L’eurodeputato Giancarlo Scottà propone l’opuscolo “Riconoscersi a tavola”,

La contraffazione alimentare si combatte anche con l’informazione

Il falso Made in Italy genera disoccupazione

"Quella della contraffazione agroalimentare è una piaga che fa perdere al sistema italiano oltre 60 miliardi di euro di fatturato, soldi che potrebbero generare reddito e occupazione e invece mettono alla corda la nostra economia. Per fronteggiare questo problema non basta le repressione, dobbiamo coinvolgere i cittadini, informarli, renderli consapevoli delle proprie scelte di consumo". Giancarlo Scottà, europarlamentare della Lega Nord, si fa promotore di una campagna di sensibilizzazione sui temi della qualità e della sicurezza alimentare attraverso un opuscolo dal titolo Riconoscersi a tavola, che in questi giorni viene distribuito a molte famiglie del Nord Est. "Ogni giorno siamo assediati da casi di falsificazione di specialità italiane che noi tutti conosciamo e apprezziamo: dal Pandoro argentino al Salame veneto Made in Canada, dall’Asiago statunitense al Kressecco della Germania, dal kit per falsificare il Parmigiano Reggiano a quello per taroccare il Valpolicella. Contraffazioni che minano non solo i diritti dei consumatori, ma anche le basi di un sistema economico che vale il 17% del PIL italiano. Si stima, in particolare, che il falso Made in Italy ruba al nostro Paese circa 300mila posti di lavoro". "Questa pubblicazione ha il compito di aiutare il consumatore a fare degli acquisti consapevoli, fornendogli degli strumenti aggiornati alle direttive della nuova Politica Agicola Comune – spiega Scottà – La nuova PAC copre il 40% dell’intero bilancio dell’Unione Europea e fissa delle regole precise su come devono essere prodotti e commercializzati gli alimenti che acquistiamo. Ho cercato di trasmettere queste informazioni alle famiglie per permettere loro di usufruire di tutte le opportunità generate dal lavoro svolto in questi anni al Parlamento Europeo e comprendere tutti i vantaggi di scegliere consapevolmente ciò che mangiano". "All’interno dell’opuscolo – prosegue Scottà – affrontiamo quattro macroargomenti correlati tra loro, ovvero tutela ambientale, genuinità dei prodotti, sicurezza e qualità alimentare. Temi che hanno ispirato la gran parte dell’attività normativa europea in materia di agricoltura, ad esempio con le politiche per lo sviluppo rurale, che mettono in stretta relazione lavoro agricolo e tutela del paesaggio, oppure con il sostegno alle tipicità locali e la valorizzazione della stagionalità dei prodotti, obiettivi contemplati dalla PAC 2014-2020, o infine con le leggi sull’etichettatura e quelle del “Pacchetto qualità” del 2012, che salvaguardano rispettivamente la salute dei consumatori e le eccellenze agroalimentari".

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