Evoluzione, promozione e protezione

L'Istituto Nazionale Grappa traccia il profilo del distillato di bandiera

Elvio Bonollo: "Prima di promuovere dobbiamo aver posto solide basi di tutela"

Un prodotto in continua evoluzione frutto di una tradizione tramandata da generazioni, una efficace promozione sui mercati esteri, ma non prima di aver posto solide basi per la tutela della denominazione: questi i tre punti principali dell'intervento di Elvio Bonollo (nella foto), Presidente dell'Istituto Nazionale Grappa, all'appuntamento con Sua Eccellenza Grappa, tenutosi il 23 novembre 2013 a Roma al Teatro della Cucina alla Città del Gusto del Gambero Rosso, all'interno della più ampia manifestazione Sua Eccellenza Italia, una tre giorni dedicata ai prodotti italiani di qualità che ha visto protagonisti, tra gli altri, anche il curatore della Guida Vini Gambero Rosso Marco Sabellico e il giornalista enogastronomico Fabio Turchetti che ha condotto le degustazioni. “Il settore della grappa – ha esordito Bonollo - è fatto da aziende familiari con storie diverse, ma accomunate da un duro lavoro che nel corso di generazioni è riuscito a trasmettere una cultura, una tradizione ed una passione tutta italiana, quella del far grappa con l’intento di perfezionarne sempre più le caratteristiche sensoriali. Da trent'anni a questa parte abbiamo assistito ad un’evoluzione importante della nostra acquavite di bandiera: oggi non si parla più di grappa, ma di grappe. Giovani, invecchiate, monovarietali o plurivarietali che sempre più spesso, grazie alla maestria di chi sa distillare la vinaccia, si trasformano in veri e propri capolavori da centellinare”. Storie di uomini e territori si raccontano dunque in ogni goccia e proprio perché frutto di una artigianalità che la rende unica e originale in ogni sua interpretazione, è fondamentale proteggerla: “Da molti anni - ha ripreso il Presidente di ING - perseguiamo con vigore la protezione della denominazione Grappa e l'essere divenuta dal 2008 una Indicazione Geografica, protetta a livello comunitario è un passo importantissimo, che ci garantisce la possibilità di proteggerci dalle contraffazioni ed imitazioni, e che impone ai produttori legittimati di riunirsi in gruppo, per svolgere le necessarie azioni di tutela e promozione del prodotto”. In particolare, un aspetto importante e condiviso è la battaglia per il riconoscimento dell’obbligo di imbottigliamento in zona dell’IG Grappa. “La maggior parte del prodotto viene consumata sul mercato interno – ha aggiunto Bonollo – e pochi altri paesi europei. Altrove, c'è ancora molto da fare: ci sono in sostanza molte nicchie interessanti, in gran parte da scoprire, ma non essendo la grappa un prodotto semplice da capire al primo assaggio va spiegato e in questo frangente la promozione sui mercati internazionali è importante, ma ha senso solamente a due condizioni: se si sono create prima le condizioni di tutela, e se la promozione viene fatta a livello corale. Gli sforzi dell’ Istituto Nazionale Grappa andranno nella direzione della promozione anche sui mercati internazionali, ma prima di promuovere dobbiamo aver posto solide basi di tutela. E l’imbottigliamento in Italia è un fattore determinante in quest’ambito”. 

L'Istituto Nazionale Grappa traccia il profilo del distillato di bandiera - Ultima modifica: 2013-11-24T10:08:33+00:00 da Redazione

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