Una nuova sistemazione idraulico-agraria sperimentata in Chianti

I canali-terrazza per i vigneti collinari

Adatti a pendenze anche elevate, con contenimento dell'erosione e preservazione della fertilità del suolo
La sistemazione a canali-terrazza per le coltivazioni arboree a filari su terreni declivi è un adattamento dell'analoga sistemazione diffusa negli Stati Uniti.

La funzione delle sistemazioni idraulico-agrarie negli agro-ambienti collinari è quella di regimare il deflusso delle acque in eccesso rispetto alla capacità di invaso del suolo, in modo da determinare il giusto equilibrio tra aria e acqua nel terreno, da garantire la stabilità dei versanti e da ridurre al minimo le perdite di suolo per erosione. Nei versanti collinari, infatti, le sistemazioni idraulico-agrarie, favoriscono non solo il contenimento dell’erosione e dei fenomeni di dissesto idrogeologico (frane, smottamenti), ma determinano anche un incremento dei tempi di corrivazione delle acque di deflusso, riducendo di conseguenza i picchi di deflusso nelle aste fluviali e proteggendo in tal modo le sottostanti aree pedecollinari e di fondovalle.

La situazione odierna

L’agricoltura degli ambienti collinari italiani ha generalmente subito e sta ancora oggi subendo profonde modifiche dal punto di vista gestionale e strutturale. L’equilibrio dinamico tra pratiche agricole e ambiente, mantenuto essenzialmente dalle opere sistematorie realizzate in modo capillare nel corso dei secoli, è andato progressivamente deteriorandosi, determinando un conseguente aumento sia dei fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico nei versanti collinari, sia dei danni alle sottostanti zone, con una maggiore frequenza dei fenomeni esondativi. Il cambiamento degli indirizzi produttivi e la progressiva specializzazione e meccanizzazione delle colture hanno generalmente determinato l’ampliamento degli appezzamenti con l’eliminazione delle sistemazioni idraulico-agrarie preesistenti, senza realizzare nuove opere adeguate alle maggiori esigenze regimatorie, e una sensibile riduzione delle colture maggiormente protettive sotto l’aspetto idrologico-erosivo (colture prative, seminativi avvicendati) a vantaggio di colture arboree specializzate disposte prevalentemente seguendo le linee di massima pendenza.
Inoltre, i cambiamenti climatici in atto hanno ulteriormente aggravato la situazione di rischio erosivo a seguito della maggiore frequenza con cui si manifestano eventi piovosi di elevata intensità.

L’importanza delle sistemazioni con colture arboree

In definitiva, le sistemazioni idraulico agrarie devono assicurare la sostenibilità delle attività agricole nel tempo o, in altre parole, consentire la conservazione e/o il miglioramento della fertilità del suolo. L'obiettivo del mantenimento della fertilità del suolo è particolarmente importante nelle aree declivi a destinazione arborea specializzata, le quali ‒ senza l'adozione di opportune tecniche conservative, in particolare nei versanti con maggiore pendenza ‒ sono a  rischio dal punto di vista erosivo. Se si tiene conto del fatto che con l'aumentare della pendenza i filari vengono normalmente disposti con un’inclinazione progressivamente crescente rispetto alle curve di livello (rittochino), è evidente che per contenere l'erosione è necessaria l'adozione di efficienti sistemazioni idraulico-agrarie, che devono consentire anche un agevole movimento dei mezzi meccanici. Inoltre, se si considera che in Toscana circa il 50% dei vigneti ha un’età superiore ai 20 anni e più del 34% superiore ai 30 anni e che dunque entro un breve periodo di tempo molti saranno da reimpiantare, risulta la necessità di poter disporre di tecniche agronomiche, e in particolare di sistemazioni idrauliche-agrarie, efficienti dal punto di vista conservativo e gestionale.

I canali-terrazza

In questo quadro è stata studiata e realizzata una nuova sistemazione  idraulica-agraria (Zanchi, in corso di pubblicazione), denominata canali-terrazza, che consente di soddisfare questi due obiettivi su versanti con pendenza fino al 25% circa. Questa  sistemazione, derivata dai channel terrace e non applicata in Italia, è largamente diffusa negli Stati Uniti e in altre parti del mondo. Negli  Usa i channel terrace sono formati da tre fronti: un fronte di scavo, verso monte, un fronte di pendenza, che nel punto di incontro con il precedente forma l'impluvio, e un fronte a valle. Essi vengono utilizzati per colture erbacee coltivate esclusivamente secondo le curve di livello su appezzamenti con pendenze non superiori all'8% (broad base channel terrace) o al 12-14% (steep back slope channel terrace).

Prospetto tipo della sistemazione a canali-terrazza.

I canali-terrazza, nella variante proposta, sono realizzati con un modellamento superficiale tale da formare un impluvio, trasversale rispetto alla massima pendenza, formato da un ampio ripiano in contropendenza (fronte di pendenza) realizzato con il riporto della terra scavata a monte. Rispetto ai channel terrace originari, non viene realizzato, nella sistemazione proposta, il fronte a valle. L'appezzamento compreso tra due canali-terrazza ha infatti, in questo caso, una pendenza uniforme. Il ripiano in contropendenza (fronte di pendenza) è caratterizzato da un rapporto altezza/ larghezza non inferiore a 1:4 ma, a seconda della pendenza del versante, può anche essere di 1:8 - 1:10, in modo da consentire un agevole passaggio dei mezzi meccanici. L'ampiezza del ripiano è determinata, oltre che dalla pendenza del versante, anche dalla distanza degli eventuali sostegni della coltura e dalla distanza di piantagione. Nel vigneto sperimentale realizzato è risultata pari a 5,60 m (corrispondenti ad una distanza sulla fila di 0,80 m tra le barbatelle). La pendenza dell'impluvio, trasversale alla pendenza, oscilla tra l'1 e il 3% in funzione della lunghezza del canale e del tipo di terreno. L'acqua raccolta viene convogliata a velocità non erosive verso l'acquidoccio, posto lateralmente all'appezzamento, per essere portata a valle.
A questo riguardo vi è da tenere presente che per la direzione dell'acquidoccio, generalmente a rittochino, si possono verificare problemi di erosione ed è pertanto consigliabile che questo sia costituito da un impluvio naturale stabilizzato. In alternativa, è preferibile che le acque raccolte da ciascun canale-terrazza vengano convogliate in un pozzetto collegato con un acquidoccio tubato sotterraneo, in modo da essere  trasportate a valle senza rischi erosivi.
La distanza tra due canali-terrazza successivi viene determinata in funzione della pendenza del versante, dell'erodibilità del suolo e dell'aggressività climatica mediante specifici algoritmi che tengono conto delle tre variabili sopra indicate oppure, in alternativa, utilizzando un modello per la previsione dell'erosione (RUSLE – Revised Universal Soil Loss Equation) inserito nel sistema esperto per la valutazione della sostenibilità del territorio agricolo del Chianti (Zanchi, 2010) . Tale distanza è generalmente compresa tra 15 e 40 m.

I vantaggi

La nuova sistemazione  a canali-terrazza consente di realizzare impianti arborei anche su pendenze rilevanti, mantenendo nel contempo l’erosione entro limiti ammissibili, e dunque salvaguardando la fertilità dei suoli, e di assegnare ai filari  la direzione nel senso della massima pendenza (rittochino). Un altro aspetto di notevole importanza è rappresentato dalla facilità di movimento dei mezzi meccanici per le varie operazioni colturali, che si riflette in ridotti costi di gestione. In alcune situazioni, su pendenze rilevanti, la nuova sistemazione a canali-terrazza consente anche di assegnare ai filari una direzione a rittochino per ottenere la migliore esposizione nord-sud, con vantaggi dal punto di vista qualitativo del prodotto, senza incorrere in elevati rischi erosivi che altrimenti si potrebbero verificare senza detta sistemazione. Il costo di realizzazione della sistemazione può essere giustificato in quanto si riducono o si eliminano costosi interventi futuri di recupero del terreno trascinato a valle dai fenomeni erosivi. Per quanto riguarda il vigneto sperimentale, dopo un anno dall’impianto, i fenomeni erosivi sono risultati molto modesti e notevolmente inferiori rispetto a vigneti di pari età realizzati su appezzamenti attigui coltivati a rittochino. Questo aspetto è particolarmente rilevante in considerazione del fatto che i primi anni dall’impianto sono più soggetti a fenomeni erosivi e di dissesto.

 

[box title= "Intercettare e regimare le acque superficiali" color= "#c00"]
Gli elementi base delle sistemazioni idraulico-agrarie di collina sono rappresentati essenzialmente da organi emungenti realizzati trasversalmente alle linee di flusso (fosse livellari, strade fosso livellari, solchi acquai, canali terrazza, drenaggio ecc.) in modo da intercettare le acque superficiali e profonde e condurle, data la loro modesta pendenza, a velocità contenuta verso impluvi naturali rivestiti di vegetazione o altre strutture appositamente realizzate (acquidocci armati, collettori tubati sottosuperficiali). La loro funzione è pertanto quella di evitare che le acque di scorrimento superficiale acquistino volume e velocità pericolosi. La scelta e il dimensionamento di queste opere sistematorie dipende dalle caratteristiche pedo-climatiche e morfologiche dei versanti collinari, nonché dagli ordinamenti e dalle tecniche colturali attuati e dal tipo e intensità della meccanizzazione.[/box]

 

[box title= "Il caso pratico" color= "#c00"]
Questa nuova sistemazione è stata realizzata dalla ditta Agrichianti Snc presso l'azienda agricola Bernardina, di proprietà della famiglia Fronti, in località Le Noci nel comune di Gaiole (Siena), su un versante collinare di 2,22 ha caratterizzato da una pendenza media del 22%, su un terreno sabbioso-argilloso con circa il 50% di scheletro. Il vigneto è stato realizzato mediante scasso ad una profondità di circa 1 m. L'esecuzione è stata effettuata con l'impiego contemporaneo di due escavatori, uno munito di benna da scasso e l'altro di benna-rastrello per vagliare il terreno e posare il pietrame raccolto sul fondo dello scavo in modo da realizzare un tappeto drenante. Nel vigneto sperimentale la distanza tra due canali successivi è stata determinata tenendo conto della distanza dei pali di sostegno, ubicati in prossimità dei punti di flesso del canale-terrazza, ed è risultata pari a circa 22,4 m (dalla sommità del fronte di pendenza e l'impluvio del canale-terrazza sottostante). I costi, riferiti alla superficie di 1 ha, per la preparazione del terreno, il modellamento superficiale, lo scasso, la  demolizione del pietrame di grosse dimensione eseguita con martello demolitore e la realizzazione della sistemazione sono riportati nella tabella sottostante.
Oltre ai costi, sono anche indicate le macchine utilizzate, le ore di impiego e i relativi costi orari. L’elevato costo totale è dovuto principalmente alla difficile situazione morfo-geologica del terreno, che presentava avvallamenti, grandi quantità di rocce affioranti, falde superficiali e pendenza media del 22%. Inoltre il tipo di scasso a tappeto drenante e il prolungato utilizzo del martello demolitore hanno comportato una lievitazione dei costi. I costi disaggregati hanno consentito di individuare il costo della sistemazione, risultato pari a  2.727 €/ha, corrispondente a circa l’8% del costo totale.[/box]

 

Articolo a firma di:
Camillo Zanchi

Università degli Studi di Firenze
Valerio Fronti
Agrichianti Snc (Radda in Chianti, FI) 

Approfondimenti a cura degli Autori

 

PER APPROFONDIRE

Inclinazione dei filari, in gradi, rispetto alle isoipse, in funzione della pendenza dei versanti

La sistemazione ad acquidoccio

 

Bibliografia

Mugnai G., Zanchi C..2004." Valutazione del rischio erosivo in un'area del Chianti classico in Comune di San Casciano in Val di Pesa (Firenze)". Rivista di viticoltura e di Enologia. N°3, 21-31
Mugnai G., Zanchi C..2005. "Analisi dell'andamento dei filari vitati rispetto alle curve di livello quale indice di rischio erosivo. Una applicazione nel territorio del Chianti classico" Rivista di viticoltura e di Enologia. n° 4, 3-8
Zanchi c., 2010, “Carta dell’uso sostenibile del suolo del Chianti” in “la carta del Chianti”.Passigli Editori.
Zanchi C., Cecchi S., 2010. “La carta del rischio erosivo per l’uso sostenibile del territorio agricolo del Chianti” in Agricoltura e erosione del suolo in Toscana. Felici editore, 91-134. ISBN 978-88-6019-361-2

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