Caviro, la cantina più grande è anche la più tecnologica

Inaugurate a Forlì due nuove linee di confezionamento flessibili e veloci: 6,4 milioni di investimento per ottenere più produzione, più velocità, ma anche più sostenibilità

Potenza uguale lavoro per velocità. Un concetto base della fisica che può essere applicato anche alla vitivinicoltura per spiegare che buona parte del nostro successo enologico, nel mercato interno ma soprattutto nell’export, dipende dalla capacità di valorizzare la qualità del lavoro di conferitori e dipendenti, una specialità in cui le cooperative vanno forte, ma alla massima velocità possibile.

Una potenza che Caviro, tra i leader dell’enologia nazionale, rafforza con due nuove linee di confezionamento ad alta performance nello stabilimento di Forlì.

Coerenza circolare

Carlo Dalmonte

Pubblico delle grandi occasioni, il 28 gennaio scorso, per inaugurare ciò che costituisce un pezzo importante della cantina più grande d’Italia e che ambisce a diventare anche una di quelle più avanzate in termini di tecnologia. «La costante ricerca tecnologica e qualitativa - afferma Carlo Dalmonte, presidente di Caviro - è un elemento centrale e fondante della filosofia del nostro gruppo. Ogni giorno gli oltre 500 dipendenti di Caviro traducono questo valore nel proprio lavoro con passione e professionalità. Con questo investimento, che integra il nostro impegno per un’economia del territorio sostenibile e orientata all’innovazione, intendiamo confermare la volontà di continuare a essere non solo la più grande cantina d’Italia ma anche la più tecnologicamente avanzata e attenta alla sostenibilità economica e ambientale, coerenti con il nostro approccio di economia circolare».

Il taglio del nastro delle nuove linee con Stefano Bonaccini (secondo da sinistra), Carlo Dalmonte (terzo) e Maurizio Gardini (quinto)

Alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, di Maurizio Gardini, Presidente di Alleanza delle Cooperative e del sottosegretario alla giustizia Jacopo Morrone sono stati tagliati i nastri di ben due nuove linee di confezionamento.

La svolta sul vetro

La prima dà più forza alla svolta che Caviro sta facendo sulle bottiglie - anche per il Tavernello - attraverso un progetto partito nel 2014 assieme a MBF spa, azienda di riferimento in questo campo. L’obiettivo dato alla società con sede a Veronella (Vr) era ambizioso: ottenere massima flessibilità di lavorazione, notevole aumento della capacità operativa e della qualità del prodotto imbottigliato, costante efficienza e affidabilità, tracciabilità della bottiglia in ogni fase, estrema compattezza per non modificare la struttura architettonica dello stabilimento di Forlì, riduzione del rumore dell’impianto e dei costi energetici per corrispondere agli ambiziosi obiettivi di sostenibilità del gruppo romagnolo. Una sfida complessa raggiunta grazie all’impianto Superbloc altamente customizzato che costituisce il cuore della linea di imbottigliamento di vini sia fermi che frizzanti e che integra in un’unica macchina: sciacquatrice, riempitrice isobarica, tappatrice a sughero e vite, capsulatrice ed etichettatrice.

La nuova linea flessibile e silenziosa

Il tutto in un design compatto e funzionale e con una capacità operativa record da circa 18 mila pezzi all’ora. E un ulteriore punto di forza dell’impianto è l’adattabilità anche a confezioni in pet, di design particolare e di dimensioni variabili, dalla mini da 187 cc (un ritorno su cui Caviro punta molto) ai 2 litri. La completa tracciabilità in ogni fase di lavorazione viene realizzate grazie a evoluti sistemi di controllo qualità realizzati con il supporto di telecamere.

La guida tramite motori brushless e la sincronizzazione elettronica di tutti i componenti sono i segreti che incidono sulla riduzione della rumorosità e dei costi di gestione.

Prisma square da mezzo litro

La linea per brik

Il secondo impianto innovativo è una linea Tetra Pak dedicato alla lavorazione esclusiva del formato “prisma square” da mezzo litro, che può riempire fino a 8000 brik/ora per una capacità produttiva di altre 24 milioni di pezzi all’anno.

Due linee nuove di zecca che si integrano con le altre presenti nella struttura di via zampeschi: 2 linee vetro da 18mila pezzi l’ora, una per bag in box, 2 per brik da 250, 1 da 500 ml e 6 per Tetra Square da un litro.

I nuovi strumenti, che hanno richiesto da parte della cooperativa un investimento complessivo di circa 6,4 milioni di euro, garantiscono un aumento della potenzialità produttiva annua di circa 50 milioni di bottiglie e di oltre 24 milioni di brik, segnando anche un’inversione di tendenza tra i due packaging. Oggi infatti il vino in Tetra Pak costituisce i due terzi delle produzioni prodotte, 158 milioni di pezzi su 218 milioni. L’obiettivo è quello di invertire questa proporzione in cinque anni.

Questo investimento, unito alla linea installata alla fine del 2015, consente allo stabilimento forlivese di raggiungere una potenzialità produttiva di 1,2 milioni di pezzi al giorno.

Sostegni anti-delocalizzazione

«Orgoglio e soddisfazione» sono le parole usate da Maurizio Gardini di Confcooperative per i risultati ottenuti attraverso l’aggregazione che Caviro rappresenta e che, a cascata, arriva ai singoli viticoltori, che ormai sono 12.500.

La cantina di Caviro a Forlì

Soddisfatto dei risultati anche il presidente Bonaccini, che sottolinea l’importanza della corretta programmazione e gestione dei fondi pubblici: «non basta assegnare risorse – dice-, ma occorre guardare anche dove vanno a finire». Bonaccini ricorda infatti come l’ulteriore passo in avanti di Caviro sia anche frutto della scelta strategica di introdurre nella pianificazione 2014-2020 del Psr la possibilità di finanziare anche le grandi imprese agroalimentari che investono sul territorio (senza delocalizzare). Così, con il progetto “Vin.Can.T.O.” (Vigneti, Cantine, Tecnologia e Organizzazione) il Gruppo Caviro si è aggiudicato

il primo posto nella graduatoria stilata dalla Regione Emilia-Romagna per l’assegnazione dei fondi PSR riservati alle filiere vitivinicole per un iniziativa – che ha durata fino al 2024 – che prevede un investimento complessivo che sfiora i 10 milioni di euro, di cui 3,6 di cofinanziamento regionale (un secondo piano di investimento è sostenuto dal Ministero dello Sviluppo economico, per rispondere sempre meglio alle diverse esigenze dei mercati di tutto il mondo e ottimizzare i costi energetici e operativi).

Una crescita veloce, quella di Caviro, che però non lascia indietro nessuno perché la sostenibilità economica del colosso vitivinicolo romagnolo procede sempre di pari passo con quella ambientale e sociale, dimostrando peraltro come si possa essere grandi senza trascurare il “piccolo”.

La filosofia del coinvolgimento

Dallo scorso novembre Caviro ha infatti ottenuto la certificazione etica SA8000, che attesta la responsabilità sociale dell’impresa attraverso il rispetto, certificato, di precisi principi redatti dal Cepaa (Council of economical priorities accreditation agency), relativi al rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, della tutela contro lo sfruttamento dei minori, dalle garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro, ecc.

La linea Tetra Pak e il punto di raccolta dei suggerimenti Ocr-Ci, per il coinvolgimento dei
lavoratori negli obiettivi di efficienza aziendale

Un patto sociale che coinvolge tutti i lavoratori anche nell’applicazione di moderne filosofie di miglioramento del processo di produzione come il “Progetto OCR-CI” (Operation costs reduction). In estrema sintesi: ogni dipendente di Caviro può segnalare eventuali problemi che riscontra nello svolgimento delle sue mansioni, ma soprattutto è invitato a proporre possibili soluzioni attraverso segnalazioni depositate in specifici spazi, che verranno esaminate e condivise con lo staff tecnico per favorire un miglioramento continuo dell’attività.


LA MISSIONE DI DARE VALORE

Caviro: 315 milioni di euro di fatturato consolidato, oltre 500 dipendenti, è una struttura cooperativa che assolve la missione di valorizzare le uve dei 12.000 soci viticoltori in Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia, Toscana e Sicilia, che conferiscono ogni anno il 10% dell’uva italiana. Caviro è leader in Italia nel vino per quota di mercato e detiene il primo marchio italiano in Italia, Germania, Giappone, Russia. Tramite Caviro Extra il Gruppo è anche tra i più importanti player di riferimento nel mercato dell’alcool, nel recupero delle acque reflue alimentari in Italia e nell’acido tartarico naturale nel mondo. Per ulteriori informazioni: www.caviro.it

 

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