Il rischio di ripercussioni negative sul settore fertilizzanti italiano

Assofertilizzanti sul voto della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo

Limiti al cadmio irrealistici e insostenibili
Isolated blackboard with periodic table, Cadmium.

In merito alla votazione della Commissione Ambiente del Parlamento europeo sulla proposta del Nuovo Regolamento per il settore dei fertilizzanti, Assofertilizzanti-Federchimica tiene a sottolineare la sua preoccupazione per uno scenario che rischia di delinearsi critico per le Imprese italiane. Sebbene la relazione della Commissione Ambiente abbia recepito molti elementi positivi per le Imprese italiane, che sui terreni dell’innovazione, della sostenibilità e dell’economia circolare sono in vetta alla classifica europea, tutto questo potrebbe essere vanificato dall’approccio tenuto su alcuni elementi cruciali ovvero quelli legati alla definizione dei limiti sul cadmio e alla possibilità, negata, di sviluppare nuovi prodotti biostimolanti. I punti proposti dall’Onorevole Gardini, relatrice del Provvedimento in Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, rappresentavano un compromesso che, seppur di difficile attuazione, avrebbero permesso di salvaguardare alcune eccellenze delle produzioni di fertilizzanti in Italia. La rigida impostazione prospettata da alcuni Gruppi parlamentari in merito, invece, se approvata alla fine dell’iter decisionale, comporterebbe nel medio periodo importanti ricadute economiche e sociali nel nostro settore. Significherebbe in pratica mettere fuori mercato e nell’impossibilità di produrre molte piccole e medie imprese, non solo italiane, che rappresentano oggi realtà performanti e posti di lavoro nei territori dove operano. Questa impostazione è stata peraltro criticata da più parti e definita irragionevole, nonché tecnicamente insostenibile e scientificamente ingiustificata. Se dovesse verificarsi questo scenario, molte imprese nazionali rischierebbero di essere fortemente e gratuitamente penalizzate nei confronti di imprese estere, e di questo svantaggio competitivo potrebbero pagare le conseguenze anche i nostri agricoltori, che potrebbero perdere prodotti efficaci e ritrovarsi costretti a dover sopportare costi maggiori per sostenere la propria attività. Per proseguire nella direzione dell’eccellenza è necessario che le imprese siano lasciate nelle condizioni di poter continuare a operare; il lavoro negoziale che porterà alla definitiva stesura della normativa è ancora in corso e auspichiamo che già in assemblea plenaria il Parlamento europeo possa rettificare questa posizione ponendo obiettivi realistici e razionali.

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