Il mondo del vino piange la scomparsa di Carlo Petrini

Le attestazioni di stima per il suo operato a favore di una produzione sostenibile di cibo e vino

Si è spento il 21 maggio 2026, all’età di 76, anni Carlo Petrini, “Carlin”, fondatore di Slow Food e strenuo difensore e promotore della produzione di cibo e vino sostenibili. Era nato a Bra (CN). Unanime il cordoglio da parte del mondo del vino.

Babini (FIVI): “La sua visione al centro della nascita della FIVI”

“Il contributo che Carlo Petrini ha dato al mondo del vino e in generale all’agricoltura, in Italia e nel mondo, è inestimabile: la sua visione, la sua volontà di mettere la terra al centro, la sua continua tensione a fare rete e a unire le forze sono alla base della nascita stessa di FIVI”. Rita Babini, Vignaiola e Presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, ricorda così Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e instancabile promotore di una filosofia contadina sempre proiettata al futuro dell’umanità e del Pianeta.

“Pochi anni fa, in occasione del quindicesimo anniversario della fondazione di FIVI, Carlo ci mandò un messaggio che rappresenta quasi un manifesto sul quale orientare il nostro futuro: ci disse che, oggi più che mai, davanti alle grandi sfide che il sistema vitivinicolo deve affrontare, è necessario implementare anche all’interno delle organizzazioni una filosofia di comunità, i cui concetti fondamentali sono collaborazione e condivisione. Aiuto, supporto, reciproca attenzione possono superare le logiche della competizione. Questo chiede la Terra Madre, ci disse. Vogliamo vivere questo suo appello come un’eredità da realizzare ogni giorno all’interno di FIVI e da promuovere nella filiera del vino”.

Mazzetti (Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP): “Il cibo come strumento di cultura e comunità”

Petrini ha trasformato il cibo in narrazione culturale, sottolineando l’importanza della sostenibilità, della biodiversità e della responsabilità verso le comunità e i territori. La sua opera ha ispirato produttori e consumatori a guardare oltre il gusto, riconoscendo il valore sociale e identitario delle tradizioni gastronomiche.

“Carlo Petrini ha reso il cibo uno strumento di cultura e comunità - afferma Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP -. Il suo impegno nel valorizzare le radici dei prodotti italiani e nel tutelare le filiere locali ha contribuito ad ispirare l'attuale sistema di Indicazioni Geografiche di cui l'Italia va fiera, e risuona profondamente con la nostra missione: proteggere, promuovere e raccontare l’Aceto Balsamico di Modena IGP come simbolo di eccellenza, identità e sostenibilità.”

Il Consorzio si unisce al cordoglio per un personaggio emblematico, la cui eredità continuerà a guidare chi crede nella centralità del territorio, delle persone e dei saperi tradizionali come patrimonio comune.

Radica (Città del Vino): la collaborazione con Città del Vino

“A nome dell’Associazione Nazionale Città del Vino esprimo le più sentite condoglianze per la scomparsa di Carlo Petrini. Una personalità di rilievo, in grado attraverso la sua visione e la sua geniale concretezza di imprimere un segno profondo nel nostro mondo, quello dell’agroalimentare”: lo dichiara Angelo Radica, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, di cui fanno parte oltre 500 comuni a vocazione vitivinicola.

Radica prosegue: “Quello che oggi è e anche rappresenta Slow Food, la sua iniziativa più celebre, tanto da identificarsi in Petrini, parla da solo. Abbiamo avuto il piacere e l’onore di collaborare con lui: agli inizi degli anni Duemila, Carlo Petrini e Città del Vino hanno unito le forze per realizzare progetti volti a mappare le eccellenze dei comuni vitivinicoli italiani, come la storica ‘Guida delle Città del Vino’ redatta da Petrini insieme al giornalista Guido Stecchi. Questa sinergia ha permesso di unire le schede tecniche del vino al racconto narrativo, antropologico e turistico dei borghi di produzione”.

Prandini (Coldiretti): il valore del cibo non solo come prodotto, ma come simbolo di cultura

La scomparsa di Carlo Petrini rappresenta una perdita per l’Italia, per il mondo agricolo e per tutti coloro che, come Coldiretti, hanno dedicato la propria vita alla difesa del cibo, della biodiversità e delle comunità locali. Con lui se ne va una figura che, con passione , ha saputo parlare in maniera trasversale di alimentazione, territorio e identità.
A nome di tutta Coldiretti, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il presidente Ettore Prandini esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, a Slow Food e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un percorso straordinario.

"Ci siamo confrontati negli anni per dare dignità al lavoro dei contadini e creare una relazione profonda tra cittadini e agricoltori, partendo dal rispetto della terra e delle persone", dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

"Insieme a Carlo Petrini abbiamo spesso portato al centro del dibattito pubblico il valore del cibo non solo come prodotto, ma come simbolo di cultura. Ha saputo costruire un pensiero che ha lasciato un segno" dichiara il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.

Pur partendo da sensibilità e approcci a volte differenti, e anche da confronti talvolta intensi su temi importanti per il mondo agricolo, non è mai venuto meno il rispetto per una personalità che ha dedicato l’intera vita a una visione forte e coerente, mettendo al centro la biodiversità, le tradizioni e il valore delle comunità rurali, spiega Coldiretti.

In un tempo in cui il cibo è tornato al centro delle grandi questioni globali - dalla salute alla sostenibilità, fino alle tensioni geopolitiche - il suo impegno resta una testimonianza importante del valore strategico dell’agricoltura e della terra.

Ricagno (Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti): a noi responsabilità di portare avanti la sua testimonianza

“A nome del CDA del Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti e di tutta la filiera esprimo il cordoglio per la perdita di Carlin Petrini. Il fondatore di Slow Food, di Terra Madre e dell’Università di Pollenzo, ma anche di tante altre iniziative di divulgazione e promozione della cultura etica e sostenibile del cibo e del vino, insieme al rispetto e alla tutela dei paesaggi e dell’ambiente naturale, è stato per tutti noi non solo un esempio, ma anche una fonte di ispirazione, una voce che ci ha parlato della bellezza che avevamo sotto gli occhi e che non sempre riusciamo a cogliere”. Così il presidente del Consorzio Asti Docg Stefano Ricagno ricorda Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food scomparso ieri sera.

“Carlin Petrini è stato allo stesso tempo un maestro e un allievo: un maestro nel ricordarci le cose più importanti, le tradizioni che devono essere collegate alla consapevolezza del presente e a una necessaria visione del futuro; e un allievo nella voglia di comprendere le nuove esigenze, le giovani generazioni, l’afflato di un’umanità in cerca di una dimensione nuova, più giusta e di rispetto della nostra “Terra Madre”. Oggi abbiamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, il compito di portare avanti i suoi insegnamenti e le sue testimonianze. Grazie Carlin”.

Il mondo del vino piange la scomparsa di Carlo Petrini - Ultima modifica: 2026-05-22T16:27:37+02:00 da Redazione

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