Un'iniziativa della Strade del Soave

Gli scandinavi adottano filari di Garganega

Anche un norvegese tra le centinaia di persone che hanno aderito al progetto "Adotta una Garganega"

Galeotto fu un articolo di Kamille, settimanale femminile fra i più letti in Norvegia, che nel 2012 ha riportato la notizia, rimbalzata da un sito web all'altro, che all'azienda Corte Moschina di Roncà, nel territorio della Strada del vino Soave, si potevano adottare viti di Garganega a un modico prezzo. Letto, fatto. Da pochi mesi, Os Bendik, sessantenne che vive ad Oslo, in Norvegia, è diventato a tutti gli effetti viticoltore adottivo di Garganega, in compagnia di un centinaio di persone che, da tutto il nord Italia, hanno aderito all'iniziativa Adotta una Garganega, lanciata nell'aprile 2011 dalla Strada del vino Soave per promuovere il territorio del vino della Pedemontana dell'est veronese. Un patto d'adozione che si può sempre sottoscrivere. Il progetto dà la possibilità di adottare un minimo di 50 viti di Garganega al costo di 100 euro all'anno. In cambio, il viticoltore adottivo riceve un attestato con l'estratto del mappale della vigna di cui fanno parte le viti di Garganega adottate e 12 bottiglie di vino Soave Doc all'anno. Bottiglie, queste, che possono essere personalizzate nell'etichetta. "Pressoché tutti i viticoltori adottivi lo hanno fatto - racconta Paolo Menapace, presidente della Strada del vino Soave - c'è chi ha chiesto di riportare un verso poetico, chi una citazione legata al vino e chi una dedica alla persona amata". "Da quest'anno - continua Menapace - gli "adottanti" ricevono dalla Strada anche una speciale newsletter che spiega  la coltivazione della vite di Garganega nelle diverse stagioni, la lavorazione del vino e tutto ciò che riguarda la produzione, le persone e le terre del mondo del vino Soave". Alla scadenza del primo anno, il patto d'adozione può essere rinnovato e, dopo il secondo anno consecutivo d'adozione, il nome del vignaiolo adottivo viene affisso sul palo di testa del filare adottato, evento che molte aziende vitivinicole si apprestano a fare nel corso della prossima primavera. Accordandosi con la Strada e il produttore, il viticoltore adottivo può assistere a potatura e vendemmia, nonché ritirare le proprie bottiglie direttamente in cantina. Un'ottima occasione, questa, per incontrare i viticoltori e conoscere, anche dal punto di vista turistico, le terre del Soave. "Il signor Bendik ha ricevuto come regalo le viti in adozione e spero che possa venire il prossimo autunno a visitarci - spiega, a questo proposito, Patrizia Niero, una dei tre vicepresidenti della Strada del vino Soave e titolare, insieme alla famiglia, dell'azienda agricola in cui si trovano le vigne adottate dal vigneron norvegese. Insieme a Corte Moschina, sono 13 le aziende vitivinicole socie della Strada del vino Soave che hanno reso adottabili i filari di Garganega: Balestri Valda di Soave, Cantina di Soave (Borgo Rocca Sveva), Ca' Rugate di Montecchia di Crosara, Coffele di Soave, Collis Veneto Wine Group di Monteforte d'Alpone, Daniele Nardello di Monteforte d'Alpone, El Vegro di Monteforte d'Alpone, Franchetto Antonio di Roncà, I Stefanini di Monteforte d'Alpone, Sandro De Bruno di Montecchia di Crosara, T.E.S.S.A.R.I. di Monteforte d'Alpone, Vicentini Agostino di Colognola ai Colli.

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