Circa una decina le vendemmiatrici presenti nella provincia lombarda

Vigneto mantovano sempre più meccanizzato

Apima Mantova: "Il fenomeno è in crescita"

Sono circa una decina le macchine da raccolta presenti nel Mantovano, la maggior parte della quali gestite da imprenditori agromeccanici. Non lavorano soltanto in terra virgiliana, ma sono soprattutto al servizio dei vigneron e delle cooperative situate nelle province a più elevata densità di vigneti, come Brescia o Verona. “Il fenomeno è in crescita e, dopo una certa resistenza, sta lentamente affermandosi anche nelle zone con una maggiore vocazione viticola – afferma Marco Speziali, presidente di Apima Mantova, sindacato che associa i contoterzisti e gli agricoltori mantovani – con vantaggi interessanti sul piano economico”. A parlarne più in dettaglio è Alessandro Guerra, 32 anni, imprenditore agromeccanico di Castellaro Lagusello, fra  primi a dotarsi sul territorio della macchina per la raccolta delle uve. “Sono ormai quattro anni che ho acquistato una vendemmiatrice di marca Volentieri Pellenc – racconta – e i risparmi sono notevoli. Tanto che oggi in azienda ne ho tre e copro l’Alto mantovano, il Bresciano e il Veronese, nei distretti del Lugana e Custoza. Le operazioni meccanizzate hanno un costo indicativo di 3-4 euro per quintale di uva, mentre la raccolta manuale varia dai 10 ai 20 euro al quintale, a seconda delle varietà”. Due mondi, insomma, totalmente diversi, che comportano una riduzione di manodopera non indifferente. L’utilizzo delle macchine comporta una differenza considerevole anche in termini di tempo. “Una vendemmiatrice permette di raccogliere fino a 50-60 quintali all’ora – spiega Guerra - mentre a mano non si va oltre i 60 chilogrammi”. La rapidità rappresenta un altro vantaggio interessante nella trasformazione, perché consente di inviare nelle vasche di fermentazione una grande quantità di prodotto nell’arco di una sola giornata, contro una settimana se si seguono operazioni manuali. “E questo, soprattutto per i vini rossi – precisa Guerra – consente di ottenere un prodotto più uniforme in termini di grado zuccherino”. Ogni anno la richiesta di raccogliere le uve meccanicamente aumenta. “L’anno scorso ho raccolto 19mila quintali d uva su 170 ettari – dice l’imprenditore agromeccanico di Castellaro Lagusello -. Quest’anno sono arrivato a 27mila quintali su 250 ettari. È una novità che gli agricoltori stanno lentamente assimilando, scoprendone i vantaggi. Ma mio nonno, che era un contoterzista, mi raccontava che la stessa diffidenza l’ha vissuto con le mietitrebbe, che hanno impiegato cinque anni per essere apprezzate”.

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