Dalle cantine italiane ai bicchieri di tutto il mondo con UPS

Lo scenario italiano mostra un calo strutturale dei consumi di vino, spingendo i produttori a trovare nuovi mercati, anche molto lontani. Il trend dei produttori vitivinicoli corrisponde a raggiungere un numero sempre maggiore di clienti in tutto il mondo e trarre profitto da un mercato internazionale in forte espansione. In questa direzione il servizio di delivery ricopre un ruolo chiave. Lo sa bene UPS, azienda per cui uno dei segmenti focus è proprio il trasporto del vino.

I consumi italiani del vino sono in calo strutturale, registrando una diminuzione del 2,3% dal 2008 al 2018. Le abitudini di consumo stanno cambiando; per l’87% sono rappresentate da vini fermi e si sta sempre più prediligendo la qualità alla quantità, con un conseguente spostamento in alto dell’asticella del valore, ma in basso quella dei volumi. In questo contesto, l’export è visto come volano di crescita, un’opportunità che l’Italia sta cogliendo a pieno. I dati parlano chiaro: la nostra nazione è prima in Europa per crescita delle esportazioni 2018 rispetto all’anno precedente con un incremento del 3,3%.

Gli scambi internazionali sono trainati dagli spumanti, che hanno raggiunto una crescita del +11.2% nel 2018, mentre i fermi, con una quota del 71%, continuano a rappresentare la base dei consumi esteri.

Dove esportare

Gli USA rappresentano il primo mercato di destinazione del vino italiano imbottigliato, assorbendo il 25% dell'export totale per un valore che nel 2018 ha toccato 1,32 miliardi di dollari. Nelle vendite prevalgono i vini fermi, con una percentuale pari al 75% del totale, anche se i vini frizzanti sono la componente più dinamica, in crescita del 13% nel 2018 rispetto al 2017. Sul podio, dietro agli Stati Uniti ci sono il Regno Unito con il 15% e la Germania con il 14%. I primi 10 Paesi nella classifica, quindi Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Svizzera, Giappone, Svezia, Francia, Paesi Bassi e Danimarca rappresentano il 79% del fatturato totale delle esportazioni di vino italiano imbottigliato.

Un tema attuale per cui si auspica maggiore attenzione governativa è la semplificazione del commercio con questi Paesi. Sviluppi positivi in questo senso li hanno avuti Canada e Giappone. In queste nazioni sono stati attivati accordi di libero scambio delle merci, una situazione che agevola di certo l’export di vino. Infatti, anche grazie al JEFTA, Japan-Europe Free Trade Agreement, il Giappone, che in valori assoluti è il terzo importatore mondiale di vino imbottigliato, per l’Italia rappresenta il primo mercato asiatico e il sesto mercato mondiale, a cui esporta per il 72% vini fermi, pari a un valore di 145 milioni di euro nel 2018.

Il Canada, il cui export per l’Italia è pari a 330 milioni di euro, rappresenta per l’Italia il quarto mercato fuori UE e il quinto mondiale, e beneficia del CETA, Comprehensive Economic Trade Agreement grazie al quale – come per il JEFTA - per le merci con requisiti di origine certificati, tra cui il vino, c’è un abbattimento pressoché totale dei dazi.

Servizi di consegna specifici per il vino

L’export, insieme all’e-commerce e all’enoturismo, costituiscono per piccoli produttori locali di vini di elevata qualità l’opportunità di raggiungere un numero maggiore di clienti in tutto il mondo per trarre profitto da un mercato internazionale in espansione. E per poterlo fare con successo gioca un ruolo chiave il servizio di trasporto e consegna grazie a una buona partnership che può in concreto aiutare ad ampliare il business delle cantine italiane in tutto il mondo.

In merito a questa tematica sta facendo tanto, per esempio, UPS che ha gettato luce sulle difficoltà che talvolta si incontrano con i clienti internazionali e sulla convenienza di ottimizzare tempi e margini eliminando il passaggio del fermo della distribuzione. «Proprio per rispondere a pieno allo scenario di un mercato del vino proiettato sempre di più verso l’export, UPS - ha spiegato Lotta Vikman, Retail Segment Marketing Manager UPS - ha messo in campo un insieme di tecnologie e di opzioni di servizi che consentono all’industria del vino di espandersi verso nuovi mercati, aumentare i ricavi e contenere i costi. I mittenti hanno oggi la possibilità di snellire le procedure di spedizione, risparmiando tempo prezioso, e di fornire in tempo reale il numero di ricerca e la notifica di spedizione al fine di garantire una consegna puntuale in grado di soddisfare le aspettative del cliente. Inoltre, le spedizioni internazionali ottimizzate e sostenibili, grazie all’eliminazione dei documenti cartacei, contribuiscono a snellire le operazioni di sdoganamento: UPS Paperless® Invoice promuove la sostenibilità e contribuisce a semplificare la modulistica necessaria, evitando di dover inoltrare, all’atto di ingresso della merce, una copia cartacea della fattura commerciale dell’acquirente/ venditore effettivo».

La manager di UPS ha inoltre spiegato come l’utilizzo dei canali digitali per promuovere e vendere il vino italiano sia la chiave per raggiungere quei Paesi con una domanda crescente di beni di lusso. «È qui che entra in campo UPS che è in grado di supportare le piccole aziende vinicole che potrebbero non avere internamente le risorse e le competenze per andare sulle piazze internazionali».

Enoturismo e e-commerce

Un importante volano dell’export è rappresentato dall’enoturismo italiano, che registra una presenza di 12 milioni di persone ogni anno e 2,5 miliardi di euro generati. Questo trend porta a una crescita da parte dei privati della domanda di servizi pratici e affidabili per ricevere direttamente a casa propria il vino degustato in vacanza. «Proprio per tale segmento - ha spiegato con orgoglio Lotta Vikman - abbiamo sviluppato appositamente per produttori, enoteche, agriturismi e negozi gourmet italiani una comoda soluzione di spedizione vino Business-to-Consumer per gli Stati Uniti. Questo nuovo servizio B2C offre maggiori opportunità di cogliere i vantaggi di questo segmento chiave del mercato retail e permette in 27 stati americani e del distretto di Washington D.C. la spedizione a casa direttamente dai viticoltori o dalle enoteche scoperte nel loro viaggio italiano».

Il servizio, dedicato agli enoturisti statunitensi, si aggiunge al servizio UPS Business-to-Consumer “classico”, che copre 53 paesi tra cui Cina, Corea del Sud, Giappone, Canada, Repubblica Domenicana, Hong Kong, India, Macau, Sudafrica, Svizzera e Regno Unito e a quello Business-to-Business, che ha una copertura globale in oltre 74 Paesi.

Dalle cantine italiane ai bicchieri di tutto il mondo con UPS - Ultima modifica: 2019-09-30T12:00:52+02:00 da Paola Pagani

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