Produzione storicamente bassa e consumo ben orientato

Oiv: i principali trend mondiali del settore vitivinicolo nel 2017

Prosegue l'internazionalizzazione degli scambi

Il direttore generale dell'OIV, Jean-Marie Aurand, ha presentato il 24 aprile 2018 presso la sede dell'Organizzazione a Parigi alcune informazioni sul potenziale produttivo viticolo, il bilancio del raccolto e la situazione del mercato e degli scambi internazionali nel 2017.

Dal 2008, stabilizzazione del vigneto mondiale a 7,6 Mio ha
Con riferimento alle superfici vitate destinate alla alla produzione di uva da vino, uva da tavola o uva passa, già in produzione o non ancora in produzione, nel 2017 si riduce il ritmo di crescita del vigneto cinese (+6 mha), mentre diminuisce la dimensione dei vigneti turco (-20 mha) e spagnolo (-8 mha). In Europa, il solo vigneto in crescita è quello italiano (+5 mha). La Spagna rimane saldamente in testa per quanto riguarda le superfici coltivate, con circa 1 Mio ha di vigneti, davanti alla Cina (0,87 Mio ha) e alla Francia (0,79 Mio ha).

Produzione mondiale di vino storicamente bassa
La produzione mondiale di vino (esclusi succhi e mosti) nel 2017 cade a 250 Mio hl, segnando un calo del 8,6% rispetto al 2016.
L'Italia (42,5 Mio hl) si conferma primo produttore mondiale, seguita dalla Francia (36,7 Mio hl) e dalla Spagna (32,1 Mio hl). Il livello di produzione rimane alto negli Stati Uniti d'America (23,3 Mio hl) e in Australia (13,7 Mio hl).
In America del Sud, dopo una vendemmia 2016 fortemente segnata dall'influenza de El Niño, le produzioni vinicole si sono evolute in modi differenti. Mentre in Argentina (11,8 Mio hl) e in Brasile (3,4 Mio hl) si è registrata una crescita rispetto al 2016, tornando a livelli di
produzione medi, la produzione cilena è in calo per il secondo anno consecutivo, attestandosi a 9,5 Mio hl.
Il livello di produzione del Sud Africa si stabilizza a 10,8 Mio hl, ossia in crescita del 2,6%
rispetto al 2016.

Il consumo mondiale di vino è stabile a 243 Mio hl
Il consumo di vino del 2017 è stimato in 243 Mio hl, in leggera crescita rispetto all'anno
precedente. Dopo la flessione dovuta alla crisi economica del 2008/2009, il consumo mondiale di vino ritrova un'evoluzione positiva. Questa tendenza alla crescita si osserva dal 2014.
Con 32,6 Mio hl di vino consumati nel 2017, gli USA confermano la posizione di 1º
consumatore mondiale, detenuta dal 2011, seguiti da Francia (27 Mio hl), Italia (22,6 Mio hl), Germania (20,2 Mio hl) e Cina (17,9 Mio hl).
Il calo del consumo nei paesi storicamente consumatori (Francia, Italia e Spagna) sembra
essersi stabilizzato, mentre il consumo negli Stati Uniti d'America, in Cina e in Australia
continua a crescere.

Commercio internazionale: aumento del volume e del valore
Nel 2017, il commercio mondiale di vino è aumentato in termini di volume (+3,4%, 108 Mio hl), e ha continuato a crescere in termini di valore, attestandosi a 30 Mrd EUR (+4,8% rispetto al 2016). L'entità di questi scambi è stata sospinta in particolare dalla crescita delle
esportazioni dei vini spumanti (+11,2% in volume e +8,9% in valore rispetto al 2016). Queste cifre confermano la crescente internazionalizzazione del mercato del vino.

Prime stime dei raccolti 2018 nell'emisfero australe
Il livello di produzione nell'emisfero sud rimane stabile nel 2017 (52,7 Mio hl, Paesi considerati: Sud Africa, Argentina, Brasile, Cile, Uruguay, Australia, Nuova Zelanda). Questa apparente stabilità è il risultato di evoluzioni diverse: sebbene le previsioni per Argentina, Cile, Nuova Zelanda e Uruguay siano positive, la produzione di vino 2018 in Sud Africa (fortemente influenzata dalla siccità), in Australia e in Brasile sarà inferiore rispetto al 2017.

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