Coldiretti lancia l'allarme

Con Doc fasulle a rischio l'export di vino italiano

Positiva la recente operazine di maxi-sequestro da parte dei Nas

L’Italia ha esportato nel 2012 vini a denominazione di origine (Doc/Docg) per un valore che per la prima volta, grazie all’aumento dell’8% ha superato i 2 miliardi di euro (2,086 miliardi,) che ora vengono messi a rischio dal danno di immagine provocato dalla truffa del falsi vini Doc esportati in Inghilterra, terzo mercato di sbocco dopo Usa e Germania. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la maxioperazione dei carabinieri del Nas che hanno arrestato 13 persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode, adulterazione di vino Doc e Igt, alla ricettazione di prodotti enologici e all'evasione fiscale sia in Italia che in Inghilterra. Si tratta di un pessimo modo per festeggiare i 50 anni dalla produzione della prima bottiglia di vino italiano Doc realizzata grazie al DPR 930 del 1963 che ha avviato un percorso di qualificazione che - sottolinea la Coldiretti - ha fatto diventare l’Italia il primo esportatore mondiale di vino.
Un primato che deve essere difeso a garanzia di un settore che nonostante la crisi ha realizzato nel 2012 un nuovo record del fatturato a 9 miliardi (+5%) e assicurato opportunità di lavoro a un milione e duecentocinquantamila italiani (+3%) impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto. L’Italia - conclude la Coldiretti - puo’ contare su un patrimonio di 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica (Igt) alle quali viene destinato oltre il 60% della produzione nazionale. (Fonte: Coldiretti)

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