Un Premio di pittura per giovani talenti internazionali alle prese con le ricchezze e le contraddizioni del Chianti Classico

Arte e Vino, artefici e testimoni dell’affermazione della Toscana nel mondo

Punti di forza e criticità del Chianti Classico analizzati attraverso il racconto dei suoi più grandi comunicatori

La Famiglia Zingarelli ha varato la 3a edizione del Premio Internazionale di Pittura Zingarelli- Rocca delle Macìe. Il tema del premio, Silenziosi Racconti, è stato lanciato durante un Convegno nel quale l’Arte, il Vino e il Turismo sono stati analizzati in quanto testimonial del successo della Toscana nel mondo. Nel Convegno, istituito anche per fornire elementi di riflessione ai giovani artisti che partecipano al Premio, la Storica dell’Arte Daria Filardo ha parlato dell’Arte come prima forma di comunicazione e “luogo nel quale la storia si condensa e si offre in un unico sguardo”, “un’esperienza necessaria per l’uomo in tutti i secoli perché costituisce il nostro senso di appartenenza, ci radica”. Anche il Gallo Nero, ribatte Daniele Cernilli, è un’immagine visiva che racconta, evoca e rappresenta. Il Gallo Nero è il simbolo del Chianti Classico - un vino e un territorio - raccoglie sotto le sue ali la parte produttiva di questo territorio e ne condensa la componente emotiva. “È un marchio che ha portato nel mondo, con fierezza, l’immagine di una parte della Toscana” concetto che ha lanciato come suggestione ai giovani artisti. Ma non ha perso l’occasione per evidenziare un elemento di criticità nella denominazione del Chianti Classico: troppo poco chiara la differenza con il Chianti, che se fa confusione in Italia, è sicuramente incomprensibile all’estero. L’auspicio, per Cernilli, è che continui l’impegno del Consorzio del Chianti Classico per fare maggiore chiarezza in termini di comunicazione. Il vino continua ad essere, sarà sempre di più, un grande ambasciatore del territorio. Lo stesso territorio toscano che, interviene Donatella Cinelli Colombini attenta e propositiva guardiana del comparto turistico generato dal vino e fondatrice del Movimento per il turismo del vino, “prima degli anni ’70 era in uno stato di forte degrado”. Da allora è partito un movimento di forte recupero. I turisti hanno risposto ai richiami inviati dall’Arte e dal Vino ma con esigenze che non sempre coincidono con l’offerta originale. E per soddisfarli si rischia di snaturare il paesaggio iniziale. Ma i luoghi veri del territorio toscano “sono quelli produttivi, quelli che tutelano i terreni e il paesaggio, sono le cantine che rispettano la natura, che ne curano la manutenzione”. “E per fortuna il nostro territorio ha dei custodi implacabili, gli agricoltori e soprattutto i vignaioli. Persone che hanno a cuore l'integrità dei luoghi perché sanno bene quanto essa sia importante per il successo e l'immagine del loro vino. Fra gli elementi simbolici che compongano due/terzi del valore percepito della bottiglia di vino, c'è il territorio di origine. Quando tale territorio è un capolavoro come nel caso del Chianti Classico, i produttori sono i primi a volerlo salvaguardare”. Poi i giovani artisti presenti al Convegno sono stati portati in visita nel Chianti Classico, tra i suoi paesaggi e i musei a Castellina, Gaiole, Volpaia fino al Castello di Brolio, e a loro sono stati fatti i migliori auguri per il Premio “nato dalla passione per l’arte di fare il vino e dalla volontà di trasmettere i nostri valori e la cultura della nostra terra” ha chiuso Sergio Zingarelli, patron di Rocca delle Macie.

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