La giovane azienda francese Ecobiotic (nata nel 2012 a Castelnaudary, Aude), controllata di Bio-Cork© (Lione), ha messo a punto una capsula che, posizionata nei tappi di bottiglie o botti o nelle valvole dei Bag in Box, assicura la diffusione regolare e lenta di solfiti nel vino, prolungandone la conservazione. Il dispositivo può essere utilizzato anche per altri prodotti alimentari. Il sistema è attualmente in fase di sperimentazione presso diversi produttori e punti vendita di vino e sarà commercializzato dalla fine del 2013.
Marc Bonneau, l'inventore della capsula attiva, e Michel Degré, presidente della Ecobiotic, si aspettano un fatturato di 3 milioni di euro in tre anni, con la creazione una dozzina di posti di lavoro in un laboratorio in fase di installazione a Castelnaudary, nel cuore del più grande vigneto del mondo. Le capsule sono prodotte in loco.
Il processo è stato sviluppato da Marc Bonneau, un ex ricercatore in microbiologia dell’Institut Mérieux Lyon, in collaborazione con i ricercatori del laboratorio svizzero di Changins, come parte del programma internazionale Inter-Biocork, promosso dalla regione Rhône-Alpes e dalla Svizzera e con il sostegno dell’Unione Europea, finalizzato all’introduzione di innovazioni tecnologiche nel settore vitivinicolo.
"Il nostro mercato principale è naturalmente quello enologico e la nostra presenza in Aude è altamente strategica. Siamo vicini ai nostri futuri clienti. Il nostro sistema permetterà la microdiffusione di solfiti, tradizionalmente utilizzati per la conservazione del vino, ma controllandone il contenuto. Nel caso del Bag in Box, in particolare, sarà possibile prolungare notevolmente il tempo di conservazione dimezzando la dose di solfiti aggiunti", spiega Michel Degré. (fonte: www.latribune.fr, 24 Maggio 2013)
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