Il Libano inaugura l’Istituto Nazionale della Vite e del vino e sbarca in Brasile

A oltre 12 anni dal varo di una legge che disciplina il settore vitivinicolo libanese, l'Istituto Nazionale della Vite e del Vino Libanese è finalmente stato inaugurato lo scorso 24 maggio 2013 a Beirut, presso la sede del Ministero libanese dell’Agricoltura. La nascita dell'INVV è stata celebrata alla presenza del Direttore Generale del Ministero delle Politiche Agricole, Louis Lahoud, e di figure chiave del settore vitienologico libanese, tra cui il presidente dell’Unione Libanese Vini, Serge Hochar. "Lo Stato libanese sostiene realmente il settore vitivinicolo nazionale ‒ ha affermato uno dei titolari della cantina Masaya, Sami Ghosn ‒ e cito per esempio l'organizzazione della Giornata dei Vini Libanesi in Francia, che ha avuto luogo il 14 maggio a Parigi. La creazione di questo Istituto, che finalmente consentirà una migliore supervisione e il controllo di qualità della produzione, è per me un nuovo inizio per l'industria del vino libanese". Nel dettaglio, INVV è un'autorità di controllo indipendente il cui scopo è quello di organizzare e regolamentare il settore vitivinicolo, facilitando le relazioni con le organizzazioni estere, come l'OIV, il finanziamento della ricerca ecc. L'industria del vino libanese non è mai stata così dinamica come nella fase attuale: il numero di produttori è in costante crescita, le fiere vedono record di presenze e le iniziative all'estero sono in aumento. Al momento ci sono circa quaranta produttori, ma più di una dozzina di nuovi attori si stanno preparando a fare la loro comparsa sul mercato nei prossimi anni. Louis Lahoud ha rivelato in occasione del lancio dell’INVV "che il Libano è pronto a ripetere l'esperienza di successo della Giornata dei Vini Libanesi in Francia. La nuova destinazione sarà il prossimo anno São Paulo in Brasile, dove vivono circa 10 milioni di immigrati di origine libanese”. "Il piano è geniale ‒ ha affermato Sami Ghosn ‒ e il potenziale è enorme. Ma, dato che i dazi brasiliani sono proibitivi, questo progetto non avrà successo se il Libano non negozierà un accordo bilaterale di riduzione di tali dazi”. (Fonte: L’Orient-Le Jour, 25 Maggio 2013) La notizia relativa alla Giornata dei Vini Libanesi a Parigi è riportata anche sul sito dell’OIV, con data 15 maggio 2013: “Ventinove produttori di vino libanese si sono riuniti a Parigi in occasione della prima edizione della Giornata dei vini libanesi in Francia. Federico Castellucci, direttore generale dell'OIV, si è complimentato durante la conferenza stampa, per gli sforzi del Libano volti alla promozione della cultura vitivinicola nel mondo”. E ancora: “I terreni libanesi sono particolarmente favorevoli alla coltura della vite e la coltivazione di queste terre è tra le più antiche. Il clima tipicamente mediterraneo favorisce la maturazione ottimale dell'uva. (…) I vitigni dominanti sono soprattutto francesi: Cabernet-sauvignon, Cinsault, Grenache, Merlot... Il Syrah rappresenta il 20% del vigneto. Il Libano produce principalmente grandi vini rossi (75%)”.

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