmazione e in quella del Movimento Turismo del Vino. Ovviamente dovremo attuare tutte le precauzioni che la fase richiederà, ma credo che possa esser un segno di ripartenza.

Le Città del Vino hanno in programma qualche iniziativa, anche politica, per aiutare l’enoturismo a rialzarsi?

Noi stiamo promuovendo il consumo del prodotto dei nostri territori, in vario modo. Riteniamo peraltro che sia quanto mai importante in questo momento stimolare il consumatore al consumo anche all'origine del prodotto, da qui la nostra proposta di defiscalizzazione dell'esperienza enoturistica.

Accoglienza con tutti gli accorgimenti del caso

Concretamente, secondo lei, come si può fare enoturismo nell’estate 2020? Mi fa qualche esempio pratico? Come dovrebbe essere una visita in cantina, ad esempio?

Nell'estate e soprattutto nel periodo subito successivo, quello della vendemmia, è possibile praticare l'enoturismo con le cautele che l'esperienza di questi mesi suggerisce. Credo che in tema di distanziamento, di sanificazione e di tutela sia possibile mettere a punto quanto serve per avere sufficienti garanzie. Penso che gli spazi per le degustazioni, per le visite a per i pernottamenti possano essere resi idonei con gli adeguati accorgimenti. Le degustazioni potranno essere con numeri ridotti e così pure le visite, per l'accoglienza varranno le regole che le autorità sanitarie fisseranno.

Le aziende di vino però sono in mezzo al verde, tra i boschi, le vigne e la campagna. Questo è un punto di forza e una possibile soluzione per evitare contagi con il personale della cantina. Tutti a degustare tra le vigne?

Sicuramente il fatto di essere in contesti particolari, normalmente con spazi ampi, facilita la messa in pratica delle precauzioni che questa pandemia ci ha imposto. Soprattutto nei mesi che ci attendono l'attività esterna sarà stimolata anche dal corso della stagione. La vigna potrà essere ancor più protagonista.

Sta ricevendo richieste e proposte dai territori italiani per riorganizzare l’enoturismo? E se sì, ci può segnalare qualche idea suggerita e a suo avviso efficace?

Come detto la fase di cui stiamo vivendo, spero, la coda ha visto i sindaci e le amministrazioni presi dall'emergenza socio-sanitaria. Ora è possibile guardare oltre.

È ora di rimettere in moto il turismo del vino - Ultima modifica: 2020-05-12T13:32:14+02:00 da Lorenzo Tosi

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