Un'iniziativa con risvolti importanti per la ricerca e per il pubblico

Un vigneto a due passi da Piazza del Campo

Dalle ricerche storiche al recupero del patrimonio genetico

Nei giardini di Siena è nascosto un vigneto nel quale si sono conservate nei secoli antiche varietà e tecniche di coltivazione. Il progetto Senarum Vinea ha permesso di recuperare i vecchi vitigni della città e ha reso fruibile per il pubblico questo patrimonio culturale vivente. Senarum Vinea è un progetto multidisciplinare dell'Università di Siena e dell'Associazione Nazionale Città del Vino al quale hanno partecipato il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, il Dipartimento di Storia e il Dipartimento di Scienze Ambientali G. Sarfatti, insieme alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, alle amministrazioni comunale e provinciale senesi...

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(approfondimenti a cura dell'Autore)

Il percorso di enotrekking

Il percorso porta il turista a scoprire aspetti e luoghi che restano fuori dalle mete dei flussi più usuali del turismo della città del Palio, ma fornisce anche agli stessi senesi la possibilità di recuperare un pezzo della loro storia. “Il primo lancio e collaudo del percorso è stato fatto in occasione della Notte Europea dei Ricercatori, il 27 settembre 2013, alla quale l'Ateneo ha partecipato con una serie di iniziative tra le quali la presentazione di Senarum Vinea”, racconta Myriam Giannace dell'Associazione Città del Vino e coordinatrice del progetto. “In quell'occasione abbiamo avuto un'affluenza inaspettata, con un gruppo di 34 persone molte delle quali senesi. Nessuno era a conoscenza di questi aspetti molto particolari che riguardano la città di Siena. La lettura delle opere d'arte nell'ottica del recupero dei segni del passato, o la visita a clausure di conventi che hanno conservato nei secoli del materiale vegetale unico, hanno inciso molto nell'immaginario dei visitatori, risvegliando in un certo modo anche il senso di appartenenza alla città e la necessità di conservare una memoria storica, che passa anche attraverso la tutela del paesaggio. Si tratta di una sorta di bene immateriale di tradizione e cultura del quale la città si può riappropriare rendendolo una risorsa”.

I vigneti urbani, un patrimonio culturale intangibile

Quello che è successo a molti orti, giardini e campi che vediamo spesso sorprendentemente circondati all'interno di case e palazzi è stato il destino nei secoli anche dei vigneti che, conservati all'interno degli horti conclusi dei conventi o nei giardini dei palazzi o anche in alcuni poderi di periferia, sono rimasti a conservare la testimonianza del loro passato rurale. In Italia ci sono vigne urbane ad Aosta, a Torino, a Brescia e recentemente sono state oggetto di studio e di recupero quelle delle isole della laguna di Venezia con l'uva Dorona dell'isola di Venissa. Famosi sono il vigneto urbano di Parigi a Montmartre o i molti piccoli appezzamenti delle città di Vienna e di Friburgo. Il progetto Senarum Vinea è stato selezionato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali tra i primi dieci progetti proposti per la partecipazione italiana al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2012-2013 ed è stato inserito nei percorsi promossi da Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne en Europe nell'ambito del Programma degli Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa. Il progetto si inserisce nelle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale intangibile senese che concorrono alla candidatura della città a Capitale Europea della Cultura 2019.

Vinum e Archeovinum: il vino degli Etruschi

Il metodo di lavoro, con la sua interdisciplinarietà, prende vita da un altro progetto di studio della vite nell'archeologia, il progetto Vinum, avviato nel 2004. L'obiettivo era quello di studiare, censire e caratterizzare geneticamente le popolazioni di Vitis silvestris, che si trovano abbondanti nei pressi dei siti archeologici in tutto l'areale dell'antica Etruria. “Il progetto che ha integrato l'archeologia, la botanica e la genetica ha permesso di osservare che molte delle viti selvatiche rinvenute presentano segni di antica domesticazione”, spiega Andrea Ciacci. In una delle aree di maggiore interesse identificate nel progetto Vinum, l'area archeologica di Ghiaccio Forte, nei pressi di Scansano (GR), è nato un secondo progetto, il progetto Archeovino, che prevede la nascita di un Parco tematico della vitivinicoltura antica con la ricostruzione di un contesto produttivo di epoca etrusca, a partire da impianti vitati con varietà di Vitis silvestris individuate in loco e caratterizzate geneticamente, fino alla nascita del vino degli Etruschi.  

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