Iniziata la vendemmia 2013, con due settimane di ritardo rispetto al 2012

Coldiretti: le prime stime vendemmiali si attestano a 42 milioni di ettolitri

+ 3% rispetto all'anno scorso

Con la premesse di un’ottima annata è iniziata la vendemmia in Italia con una produzione prevista attorno ai 42 milioni di ettolitri in aumento di circa il 3% rispetto allo scorso anno, quando era iniziata quasi due settimane prima, anche se saranno decisivi i prossimi giorni. E’ quanto emerge dalle stime preliminari della Coldiretti in occasione del distacco del primo grappolo di uva del 2013 avvenuto lo scorso 22 agosto nell’azienda agricola Castello di Cigognola (Pavia) nell’Oltrepo Pavese dove, insieme alla Franciacorta (Brescia), si raccolgono le uve bianche destinate alla produzioni di spumanti che tradizionalmente sanciscono l’avvio delle vendemmia in Italia. Si inizia con le uve Pinot e Chardonnay in un percorso che - sottolinea la Coldiretti - proseguirà a settembre ed ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e che si concluderà quest'anno addirittura a novembre con le uve  di Aglianico e Nebbiolo. In realtà, dopo anni,  per i tempi di vendemmia - spiega la Coldiretti - si è tornati alla normalità per effetto dell’andamento climatico, con temperature estive non eccessivamente elevate e con escursioni termiche che hanno favorito una ottima maturazione delle uve. Le previsioni saranno  progressivamente aggiornate perché molto dipenderà dalle prossime settimane, in cui si inizierà a raccogliere tutte le altre uve. Ma se non ci saranno sconvolgimenti si prevede una buona qualità, con la produzione che sarà destinata per oltre il 40% ai 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 59 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30% ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% a vini da tavola. La produzione di vini bianchi quest’anno dovrebbe superare leggermente quella dei rossi. Con l’inizio della vendemmia in Italia si attiva un motore economico che genera oltre 9 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che garantisce occupazione a 1,2 milioni di persone. La vendemmia 2013 coinvolgerà 650.000 ettari di vigne e oltre 250.000 aziende vitivinicole, dove quest’anno rispetto al passato con la crisi si prevede la presenza di un maggior numero di italiani rispetto agli extracomunitari, come confermano le richieste di lavoro. La ricaduta occupazionale riguarda in realtà sia le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia quelle impiegate in attività connesse e di servizio. Secondo una ricerca di Coldiretti, per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto settori di lavoro, dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie ecc. L’Italia con la vendemmia 2013 diventa il secondo produttore mondiale di vino dopo la Francia, in cui la produzione è stimata pari a 46 milioni di ettolitri, in aumento del’11% rispetto allo scorso anno. Al terzo posto tra i Paesi produttori si classifica la Spagna seguita dagli Stati Uniti e dalla Cina che è in forte crescita anche nei consumi. Sta infatti profondamento cambiando la geografia del vino nel mondo, con i consumi degli italiani che sono scesi nel 2012 al minimo storico dall’Unità d’Italia ad appena 22,6 milioni di ettolitri, rispetto ai 29 milioni di ettolitri bevuti negli Stati Uniti e ai 30,3 milioni di ettolitri della Francia, che detiene il primato mondiale, mentre in Cina sono stati versati ben 18 milioni di ettolitri. Nei primi sei mesi del 2013 i consumi delle famiglie italiane di vino e spumanti sono risultati in quantità in ulteriore calo del 2%, con il risultato che oltre la metà del fatturato che sarà realizzato dal vino della vendemmia 2013 sarà ottenuto dalle vendite realizzate sul mercato estero.

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