Uscire dalla crisi, opportunità e strumenti per il dopo Covid-19

Gli interventi video di Gennaro Giliberti su Distillazione di crisi, vendemmia verde, promozione sui mercati terzi e pegno rotativo

Waterhouse, Mencarelli, DASilva, Tesseidre, Giliberti e Cotarella collegati in streaming nel corso del webinar organizzato dall'Università di Pisa
La tavola rotonda virtuale “Uscire dalla crisi: le imprese vitivinicole e il COVID-19” organizzata dall’Università di Pisa per interrogarsi sul “dopo Covid-19” del settore ha coinvolto gli esperti internazionali, i rappresentanti delle istituzioni, i produttori e i dirigenti delle aziende vitivinicole piccole e grandi. Il risultato è stata una fotografia, ripresa da molti diversi punti di vista di una crisi globale che non ha precedenti nella storia recente.

In piena “fase 2”, come si può andare oltre la crisi?

L’Università di Pisa ha organizzato un incontro in diretta streaming per capire come si stiano attrezzando le aziende, non solo in Italia ma in tutto il mondo e per verificare quali strumenti gli saranno dati dalle istituzioni per sopravvivere nel dopo Covid.

Mettere dei cerotti o ripensare il settore?

Gianluca Brunori

«Se da una parte - affermato Gianluca Brunori dell’Università di Pisa le aziende chiedono interventi immediati per sostenere la mancanza di liquidità, non mancano le proposte per ripensare il settore, facendo leva sulla sostenibilità, sulla diversificazione, sulla cooperazione tra aziende e con il settore della ristorazione».

Una crisi globale

Dall’Australia, alla California, la Spagna, il Portogallo e la Francia, le preoccupazioni riportate dai titolari delle cattedre di enologia di tutto il mondo convergono; tutti i paesi produttori sono stati colpiti da una grave crisi delle vendite e delle esportazioni, aggravate dal calo delle presenze per i paesi con maggiore flusso turistico e dove il consumo era più legato alla ristorazione.

I consumi in tutto il mondo si sono spostati nei mesi scorsi verso le fasce di prezzo medio-basso della grande distribuzione e della spesa domestica e a essere più danneggiati nelle vendite sono stati i piccoli produttori di vini di qualità.

Una distillazione di crisi che sta stretta alla Francia

Per superare la crisi di liquidità nel breve termine e per la necessità di stabilizzazione dei prezzi i paesi Europei guardano tutti con interesse alla distillazione di crisi: «la sola Francia - riporta Pierre Louis Tesseidre dell’Università di Bordeaux -, avendo programmato un piano destinato alla distillazione di circa 1 milione di ettolitri ha ricevuto richieste per volumi fino a tre volte superiori».

Ma se Parigi piange, sicuramente e come sappiamo bene, Roma non ride.

Il digitale diventa una risorsa

I produttori italiani, anche quelli per natura più lontani dalle tecnologie digitali, hanno cercato tutti di rispondere alla crisi attivando i canali di comunicazione social per non perdere il contatto con il proprio pubblico, organizzando degustazioni e visite virtuali, e attivando canali di vendita online, gli unici a essere cresciuti durante il periodo del lockdown.

Strumenti ed esperienze nuove che non hanno inciso in modo sostanziale sulla perdita di fatturato ma che continueranno nella fase della ripresa a crescere e ad accompagnare i canali più tradizionali.

Lo stallo dell’Horeca internazionale

La realtà però è che le aziende, che a fronte di un calo sostanziale di fatturato e di una grave crisi di liquidità stanno sostenendo tutti i costi della produzione in vigneto e in cantina, sono in una situazione di stallo sui mercati italiani dell’HORECA e presso i distributori esteri, e per resistere e sopravvivere sono necessari interventi urgenti di breve e medio periodo.

E in alcuni casi oltre alle aziende più piccole prive di basi e riserve finanziarie alle spalle, a soffrire maggiormente sono paradossalmente i produttori che recentemente avevano investito di più in qualità e in innovazione, creando indotti interessanti per il turismo e l’agricoltura anche in territori emergenti.

Resilienza, rapidità di reazione ed efficienza

Renzo Cotarella

Renzo Cotarella, amministratore delegato di Marchesi Antinori, guarda alla situazione come a un punto di ripartenza dalla quale trarre alcuni insegnamenti.

«Da questa esperienza abbiamo imparato che i tempi di reazione devono essere più rapidi e che non possiamo mai dare niente per assodato: anche quando si pensa di aver raggiunto una situazione stabile dobbiamo pensare che ci possono essere delle variabili che non siamo in grado di controllare e continuare sempre a considerarci in una condizione di start up. E questo significa avere un approccio che sia molto legato all’efficienza, al risultato e alla realtà».

A essere resilienti, elastici e rapidi ci stanno provando i produttori in quanto in palio c’è la loro stessa sopravvivenza, ma ci dovranno riuscire anche le istituzioni alle quali è richiesto non solo di trovare le risorse per dare sostegno al settore ma anche di ridurre e accelerare gli iter burocratici per fare arrivare ossigeno alle imprese.

La cassetta degli attrezzi per superare la crisi

Gennaro Giliberti, dirigente per il settore delle produzioni agricole della Regione Toscana traccia un quadro completo delle iniziative messe in campo per superare i problemi più urgenti delle aziende vitivinicole, la riduzione del carico produttivo e degli stock e la mancanza di liquidità, così come quelli di medio periodo di sostegno agli investimenti.

«In Italia il governo sta cercando di introdurre un intervento straordinario di distillazione di crisi attingendo alle risorse della campagna 2020 ed eventualmente a una parte di quelle del 2021 del piano nazionale di sostegno OCM vino, per un totale massimo consentito dalla Comunità Europea di 50 milioni di Euro».

«Si parla di interventi che potranno arrivare a 25-30 € per ogni hl e che potrebbero portare a una riduzione dello stock a livello nazionale di qualche milione di ettolitro».

Distillazione solo per i generici

I prodotti destinabili alla distillazione di crisi sono tuttavia solo i vini generici, le cui superfici sono diversamente distribuite sul territorio, con alcune regioni come la Toscana che sono interessate solo limitatamente avendo in genere non più di 1.500 ha e una produzione di circa 85.000 hl di questi vini.

Riduzione volontaria della resa

Per i vini di qualità iscritti agli albi delle denominazioni di origine, che nella sola Toscana interessano invece circa 56-58.000 ha eligibili, la misura più interessante potrebbe essere quella della Riduzione volontaria della resa (impropriamente chiamata “Vendemmia verde parziale”), una riduzione del carico produttivo per la stagione in corso con un abbattimento della resa di almeno il 20% secondo meccanismi ancora da valutare che, si augura il dirigente toscano, potranno vedere un corretto coinvolgimento delle Regioni che dispongono delle necessarie banche dati sul potenziale viticolo e le denunce di produzione aggiornate. Per questa misura il DL Rilancio parla di una dotazione complessiva a livello nazionale di 100 milioni di Euro.

Lo stock come garanzia per i prestiti

«Un altro strumento - aggiunge Giliberti - è il “pegno rotativo” che il DL “Cura Italia” estende a tutte le produzioni a DOP e IGP italiane compresi i vini, con la possibilità per le imprese di utilizzare i loro stock di magazzino come garanzia per le banche per ottenere l’erogazione dei prestiti».

Sostegni temporanei di Stato

«Un ultimo strumento, offerto in questo caso dalla Commissione Europea, è la definizione di un Quadro temporaneo di sostegno, che dà ai Paesi membri la possibilità di supportare - con risorse proprie - le imprese agricole fino a un massimo di 100.000 € (120.000 € per quelle della pesca)».

Rispunta l’ipotesi Op

«Ma non bisogna dimenticare anche altri strumenti della politica agraria più tradizionali e fino ad oggi meno utilizzati dal settore vitivinicolo - ricorda Roberto Scalacci, direttore del settore Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Toscana -, come le possibilità di operare nell’ambito delle organizzazioni di produttori che permettono ampi margini di azione politica, commerciale ed economica, o gli interventi a sostegno della gestione del rischio e di stabilizzazione del reddito, fondi mutualistici e assicurazioni».

Uscire dalla crisi, opportunità e strumenti per il dopo Covid-19 - Ultima modifica: 2020-05-24T22:01:02+02:00 da Lorenzo Tosi

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