Sostenibilità in vigneto: nuovi investimenti, spazio a sensori e droni

Con il decreto ministeriale 4 agosto 2026, n. 381401, il MASAF ha definito le disposizioni nazionali di attuazione dell’intervento previsto dal Reg. (UE) 2021/2115, dedicato agli investimenti materiali e immateriali finalizzati ad accrescere la sostenibilità della produzione vitivinicola

Con il decreto ministeriale 4 agosto 2026, n. 381401, il MASAF ha definito le disposizioni nazionali di attuazione dell’intervento previsto dall’articolo 58, paragrafo 1, lett. m), del Reg. (UE) 2021/2115, dedicato agli investimenti materiali e immateriali finalizzati ad accrescere la sostenibilità della produzione vitivinicola. La misura si applica a decorrere dalla campagna 2026/2027 e punta a sostenere investimenti direttamente collegati alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, al miglioramento della sostenibilità dei sistemi produttivi e alla riduzione dell’impatto ambientale.

La nuova disciplina va distinta dal precedente intervento nazionale sugli investimenti regolato dal DM 2 dicembre 2024, n. 635212, adottato in attuazione dell’articolo 58, paragrafo 1, lett. b), del Reg. (UE) 2021/2115: quest’ultimo riguardava principalmente investimenti in impianti di trattamento, infrastrutture vinicole e strutture e strumenti di commercializzazione, con finalità di competitività e di efficienza energetica. Nel testo del DM 2 dicembre 2024, n. 635212 non erano tuttavia espressamente richiamati gli acquisti di sensori e droni, elemento di particolare interesse nella formulazione del nuovo decreto.

Beneficiari, domande e intensità del sostegno

La platea dei beneficiari è direttamente collegata alla conduzione del vigneto. Possono richiedere l’aiuto:

  • gli imprenditori agricoli singoli e associati
  • le cooperative agricole che conducono propri vigneti
  • le società di persone e di capitali che esercitano attività agricola
  • le scuole pubbliche di vitivinicoltura che siano anche viticoltori

in regola con le dichiarazioni vitivinicole obbligatorie e con la normativa in materia di potenziale viticolo.

Per l’annualità 2026/2027 la domanda di aiuto deve essere presentata entro il 30 novembre 2026 e, a regime, il termine è fissato al 30 marzo di ogni anno. La graduatoria per la prima annualità dovrà essere definita entro il 19 febbraio 2027 (vedere tabella qui sotto).

Principali requisiti del decreto ministeriale 4 agosto 2026, n. 381401

Particolarmente significativo è il livello del sostegno: il contributo può arrivare fino all’80% dei costi di investimento ammissibili, ferma restando la facoltà delle Regioni di stabilire una percentuale inferiore con provvedimento motivato. Le spese sono ammissibili soltanto se avviate successivamente alla presentazione della domanda di aiuto.

Il confronto con il DM 2 dicembre 2024, n. 635212 evidenzia la specificità della nuova misura: nell’intervento ordinario sugli investimenti il livello massimo era, in via generale, del 40% per micro, piccole e medie imprese, elevabile al 50% nelle Regioni meno sviluppate, con percentuali inferiori per imprese intermedie e grandi imprese. Il nuovo strumento dedicato alla sostenibilità può invece arrivare all’80%, proprio in ragione della finalizzazione ambientale dell’investimento.

Non tutti gli interventi “sostenibili” sono automaticamente finanziabili

Un aspetto tecnico da non trascurare riguarda l’esatta delimitazione delle attività ammesse. L’articolo 58, paragrafo 1, lettera m), del Reg. (UE) 2021/2115 contempla sette grandi categorie di intervento:

  • gestione delle risorse idriche
  • conversione al biologico
  • produzione integrata
  • produzione di precisione o digitalizzata
  • conservazione del suolo e sequestro del carbonio
  • biodiversità e paesaggio
  • riduzione e gestione dei rifiuti.

Il decreto nazionale, tuttavia, richiama espressamente soltanto i punti i), iv), v), vi) e vii). Restano quindi comprese la gestione dell’acqua, le apparecchiature per la produzione di precisione e digitalizzata, gli interventi sul suolo e sul carbonio, quelli per biodiversità e paesaggio e quelli relativi ai rifiuti; non sono invece richiamati, nell’attuale formulazione del decreto, il punto ii), relativo alla conversione alla produzione biologica, e il punto iii), relativo all’introduzione di tecniche di produzione integrata.

Non si tratta inoltre di un contributo automatico all’acquisto di macchinari. La domanda deve contenere una relazione tecnica che dimostri ex ante il contributo positivo atteso dell’investimento rispetto a uno o più obiettivi ambientali, evidenziando gli effetti energetici e ambientali e la coerenza con la realtà produttiva dell’impresa. Una successiva circolare AGEA, d’intesa con le Regioni, dovrà stabilire la superficie vitata minima d’uso e definire puntualmente l’elenco degli investimenti ammissibili, potendo inoltre selezionare gli investimenti da finanziare, stabilire limiti di spesa e criteri di priorità.

Le nuove tecnologie ammissibili al sostegno

La novità di maggiore interesse operativo è contenuta nell’articolo 2, comma 6. Nell’ambito degli investimenti destinati ai metodi di produzione di precisione o digitalizzata, il decreto stabilisce espressamente che sono ammissibili al sostegno, a titolo esemplificativo, gli acquisti di sensori, droni e atomizzatori.

Il riferimento esplicito rappresenta un passaggio significativo rispetto al DM 2 dicembre 2024, n. 635212 e riconosce normativamente il ruolo crescente dell’agricoltura di precisione nella gestione del vigneto. Sensoristica aziendale e di campo, sistemi di rilevazione e tecnologie aeromobili possono concorrere al monitoraggio delle condizioni vegetative, idriche e microclimatiche, all’individuazione tempestiva delle criticità e a una gestione più mirata degli interventi agronomici.

La formulazione aperta del decreto è altrettanto importante: sensori, droni e atomizzatori non costituiscono necessariamente un elenco chiuso ma sono riportati nell’articolato a titolo esemplificativo. La concreta finanziabilità delle singole tecnologie dovrà tuttavia essere verificata alla luce della circolare AGEA e dei successivi provvedimenti regionali, che definiranno l’elenco operativo e le ulteriori condizioni. Il decreto apre quindi in modo netto alla digitalizzazione del vigneto, ma la fase attuativa sarà determinante per stabilire quali apparecchiature, caratteristiche tecniche e livelli di investimento potranno effettivamente beneficiare del contributo.

Sostenibilità in vigneto: nuovi investimenti, spazio a sensori e droni - Ultima modifica: 2026-08-19T12:37:24+02:00 da Redazione

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