Un'esigenza dettata dalla necessità di abbattere i costi di gestione

I sistemi di allevamento meccanizzabili

Le operazioni che non incidono negativamente sulla qualità dell'uva

Le macchine hanno fatto il loro ingresso nel vigneto da alcuni decenni, come risposta non solo alla necessità di contenere i costi di produzione o di sopperire alla mancanza di mano d’opera, ma anche all’esigenza ˗ molto sentita dalle aziende di grandi dimensioni ˗ di eseguire tempestivamente gli interventi di gestione della chioma, finalizzati al miglioramento della qualità...

 LEGGI L'ARTICOLO A FIRMA DI RICCARDO CASTALDI
PER APPROFONDIRE

(approfondimenti a cura dell'Autore)

Breve descrizione delle forme di allevamento citate nell'articolo

Casarsa Questo sistema si caratterizza per la presenza di un tronco di altezza compresa tra 1,40 e 1,70 m, che si prolunga in un cordone permanente orizzontale lungo da 1,30 a 1,50 m; la struttura prevede pali fuori terra per un’altezza che varia da 2,2 a 2,5 m, i quali sorreggono, oltre al filo portante, anche 2 fili per il contenimento della vegetazione. Cordone speronato La vite presenta, nella maggior parte dei casi, un tronco di altezza variabile da 0,3 a 1,2 m, che si prolunga in cordone permanente orizzontale di lunghezza compresa tra 0,5 e 1,0 m, sul quale vengono lasciati speroni di 1-2 gemme. I pali sorreggono oltre al filo portante anche 3 fili (o 3 coppie di fili, fisse o mobili) per il contenimento della vegetazione e la loro altezza fuori terra deve essere tale da garantire almeno 1,0 m di parete vegetativa. Doppia cortina (GDC) Si tratta di un sistema di allevamento a chioma libera, concepito per la meccanizzazione del vigneto. Presenta un tronco alto da 1,3 a 1,6 m, che si sdoppia in 2 cordoni permanenti orizzontali lunghi 1,0 m, sui quali vengono lasciati speroni di 2-3 gemme. I cordoni sono sorretti da 2 fili paralleli - distanti tra loro 1,4 m e posti a 1,5–1,8 dal suolo – a loro volta sostenuti da 2 braccetti metallici montati sulla sommità dei pali, disposti sulla fila ogni 5 m. Cordone libero Rappresenta il sistema di allevamento che in assoluto meglio si presta alla meccanizzazione del vigneto. Sviluppato dal professor Cesare Intrieri presso l’Università di Bologna, il cordone libero è un sistema di allevamento a chioma libera e presenta un tronco di altezza variabile tra 1,2 e 1,7 m, il quale si prolunga in un cordone permanente orizzontale di lunghezza compresa tra 1,0 e 1,5 m, sul quale vengono lasciati speroni di 1-3 gemme. La struttura è particolarmente snella e semplice, dato che si compone di pali sui quali è montato, in appoggio, un unico filo che sorregge il cordone permanente.

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