
Dopo un avvio d'anno caratterizzato da una significativa contrazione, nel terzo trimestre del 2026 il settore vitivinicolo mostra segnali di progressiva stabilizzazione. È quanto emerge dall'analisi dei principali indicatori elaborati al 30 settembre attraverso la Business Intelligence di Valoritalia, sulla base dei dati relativi alle denominazioni e alle produzioni sottoposte a certificazione.
I numeri dell'imbottigliato
Tra gennaio e settembre 2026 i volumi imbottigliati si attestano a circa 9,86 milioni di ettolitri, con una diminuzione del 3,0% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 4,2% rispetto alla media triennio 2023-2025.
Il dato più significativo riguarda tuttavia la dinamica trimestrale. Dopo un primo trimestre chiuso con un preoccupante -7,7% sull'anno precedente, il secondo trimestre aveva già evidenziato un deciso rallentamento della flessione (-0,6%). Nel terzo trimestre il recupero si consolida, con volumi sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,3%). Particolarmente significativo il dato di settembre, che registra una crescita del 4,9% sullo stesso mese dell’anno precedente.
Tra tensioni di mercato e nuovi modelli di consumo
Il quadro resta tuttavia caratterizzato da elementi di notevole preoccupazione. Le tensioni geopolitiche, le politiche commerciali adottate dagli Stati Uniti e l'incertezza legata al regime tariffario continuano a condizionare le decisioni degli operatori, soprattutto sui mercati internazionali. A questi fattori congiunturali si affiancano dinamiche più strutturali, legate all'evoluzione dei modelli e delle occasioni di consumo nei principali mercati di esportazione.
Secondo l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, nel 2025 i consumi mondiali sono diminuiti del 2,7% e quelli dell'Unione europea del 3,1%, in un contesto nel quale fattori economici, tensioni commerciali e cambiamenti nelle abitudini dei consumatori continuano a sovrapporsi.
Sul fronte degli scambi commerciali, le analisi di Nomisma Wine Monitor evidenziano per i primi sette mesi dell’anno, una contrazione del -11% del valore delle importazioni di vino nei dodici principali mercati mondiali, con una contrazione particolarmente accentuata e un picco negativo negli Stati Uniti pari al -23%.
DOC e DOCG tornano a crescere nel terzo trimestre
L'analisi per categoria restituisce un quadro particolarmente articolato e rappresenta probabilmente uno degli elementi più interessanti dell'ultima rilevazione.
Nel terzo trimestre gli imbottigliamenti dei vini DOC crescono del 5,0% rispetto allo stesso periodo del 2025 e quelli dei DOCG del 4,9%. Prosegue invece la difficoltà degli IGT, che registrano una contrazione del 18,9%.
Il recupero registrato negli ultimi mesi consente a DOC e DOCG di riportare quasi in equilibrio anche il dato cumulato dei primi nove mesi: rispetto allo stesso periodo del 2025, i volumi imbottigliati risultano rispettivamente in diminuzione dello 0,5% e dello 0,2%. Più complessa rimane la situazione degli IGT, che nel periodo gennaio-settembre segnano una flessione del 13,0%.
Si delinea pertanto un mercato a velocità differenti, nel quale alla complessiva stabilizzazione dei volumi si accompagna una crescente divaricazione tra le diverse categorie.
Bianchi e spumanti trainano il recupero, ancora in difficoltà i rossi
Ancora più evidente è la differenziazione osservando le principali tipologie di prodotto. Nel terzo trimestre i vini bianchi fermi crescono del 6,7% e i bianchi spumanti del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I vini rossi registrano invece una flessione del 6,7%.
La dinamica del trimestre modifica significativamente anche il bilancio dei primi nove mesi. Nel periodo gennaio-settembre i bianchi fermi risultano in crescita dell'1,8% e gli spumanti bianchi dell'1,3%, mentre i rossi rimangono in territorio negativo, con una contrazione dell'8,8%. I dati sembrano quindi confermare una trasformazione nella composizione della domanda: la ripresa non interessa indistintamente tutte le produzioni, ma appare maggiormente sostenuta dai vini bianchi e, soprattutto nel trimestre, dagli spumanti, mentre permane una maggiore debolezza per i vini rossi.
Un andamento differenziato anche sul territorio
La dinamica territoriale presenta a sua volta differenze significative. Nei primi nove mesi gli imbottigliamenti diminuiscono del 4,7% nel Centro, del 4,1% nel Nord Est. Il Nord Ovest torna invece in territorio positivo (+1,4%), mentre il Sud registra un incremento del 26,7%, su volumi tuttavia molto più contenuti nel perimetro delle denominazioni certificate da Valoritalia.
La lettura territoriale deve essere rapportata alla distribuzione delle denominazioni certificate: i dati Valoritalia sono particolarmente rappresentativi delle regioni settentrionali, dove i volumi certificati dall'organismo superano lil 90% del totale dei vini a Denominazione di Origine.
Giacenze ancora elevate
Resta da monitorare con attenzione l'andamento delle giacenze. Al 31 luglio 2026, ultimo mese statisticamente confrontabile prima dell'accreditamento della nuova annata, risultano circa 15,96 milioni di ettolitri in giacenza, contro 13,67 milioni nello stesso periodo del 2025, con un incremento di circa il 16,8%.
Il dato rappresenta un elemento di attenzione per i prossimi mesi. La maggiore capacità di assorbimento evidenziata dagli imbottigliamenti nel terzo trimestre costituisce un segnale positivo, ma l'elevato livello delle scorte conferma la necessità di continuare a monitorare con attenzione l'equilibrio tra disponibilità di prodotto e andamento della domanda, anche in relazione all'ingresso della nuova vendemmia.
Segnali di stabilizzazione, ma il mercato procede a velocità diverse
“I dati del terzo trimestre rappresentano un segnale incoraggiante dopo le difficoltà registrate nella prima parte dell'anno. Non possiamo ancora parlare di una inversione strutturale della tendenza, ma la sostanziale stabilità degli imbottigliamenti e il ritorno alla crescita di DOC e DOCG indicano una capacità di reazione del settore che merita di essere sottolineata. Questo avviene, peraltro, in un contesto internazionale che rimane complesso, condizionato dalle tensioni geopolitiche, dall'incertezza commerciale e dall'evoluzione dei modelli di consumo”, commenta Francesco Liantonio, Presidente di Valoritalia. “I dati mostrano però anche con grande chiarezza che il mercato non si muove in maniera uniforme. Bianchi e spumanti presentano dinamiche significativamente migliori rispetto ai rossi, così come DOC e DOCG rispetto agli IGT. È proprio la possibilità di cogliere tempestivamente queste differenze uno dei principali valori della Business Intelligence di Valoritalia: trasformare i dati generati dall'attività di certificazione in uno strumento di conoscenza a disposizione delle imprese, dei Consorzi e dell'intera filiera”.
Nota metodologica
I dati sono elaborati attraverso la piattaforma di Business Intelligence di Valoritalia e riguardano le produzioni sottoposte all'attività di certificazione dell'organismo. Nel 2026 il perimetro comprende 219 denominazioni certificate.I dati complessivi relativi agli imbottigliamenti comprendono sia vini a Denominazione di Origine sia altre tipologie, mentre le elaborazioni per menzione sono riferite a DOC, DOCG e IGT. La rappresentatività territoriale è maggiore nelle regioni del Nord Italia.








