Le sperimentazioni in corso presso la trevigiana Cantina Perlage

Ridurre l'impiego di rame in viticoltura bio

Ottimi risultati in vigneto che danno prodotti eccellenti in cantina

E’ iniziata la vendemmia alla Cantina Perlage (Farra di Soligo, TV), la prima raccolta in cui la biodinamica guida le pratiche biologiche. Una tappa di grande rilevanza per l’azienda trevigiana che segue le regole d’arte della vinificazione biologica da oltre 30 anni, un percorso che vede l’impegno mirato nella produzione di vini naturali attuando il miglioramento della difesa nei vigneti. Obiettivo importante per la Cantina Perlage è l'abbattimento del quantitativo di rame che, seppur di origine naturale, si accumula nel terreno limitando lo sviluppo dei microrganismi utili al suolo. La cantina di Farra di Soligo, in collaborazione con il Cecat, ha in corso sperimentazioni su un vigneto parcellizzato con diversi dosaggi di rame, in alcuni casi miscelati con preparati d'alga e nuovi composti. Grazie ai risultati ottenuti da questi test, Cantina Perlage ha ridotto del 35% l’utilizzo del rame nei trattamenti, raggiungendo il quantitativo di soli 4 kg per ettaro/anno e la previsione per i prossimi anni è in diminuzione. Alcuni vigneti che fanno parte della rete di fornitura di Perlage utilizzano i fondamenti di un'altra ricerca, quella condotta dal professor Roberto Causin dell’Università di Padova, il quale sta testando l’enorme potenzialità dei microrganismi utili per la difesa dei vigneti, atti anche alla diminuzione del quantitativo di rame. Cantina Perlage mira infatti a preservare la biodiversità del suolo nei suoi vigneti permettendo la proliferazione degli organismi utili, microrganismi che vivono nel terreno aumentandone la fertilità, conferendo maggiore resistenza alle malattie della pianta. L’azienda attua rigorosi controlli sulla sanità delle uve lavorate, ricerche sulla curva di maturazione delle uve, potature in verde e arieggiamento dei filari che contribuiscono alla produzione di vini gradevoli, dalla straordinaria armonia e forza espressiva, mettendo in rilievo il carattere del vitigno e la loro rispettiva origine. Gli agronomi della cantina Perlage pongono una particolare attenzione al contenuto di sostanze organiche nel terreno: ogni anno vengono riportati rilevanti quantitativi di compost, ottenendo così un terreno soffice, fertile e poroso che permette di immagazzinare maggior quantità d’acqua attraverso le radici per affrontare meglio i periodi di siccità. Altra ricerca di cui si avvale Cantina Perlage è quella condotta dal professor Vittorio Rossi dell’Università di Piacenza, che con il software Vite.net commercializzato da Horta, uno spin-off dell'Università, monitora in tempo reale l'evoluzione delle malattie nei vigneti mediante capannine metereologiche poste nell'appezzamento. Attraverso un continuo monitoraggio meteo e climatico effettuato dalle piccole stazioni automatiche poste tra i filari di un vigneto della rete di conferimento di Perlage, si riesce così ad anticipare l’evoluzione delle malattie fungine, valutandone la presenza e l’intensità, calibrando di conseguenza la dose di rame da utilizzare e proporzionandola in base all’intensità della malattia. “Produrre bio  – asserisce Ivo Nardi di Cantina Perlage – è sentir pulsare il vigneto, è un lavoro finalizzato al rispetto dell’ecosistema. Ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci. Siamo i capofila per il nostro territorio, adesso molte aziende ci seguono. Molti giovani studiando enologia, hanno elevato la loro cultura, cambiando anche il loro modo di percepire il rispetto ambientale, pronti a dare il loro contributo nella produzione del biologico locale”. Partendo da un vigneto sano e gestito in maniera accorta, con una costante presenza sul campo di tecnici e viticoltori specializzati, si ottengono importanti risultati anche in cantina, dalla riduzione della solforosa nei vini prodotti alla particolare attenzione per il mondo vegano. Questo è il credo che Cantina Perlage persegue, unito al benessere del consumatore e al rispetto per l’ecosistema e che l’ha portata a creare il Prosecco Superiore Docg Animae, con soli 6 mg/l di solfiti, uno spumante ottenuto esclusivamente da uve Glera, che sintetizza al meglio la ricerca della massima naturalità da parte della cantina di Farra di Soligo. “Il primo passo che ha segnato la nascita di Animae, è stato quello di individuare un ceppo di lieviti a bassa autoproduzione di solforosa - afferma il giovane enologo Andrea Gallina - per poi attuare un processo di vinificazione in cantina in totale assenza di ossigeno ed evitare la facile ossidazione a cui vanno incontro gli spumanti di uve Glera”.

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