
Con 67 aziende, circa 400 operatori e 1500 enoappassionati, si è chiusa a Verona la 22^ edizione di Amarone Opera Prima. Organizzata dal Consorzio vini Valpolicella, la tre giorni ha acceso i riflettori sull'Amarone 2021, che si presenta sui mercati con un'annata equilibrata, elegante e di prospettiva.
Un'edizione speciale, quella realizzata quest'anno dal Consorzio, con una staffetta di eventi tra le Gallerie Mercatali e la Camera di Commercio di Verona, che ha celebrato anche l'iscrizione della Cucina italiana nel Patrimonio immateriale dell'Unesco e le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026, che vedono la città, con la sua Arena, protagonista di alcuni eventi ufficiali. E l'Amarone è stato il fil rouge di un podio tutto al femminile che ha visto confrontarsi Maddalena Fossati, direttore de La Cucina Italiana, ideatrice della candidatura Unesco e presidente del Comitato promotore, Deborah Compagnoni, leggenda dello sport e ambassador delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, e Cristina Bowerman, chef di Glass Hostaria a Roma, una stella Michelin e due Forchette Gambero Rosso.
Con l'archivio dell'anteprima, il Consorzio dà avvio al programma di promozione 2026 della denominazione, un piano che incide per quasi il 76% sul bilancio. Ad aprire il calendario saranno i tre appuntamenti fieristici internazionali: Wine Paris (Parigi, 8-10 febbraio), Prowein (Dusseldorf, 15-17 marzo) e Vinitaly (Veronafiere, 12-15 aprile).
L’Amarone 2021
Equilibrato, tipico ed elegante. È l’Amarone 2021, il millesimo presentato ufficialmente a Verona in occasione di Amarone Opera Prima, l’anteprima organizzata dal Consorzio Vini Valpolicella in corso fino a domani nella città scaligera. Un’istantanea – quella dell’annata 2021 – emersa dal consueto panel di assaggio dell’ente consortile composto da esperti enologi e degustatori. Il profilo del nuovo vintage riflette un’integrazione completa delle componenti sensoriali (soprattutto quelle gustative e retro-olfattive), un ottimo equilibrio derivante dalla gestione dell’appassimento e dalla finezza dell’affinamento, oltre a una struttura elegante con solide prospettive in termini di invecchiamento.
Il 2021 è stato un anno complesso, caratterizzato da una prima fase fredda con gelate primaverili e da una seconda segnata da siccità e caldo estivo. Una sfida affrontata con successo grazie alla resistenza del vigneto e alla competenza dei viticoltori della Valpolicella, che hanno ottenuto uve sane, equilibrate e di elevata qualità, espressione della forza del territorio anche nelle annate più difficili.
In fruttaio le uve sono state monitorate con attenzione per zona e varietà, sia nelle tecniche della messa a riposo sia nel mantenimento della qualità sanitaria. Un autunno più fresco della media ha favorito un appassimento lento, portando a ottime concentrazioni zuccherine e polifenoliche e allo sviluppo di precursori aromatici, preludio a una lenta trasformazione in cantina e alla nascita dell’Amarone.
L’intervento del ministro Lollobrigida
“Con questa 22^ edizione di Amarone Opera Prima, presentate al mondo l'annata di un vino che è un'icona del Made in Italy. Promuovere l'Amarone e la Cucina italiana come patrimonio Unesco, in sinergia con le imminenti Olimpiadi Invernali di Milano Cortina è un impegno importante non solo dal punto di vista economico ma anche culturale. Voglio sottolineare la centralità di consorzi nella tutela e nella promozione delle nostre eccellenze. Un'attività che oggi si lega sempre di più alle potenzialità dei territori nell'attrarre turismo e investimenti, creando ricchezza e lavoro. Grazie al nuovo Regolamento delle Indicazioni geografiche ottenuto in Europa, viene riconosciuto ai Consorzi di tutela un ruolo di rilievo anche nell'offerta turistica”. Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel video messaggio inviato al presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini, in occasione del talk inaugurale di Amarone Opera Prima. Nel suo intervento il ministro ha ricordato l’avvio di una “grande campagna di comunicazione che racconta il vino nella sua capacità di rappresentare il territorio, la difesa dell'ambiente e anche come un elemento culturale importante, per contrastare quella denominazione che quando parla di vino si parla semplicemente dell'alcol, che ne è una parte certamente, ma non può essere l'unica della quale si discute. Lavoriamo insieme a Ice-Agenzia a una grande promozione – ha concluso Lollobrigida - che passa per la capacità e la volontà di consolidare i nostri mercati importanti a cominciare dagli Stati Uniti e ovviamente aprirne altri come sta avvenendo, grazie soprattutto all'Italia, per l'India”.
Una Valpolicella che punta sulla sostenibilità
Balzo green tra i filari della Valpolicella, dove per la prima volta le pratiche sostenibili certificate rappresentano la maggior parte del vigneto. Lo ha rilevato a Verona, il Consorzio tutela vini Valpolicella in occasione di Amarone Opera prima. Nel 2025, complice la viticoltura biologica ma soprattutto quella ministeriale certificata Sqnpi (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata), che valorizza le produzioni agricole vegetali coltivate con metodi sostenibili, la quota di superficie ecocompatibile è salita al 53% (era al 42% nel 2024) rispetto al totale, con un exploit di circa mille nuovi ettari solo nell’ultimo anno.
“In uno scenario sempre più competitivo, la Valpolicella sta puntando forte sulla sostenibilità – ha detto il presidente del Consorzio Valpolicella, Christian Marchesini –, asset in chiave green del proprio territorio ma anche leva di mercato per diverse aree della domanda, dal Nord-Europa al Nord-America, dove è considerata un valore aggiunto. La certificazione volontaria Sqnpi – ha aggiunto – ha trovato terreno fertile tra i nostri produttori, con una crescita del 47% solo nel 2025 e del 110% negli ultimi 3 anni”. Secondo l’analisi del Consorzio, la tutela agro-ambientale certificata insiste oggi su quasi 4666 ettari rispetto a un totale della denominazione di circa 8600 ettari. Di questi, 1100 ettari sono biologici (in contrazione del 9%) e quasi 3500 certificati con il logo ministeriale della sostenibilità.
Il 2025 della Valpolicella
Sul fronte del mercato, per la prima denominazione rossa del Veneto e tra le principali in Italia, con un giro d’affari di oltre 600 milioni di euro, si è chiuso un 2025 difficile ma con una buona ripresa nell’ultimo trimestre. Il saldo dell’imbottigliato segna una contrazione più contenuta rispetto alle premesse, se si considera il difficile contesto congiunturale: l’Amarone chiude a -2,4% (circa 102 mila ettolitri), il Valpolicella a -2,7% (123,8 mila ettolitri), mentre il Ripasso scende del 3,7% (oltre 205 mila ettolitri).
In chiave export, i rossi Dop veneti fino a 15° (quindi al netto dell’Amarone) - dove la Valpolicella ha un’incidenza quasi totalizzante - segnano nei primi 10 mesi del 2025 un calo tendenziale in valore del 2,1% (+0,4% il volume), un decremento di 3 volte inferiore rispetto alla performance nazionale della categoria rossista (-6,2%). Pesa Il dazio statunitense nella seconda parte dell’anno, che porta a un gap del valore a -5,8%, ma anche i cali significativi in Svizzera (-9,8%), Danimarca (-3,7%), Norvegia (-6,5%%). Bene invece alcune piazze di sbocco importanti, come il top buyer Canada (+4,8%) ma anche Germania (+5,1%), Svezia (+4,7%), Regno Unito (+8,9%) e Paesi Bassi (+12%).









