Langhe: vendemmia anticipata di 10 giorni

Uva Nebbiolo a maturazione (Foto Antonio Marino)
Nel 2025 le operazioni di raccolta erano iniziate fra il 20 e il 25 settembre. Quest’anno entro la fine del mese gran parte dell’uva sarà stata vendemmiata

Previsioni confermate: l’arrivo del ministro Francesco Lollobrigida per il taglio del primo simbolico grappolo di uva Nebbiolo, il 10 settembre a Barolo, “certifica” il record d’anticipo vendemmiale per l’annata 2026 nei vigneti del Consorzio di tutela di Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani. Nel 2025 le operazioni di raccolta erano iniziate «fra il 20 e il 25 settembre: quest’anno entro la fine del mese gran parte dell’uva sarà stata vendemmiata. Siamo 10 giorni in anticipo, un dato in linea con l’andamento registrato dal comparto», spiega Sergio Germano, presidente dell’ente di tutela.

Il punto di vista del Consorzio di Tutela

I monitoraggi svolti dai tecnici del Consorzio – cinque i campionamenti finora – hanno fornito riscontri positivi: «Il caldo ha modificato le tempistiche di maturazione, giunta a una buona completezza sia sotto il profilo dei tannini che sotto quello del potenziale zuccherino. L’acidità, inoltre, non desta preoccupazioni e la maturazione fenolica sta progredendo», prosegue Germano.

Un insieme di condizioni che, unite alla situazione climatica -«le previsioni sono buone per i prossimi giorni» - sta determinando una situazione ideale per il buon esito della vendemmia: «Non ci sono affanni, la tenuta dell’uva in pianta non preoccupa e le aziende stanno avviando le operazioni in base alle esigenze dettate dalla natura dei suoli, dall’esposizione degli appezzamenti e da altri fattori di scala locale», precisa il presidente. Anche sul fronte rese non emergono particolari preoccupazioni: «Per le altre varietà prodotte nell’areale delle Langhe non ci sono stati cali, anche il rapporto fra uva-vino è risultato equilibrato», conclude Germano.

Conterno-Fantino: da tempo le annate anticipate sono la normalità

La vendemmia è iniziata a Monforte d’Alba, nei vigneti dell’azienda Conterno-Fantino, 15 ettari di Nebbiolo destinati alle Docg Langhe Nebbiolo e Barolo, su un’azienda di 27 complessivi. «Le piogge di inizio settembre hanno contribuito a dare sollievo al vigneto, il raffrescamento prodotto dalle precipitazioni, però, serviva un mese fa: le rese uva-vino saranno più basse, rispetto a quelle indicate dalla letteratura per il Nebbiolo da Barolo ma in generale su tutte le altre varietà», spiega Claudio Conterno, ex presidente provinciale di Cia.

Il calo delle temperature «potrà fare la differenza nel decorso della maturazione polifenolica, anche se raramente si sono avuti colori così intensi sulla Barbera, per via della concentrazione di antociani, mentre sono più tenui e in linea con gli standard del vitigno quelli del Nebbiolo». Diverse la valutazione sul tenore alcolico: «Se riuscissimo a mantenere il contenuto zuccherino al di sotto dei 250 grammi per litro sarebbe un buon risultato», prosegue il viticoltore. In azienda le operazioni di raccolta sono incominciate «il 3 agosto con il Pinot per le basi spumante. La prima settimana di settembre abbiamo terminato con le uve Barbera, 7 ettari in tutto», prosegue.

Un calendario profondamente mutato rispetto a qualche decennio addietro: «I grappoli di Nebbiolo rimanevano nei filari fino al 10 ottobre, nel 1981 terminammo la vendemmia il 6 novembre e l’uva non era pienamente matura. Da tempo le annate anticipate sono la normalità, le tardive le eccezioni, come nel 2014 o 2016». Non si tratta del caldo estivo «le alte temperature nei mesi di luglio e agosto hanno arrestato l’attività delle piante e causato situazioni di sofferenza nei vigneti, il vero problema, però, è l’anticipo vegetativo primaverile. Nel 2026 i germogliamenti sono iniziati nella prima decade di marzo mentre di solito occorreva attendere aprile. Sappiamo che il Nebbiolo, dalla fioritura alla maturazione impiega 125-130 giorni: germogliamenti anticipati, clima e sommatorie termiche ci portano a raccogliere sempre prima, quest’anno a metà settembre. Sarà comunque una buona annata», conclude Conterno.

Marcarino: l'esposizione fa la differenza

Le disparità di condizioni di maturazione fra i versanti esposti – i sorì – e quelli sottoesposti sono al centro delle considerazioni di Alberto Marcarino dell'Azienda Vitivinicola Marcarino che a Neive coltiva 4 ettari di Nebbiolo – su un’azienda di 22 complessivi, 12 dei quali a vigneto – per la produzione di Barbaresco e Langhe Nebbiolo. «Nei due vigneti esposti a Sud abbiamo ultimato la raccolta prima dei temporali: il tenore alcolico aveva superato i 15 gradi, l’acidità era in linea con gli standard così come la maturazione polifenolica. Se avessimo atteso un’altra settimana avremmo avuto problemi di asciugatura dell’uva».

Diversa la situazione delle uve esposte a Nord e Ovest: «Le operazioni sono iniziate con una settimana di ritardo per consentire la conclusione della maturazione. Il tenore alcolico era più basso, compreso fra i 13 e i 13,5 gradi, e i vinaccioli non avevano ancora raggiunto il pieno sviluppo». Le rese previste dai disciplinari di produzione sono un ulteriore elemento valutato che influisce sulla pianificazione della vendemmia: «Nel caso delle uve per il Langhe Nebbiolo le operazioni si protrarranno fino alla fine di settembre, per via dei carichi più consistenti», precisa Marcarino.

I problemi maggiori, connessi alla radiazione solare, si sono avuti nei filari esposti a Sud-Ovest, «con ustioni della vegetazione. La sfemminellatura è stata la chiave per proteggere i grappoli, garantendo una maggiore copertura; per la stessa ragione, a operazioni terminate, siamo intervenuti con un trattamento di caolino». Per contro, calore e assenza di umidità si sono tradotti in una riduzione dei trattamenti: «4-5 interventi in meno rispetto al 2025. La tignoletta non ha creato problemi. Lo stesso vale per l’oidio, di solito localizzato, durante la seconda ondata, nell’area del cordone che, in alcuni casi, dopo la cimatura si è arrestato», conclude Marcarino.

Vietto: siccità e squilibri nella maturazione

Partirà nei prossimi giorni, con gli stacchi delle uve destinate alla denominazione Langhe, la vendemmia del Nebbiolo per Davide Vietto, co-titolare dell'Azienda Agricola Vietto, di 13 ettari nel comune di Novello. «Iniziamo a portare in cantina parte del prodotto. La raccolta dei grappoli destinati al Barolo - 5 ettari di vigneti - incomincerà, a seguire, l'ultima settimana di settembre, perché vogliamo raggiungere la maturità fenolica ideale. Il Nebbiolo si attesta fra i 20 e i 21 gradi Babo, stiamo valutando i profili di acidità e pH», prosegue.

Caldo e siccità hanno influito sullo sviluppo dell'uva: «A differenza del 2003, un'altra annata anticipata, l'assenza di acqua ha rallentato il decorso della maturazione polifenolica e mantenuto l'acidità elevata». Un problema che ha interessato, in modo particolare, il raccolto del Barbera: «Abbiamo terminato con la vendemmia il 10 settembre, la gradazione zuccherina era appropriata ma si è dovuto attendere che l'acidità scendesse. In due impianti i grappoli erano piccoli e gli acini asciutti, conseguenza della siccità», conclude Vietto.

Ceretto: operazioni di raccolta concentrate in poco tempo

Nei vigneti dell’azienda Ceretto - 150 ettari totali, 32 coltivati a Nebbiolo nei comuni di Neive, Barbaresco, Treiso, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, La Morra, Barolo e Alba da cui si ricavano, oltre a Barolo e Barbaresco, anche Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d’Alba - la vendemmia è iniziata alla fine della seconda settimana di settembre. «È ancora presto per capire come evolveranno antociani e polifenoli ma ci sono le premesse per un’ottima annata. Le uve sono molto sane e il rischio di focolai di botrite dopo i temporali del 10 settembre è praticamente inesistente», spiega l’enologo Gianluigi Marenco.

L’assenza di umidità per contro, «ha avuto delle ripercussioni sui volumi. Sulle uve Barbera si sono raccolte quantità leggermente inferiori per ettaro, a fronte di rese generose». Il calore, inoltre, «ha favorito processi di concentrazione degli zuccheri nei grappoli, che si sono asciugati. Il tenore zuccherino, oggi ottimale, continua a salire: alla luce dell’anticipo vegetativo, un ulteriore ritardo nella raccolta può tradursi in perdita di acidità e gradazioni eccessive dei vini». L’analisi della maturazione rivela che anche versanti sottoesposti hanno performato bene: «La persistenza dell’umidità ha consentito la prosecuzione del processo e una riduzione dell’incidenza dello stress termico sulle viti», prosegue Marenco.

Venendo alla vendemmia, l’anticipo apre nuovi scenari: «In queste annate si verificano fenomeni di accavallamento. Mentre una campagna ordinaria si protrae per un mese e mezzo, nel 2026 le operazioni si sono concentrate nell’arco di 25-30 giorni e non è stato possibile rispettare la successione classica fra i vitigni: bianchi, Dolcetto, Barbera e Nebbiolo». Le ondate di calore di fine agosto, infine, hanno avuto conseguenze sui turni di lavoro: «Fino a settembre le operazioni si sono concentrate nella fascia mattutina, anche per portare in cantina uva fresca».

Le criticità dell’annata evidenziano, conclude Marenco, le potenzialità adattive della vite che «anche in condizioni di forte stress ambientale, riesce a mantenere un buon equilibrio vegeto produttivo manifestando i sintomi di sofferenza più tardivamente rispetto ad altre colture».

Langhe: vendemmia anticipata di 10 giorni - Ultima modifica: 2026-09-18T21:11:52+02:00 da Redazione

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