
Quali sono oggi i punti di forza del settore vitivinicolo trentino? Quali le prospettive? In che modo esso viene supportato dalle istituzioni e dalla ricerca? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati. Ecco un assaggio dei contenuti del Dossier Trentino pubblicato nel numero di Aprile 2025 di VVQ.
Territorio ed enoturismo
«La Provincia ha sempre sostenuto il settore vitivinicolo trentino. E se la qualità dei suoi prodotti, in particolare il Trentodoc, è ormai riconosciuta a livello internazionale, oggi la sfida è quella di rafforzare ulteriormente l'identità del nostro territorio nel mercato globale. Una delle azioni più importanti sarà il potenziamento dell'enoturismo, attraverso iniziative come il Festival del Trentodoc, che celebrano la nostra eccellenza enologica promuovendo non solo il prodotto ma anche il territorio. È importante creare appuntamenti nelle aree di produzione, favorendo lo sviluppo di progetti che nascono dal basso. Si tratta di esperienze che valorizzano anche i vini autoctoni e identitari. L’Amministrazione garantisce il proprio sostegno alle aziende produttrici con incentivi mirati e attraverso il supporto a iniziative di questo tipo».
Giulia Zanotelli, Assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali
Sostenibilità sempre al centro
«Intendiamo procedere anche per il 2025 nella certificazione Sqnpi, che ci vede leader nazionali con oltre 5.500 viticoltori certificati, in buona sostanza la quasi totalità della produzione trentina. In quest’ambito giova ricorda anche il nostro Bilancio di sostenibilità, di cui è stata presentata la seconda edizione nello scorso anno, che diventa strumento di comunicazione delle buone pratiche di sostenibilità e certifica con dati concreti e misurabili il percorso realizzato dal comparto vitivinicolo del Trentino».
Albino Zenatti, Presidente Consorzio Vini del Trentino
Il Trentodoc in crescita
«Nell’ultimo decennio le bottiglie di Trentodoc vendute annualmente sono raddoppiate. Si tratta del frutto di un lavoro meticoloso e costante, volto a valorizzare l’immagine del Trentodoc e il suo posizionamento, le peculiarità produttive, ambientali e territoriali, ovvero il suo legame unico con la montagna. Abbiamo lavorato con grande attenzione sia sugli operatori che sui consumatori, trasmettendo il valore della denominazione del marchio, confermato anche dai numerosi riconoscimenti. La qualità percepita è cresciuta sensibilmente nel tempo, grazie anche all'impegno delle aziende e degli enologi, nel miglioramento continuo. Questa strategia ha portato a un incremento costante di notorietà e vendite, confermando il valore di Trentodoc nel panorama enologico nazionale e internazionale».
Stefano Fambri, presidente dell’Istituto TrentoDoc
La forza dei piccoli vignaioli
«Il periodo non è facile e alcune tendenze che riscontriamo sui mercati sono abbastanza preoccupanti. Inflazione, riduzione del potere d’acquisto e nuove abitudini di consumo sono ormai fatti con cui ci confrontiamo quotidianamente. Fare vino e in particolare fare vino buono costa molto, così come costa molto fare arrivare quel vino sulle tavole dei consumatori. In questo contesto sono convinta che noi Vignaioli possiamo “salvarci” grazie a tre fattori: la qualità dei nostri prodotti, il nostro essere imprese famigliari e l’essere legati a doppio filo ai territori, di cui siamo al contempo custodi ed espressione. Lavoriamo con un’attenzione costante alla sostenibilità e alla qualità, con l’obiettivo di produrre vini di eccellenza, eppure questo non basta. Ciò che fa la differenza è la capacità dei nostri vini di raccontare il territorio in cui nascono e le storie degli uomini e delle donne che li hanno prodotti».
Clementina Balter, titolare dell’Azienda Balter di Rovereto (Tn), Presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Segretaria nazionale Fivi
Un enoturismo al passo coi tempi
«Per lo sviluppo di un prodotto enoturistico innovativo, fondamentale è la preparazione degli operatori del settore, che devono essere in grado di intercettare e rispondere ai nuovi desiderata degli utenti, proponendo format coinvolgenti e ingaggianti. Ecco perché, a partire dal 2022, come Trentino Marketing abbiamo dato il via a un progetto per lo sviluppo di un prodotto enoturistico rivolto a case spumantistiche, cantine e distillerie insieme agli attori del sistema turistico: un percorso che nel medio-lungo periodo potrà dare forma, consistenza e qualità a molteplici esperienze dedicate al mondo del vino. Altrettanto importante il ruolo dei ristoratori, primi ambasciatori delle eccellenze del territorio».
Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing
Il supporto della ricerca
«Fondazione Mach svolge una funzione pubblica di monitoraggio del territorio, con particolare attenzione alle avversità e alle patologie della vite. Il trasferimento tecnologico avviene attraverso diverse modalità: offriamo consulenza diretta ai produttori su aspetti agronomici e fitosanitari, analizziamo la qualità dei terreni e individuiamo le migliori strategie per ottimizzare le rese e la sostenibilità. La nostra attività si fonda su un approccio multidisciplinare, grazie alla presenza di professionalità altamente qualificate. Collaboriamo con le aziende per applicare i risultati delle nostre ricerche direttamente in vigneto e in cantina, traducendo la conoscenza scientifica in soluzioni pratiche. Attraverso progetti sperimentali e programmi di formazione, garantiamo un flusso costante di innovazione a beneficio dell’intero comparto vitivinicolo trentino».
Maurizio Bottura, Dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach