Dal 2 all’11 ottobre

Tutela internazionale dei marchi: priorità per il Soave al WIPO di Ginevra

Sempre più vicina la sottoscrizione dei nuovi accodi TLCUEM, tra Messico e Unione Europea: il Soave è compreso nella lista dei 38 vini tutelati
Anche il Soave partecipa all’assemblea Generale WIPO (Organizzazione Mondiale della proprietà intellettuale), in corso presso la sua sede di Ginevra (2-11 ottobre 2017) nello spazio previsto dal Ministero delle Politiche Agricole, in linea con quanto sostenuto anche da Federdoc. Si tratta di un’occasione in più per far toccare con mano agli Stati membri, che non riconoscono il sistema delle Dop e Igp, l’importanza del Trattato di Lisbona e la qualità delle produzioni che si fregiano dell’indicazione geografica. Si prosegue dunque lungo la via della tutela internazionale del marchio Soave, forti del recente inserimento dello stesso tra i prodotti tutelati nell’accordo bilaterale Europa – Cina. “È doveroso per il nostro Consorzio – sottolinea il presidente Arturo Stocchetti essere presenti e attivi in un contesto come quello della WIPO, soprattutto oggi che le nostre aziende associate sono molto impegnate sul fronte della promozione estera. È un segnale importante di maturità e di attenzione che vogliamo dare”. Nel frattempo pare sempre più vicina la sottoscrizione dei nuovi accordi per il TLCUEM, il trattato commerciale tra Messico e Unione Europea. Nel quadro della modernizzazione dell’accordo, l’Europa ha chiesto alla controparte il riconoscimento di 332 prodotti Dop e Igp da tutelare. Nella lista compaiono 64 eccellenze italiane, e di queste 38 sono vini, tra cui il Soave. L’accordo rinnovato, se venisse ratificato, prevedrebbe una reciproca riduzione delle tariffe, il diretto accesso al mercato, la riduzione delle misure non tariffarie e il rispetto delle norme di origine per quella che potrebbe diventare la lista di eccellenze agroalimentari tutelate più corposa di sempre. L’eventuale sottoscrizione dei nuovi accordi di fatto aprirebbe corsie preferenziali non sono per gli scambi commerciali col paese centroamericano, ma di riflesso anche con gli Stati membri del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Venezuela, Bolivia, Cile, Perù, Colombia ed Ecuador).

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